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Viterbo, Matias era nel cassettone del letto: naso e bocca tappati con lo scotch. Così il padre lo ha ucciso

La terribile scoperta dei carabinieri quando sono entrati in casa del bimbo di 10 anni ucciso a Vetralla

Viterbo, Matias era nel cassettone del letto: naso e bocca tappati con lo scotch. Così il padre lo ha ucciso
di Giorgio Renzetti e Maria Letizia Riganelli
4 Minuti di Lettura
Giovedì 18 Novembre 2021, 06:30 - Ultimo aggiornamento: 13:25

Il coltello, gli indumenti impregnati di benzina e un piano diabolico. E' servito un nuovo sopralluogo nella casa dell'orrore, ieri pomeriggio, per raccogliere altre informazioni indispensabili a completare l'indagine (e per portar via la gabbia con il coniglio bianco del bambino). Ma gli inquirenti sono convinti di avere un quadro chiaro su cosa e come sia accaduto nell'abitazione in Stradone Luzi, a Cura di Vetralla, in cui ieri l'altro è stato ucciso dal padre il piccolo Matias Tomkow. Mentre la madre Marjola Rapaj di 32 anni è tornata in paese, dai parenti, dopo aver lasciato l'ospedale di Viterbo in cui era stata trasferita, sotto shock, dopo aver scoperto la tragedia.

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L'ABITAZIONE
La scena del delitto, la casa in cui il bambino di 10 anni viveva con la madre, dopo che al padre Mirko era stato vietato di avvicinarsi per i maltrattamenti nei confronti della donna, è sotto sequestro. Lì, martedì scorso tra le 13,30 e le 15,30 arriva il polacco di 44 anni, dopo esser stato dimesso da un Covid hotel di Roma. Era risultato positivo dal 9 ottobre e da Viterbo era stato trasferito nella Capitale per la quarantena. Chi a Cura lo ha incrociato l'altra mattina, anche davanti alla scuola del figlio, ha riferito di averlo visto confuso e disorientato. Forse a causa dell'alcol, forse a causa dell'insano gesto che aveva architettato.

La campanella della scuola suona, Matias esce dal suo istituto, ma ad accompagnarlo a casa lo zio. Vuole andare nell'appartamento, vuole andare dalla mamma. Ma la madre ancora non c'è. Ad attenderlo trova il padre che non dovrebbe essere lì. Quel che succede in quella manciata di minuti è ormai un punto fermo. Mirko Tomkow aggredisce il figlio e con un coltello, trovato nel cassetto delle posate, gli recide la gola. Poi lo lascia esanime nel cassettone del letto. Verrà trovato con del nastro adesivo su bocca e naso. Completamente fuori di testa Tomkow tenta di gettare liquido infiammabile su un lenzuolo. Forse si intossica, forse è troppo ubriaco per proseguire nel suo piano e perde conoscenza.
A scoprire la drammatica scena è la mamma Marjola una volta rientrata in casa. Trova l'ex compagno incosciente e il figlio di 10 anni già morto. A lanciare l'allarme sono i vicini di casa: le urla della donna allarmano tutti, alcuni accorrono e chiamano il 112. I carabinieri ci mettono un secondo a collegare la casa con quella dell'uomo straniero allontanato con una misura cautelare del pm Paola Conti dalla famiglia. E si precipitano in forze, allertando anche i vigili del fuoco da prassi. Ma arrivati sul posto, anche con il personale del 118, non possono che accertare la morte del piccolo, per poi affidare Mirko Tomkov, incosciente, all'eliambulanza che lo trasferisce all'ospedale di Viterbo.

 


INCOSCIENTE
Stato di arresto per l'omicidio del figlio. Non è in pericolo di vita, ma non è ancora stato possibile interrogarlo a causa del suo stato di semi incoscienza. Gli inquirenti sperano di ottenere una ricostruzione da parte dell'indagato prima della convalida del fermo, che verrà esaminata dal Gip del tribunale nei prossimi giorni. Intanto gli è stato fornito un avvocato di ufficio. Oggi sulla salma del piccolo Matias sarà effettuato l'esame autoptico: alcune risposte, e conferme, potrebbero arrivare anche dagli accertamenti del medico legale.

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