Cambia 17 insegnanti di sostegno in 10 anni: ragazzo autistico studierà a casa

Cambia 17 insegnanti di sostegno in 10 anni: ragazzo autistico studierà a casa
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Domenica 9 Ottobre 2022, 11:05 - Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre, 16:03

Continuerà a studiare da casa, con insegnanti privati. E' la decisione dei genitori di un ragazzo autistico di 16 anni, di Bari, arrivata dopo l'ennesimo cambio di insegnante di sostegno. Il ragazzino ne ha cambiati ben 17 in dieci anni, cosa che ha inficiato la qualità della sua formazione scolastica. E dopo che la decisione dei genitori ha avuto ampia risonanza mediatica, la mamma si rivolge direttamente al sindaco Antonio Decaro per avere un incontro e un supporto: "La nostra scelta - scrive - non è una resa ma un urlo di denuncia".

La lettera


"Egregio sindaco Antonio Decaro,
la normativa dice che lei è una delle due figure incaricate di vigilare sull’adempimento dell’obbligo scolastico di mio figlio, che non è a scuola ma a casa per istruzione parentale. In queste utime settimane, si è parlato molto della nostra scelta di genitori di Jacopo, non verbale, nella condizione dello spettro autistico, fatta a tutela del suo benessere psicofisico nonché della sua dignità di studente. Mi dispiace che se ne siano accorti in molti sul territorio italiano ma non nella mia città. Mi auguro di poterla incontrare al più presto per confrontarci su ciò che il sistema può fare per noi, in quanto la nostra scelta non è una resa ma un urlo di denuncia. Attendo fiduciosamente un suo cenno".
 

La denuncia

La denuncia arriva dalla mamma Maria Grazia, che si è sfogata qualche giorno fa sui social network: "Basta, ci siamo arresi", scriveva nel commentare la decisione di non far andare più il figlio a scuola. Una decisione sofferta perché Maria Grazia, anche lei insegnante, ha sempre voluto stimolare la socialità del figlio facendolo andare in classe, perché potesse interagire con i coetanei. Fino alle Elementari è andato tutto bene, racconta la madre, grazie all'impegno delle insegnanti curricolari, che sono riuscite a non far avvertire al ragazzo il peso dei continui cambi di insegnanti di sostegno. Ma dalle Medie in poi è stato sempre peggio. Al primo anno di liceo la decisione, sofferta ma necessaria: il ragazzo continuerà a studiare a casa e non andrà più a scuola.

Un sistema in tilt

Come raccontato da Maria Grazia, nessuno dei 17 insegnanti di sostegno assegnati al ragazzo conosceva la comunicazione aumentativa, quindi nessuno era capace di comunicare con il figlio. Questo perché gran parte dei docenti di sostegno oggi non ha una formazione specifica. «La scuola ha bisogno di professionalità formate e non di chi sceglie l’insegnamento come ripiego», si sfoga Maria Grazia, che ha anche preso parte a una trasmissione su TeleBari.

L’ufficio scolastico

«Stiamo cercando di aumentare il numero di docenti specializzati - ha spiegato Giuseppina Lotito, dirigente dell’ufficio scolastico regionale - e quest’anno ne sono entrati in Puglia 500. Ancora pochi, ma ma stiamo migliorando».

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