Dpcm 3 dicembre, shopping per fasce d'età e spostamenti tra regioni virtuose: così si prova a ripartire

Lunedì 16 Novembre 2020 di Marco Conti

Nelle città iniziano ad accendersi le luminarie, nei negozi spuntano i primi addobbi, l'indice Rt seppur lentamente scende e la speranza di un allentamento del coprifuoco inizia a farsi più concreta. Anche se al Natale mancano ancora quaranta giorni - e a sbilanciarsi per ora sono solo i virologi più catastrofisti che chiedono, come Andrea Crisanti «di approfittare del Natale per chiudere tutto» - il governo inizia a muoversi in tutt'altra direzione e si interroga su come modulare le prescrizioni contenute nell'ultimo dpcm in previsione di un nuovo decreto che sarà necessario dopo il 3 dicembre.

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LE ZONE
Tutto si gioca nelle prossime due settimane. Lo hanno ben compreso molti presidenti di regioni che, pur di arrivare al 3 dicembre con numeri migliori e tali da poter autorizzare allentamenti, in molti casi hanno messo in campo misure più restrittive. E' il caso dell'Abruzzo dove il presidente Marco Marsilio è pronto a firmare un'ordinanza che da domani sera rende zona rossa tutta la regione con la chiusura di scuole, centri commerciali e divieto di uscire se non per comprovati motivi. Decisione analoga l'ha preso la Basilicata che ha chiuso tutte le scuole mentre Liguria e Veneto hanno già emesso ordinanze più restrittive. La scommessa di tutti è «tornare a vivere a Natale», come dice il presidente della Liguria Giovanni Toti.
Far slittare il coprifuoco, ora alle 22, di qualche ora per poi cancellarlo nei giorni di festa è più che un'ipotesi di cui si discute e che conferma l'intenzione del governo di muoversi a dicembre in due tempi e forse con due distinti provvedimenti. Uno che regoli le chiusure e le riaperture sino a ridosso del Natale, e che sia in grado di far rialzare un po' la testa agli esercizi commerciali che hanno dovuto chiudere o ridurre l'attività, e uno successivo in grado di permettere alle famiglie di festeggiare il Natale seppur con più raccomandazioni che divieti. Shopping permesso, probabilmente già dal 4 dicembre non solo nelle zone gialle, ma orari contingentati probabilmente per fasce di età come già avviene in alcune regioni. Nei ristoranti resterà l'obbligo di non essere più di sei al tavolo, ma nelle case l'obbligo diventa raccomandazione al pari del suggerimento di concedere il cenone-comunitario solo ai parenti di primo grado.
Con l'indice Rt sotto il livello di guardia di 1, oltre alla riapertura di bar e ristoranti nelle ore serali, dovrebbero cadere anche i divieti di spostamento tra regioni sempre che ci si debba recare in una regione altrettanto virtuosa. In questo caso le misure per gli spostamenti saranno rigorose e alti i controlli soprattutto sui mezzi di trasporto pubblico.

 

 

 

 


LE RACCOMANDAZIONI
D'altra parte con le dosi massicce di smart working, le scuole chiuse e le università già da tempo a distanza, non si temono esodi biblici da nord a sud come accadde a marzo, ma solo ricongiungimenti familiari, peraltro già possibili anche nelle zone rosse, per chi risiede in un comune diverso da quello in cui abita. Ciò che induce ad un seppur cauto ottimismo è la frenata dei contagi nelle regioni che sono state decretate per primo rosse. La Sicilia è infatti poco sopra l'1%, il Piemonte è sceso a 1,3% e anche la Lombardia ruota intorno l'1,5%.
Sarà un Natale particolare, «responsabile e rigoroso», «senza movida e feste», come chiedono i virologi, ma l'esigenza di non peggiorare la salute mentale ed economica di molti italiani, in un momento molto sentito dell'anno, spinge anche l'ala da sempre più preoccupata dell'esecutivo a valutare sin da ora gli allentamenti possibili, magari sempre all'interno delle tre fasce, già dal 4 dicembre. Resterà, come ovvio, l'obbligo della mascherina anche se si passeggia, ma nelle case, oltre le raccomandazioni sarà difficile andare.

Ultimo aggiornamento: 15:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA