Cartelle esattoriali al via, l'allarme di Confartigianato: «Imprese in crisi, serve nuova proroga»

Martedì 13 Ottobre 2020 di Luca Telli

Nessuna proroga alla scadenza del 15 ottobre decisa dal decreto legge agosto. Da venerdì tornano cartelle esattoriali, pignoramenti e obbligo dei versamenti delle rateizzazioni in corso con l’Agenzia delle Entrate in scadenza tra l’8 marzo e il 15 ottobre. Sarà una ripresa progressiva che nel corso dei mesi andrà diluendo e smaltendo gli arretrati, ma allo stesso tempo riprenderà l'attività ordinaria con nuove cartelle, fermi amministrativi e ipoteche.

 

A chiudere la porta, dopo il congelamento del ‘Cura Italia’ che aveva sospeso ogni adempimento fino al 31 luglio e la proroga  del decreto ‘Rilancio’ che spostava il termine ultime al 31 agosto, è il ministro dell’economia Roberto Gualtieri Gualtieri che difende il provvedimento sottolineando come i pagamenti richiesti riguardino debiti precedenti la prima ondata di coronavirus. «Una posizione che forse andrebbe rivista – spiega Andrea De Simone, segretario provinciale di Confartigianato – perché stiamo entrando in una fase molto delicata in cui ogni cosa sembra nuovamente in discussione».

 

La ripresa furente del contagio, lo spettro di nuove chiusure che già si è materializzato in altre zone d’Europa, obbliga a una riflessione che abbia come primo impegno quello di salvare il maggior numero possibile di imprese alle quale, prima di tutto, serve liquidità per alimentarsi.  «Ogni provvedimento che è stato preso ha avuto come denominatore comune il caos – continua De Simone -. Quello che affrontiamo oggi è un pericolo con dei lineamenti sconosciuti, proprio per questo serve procedere con calma».

 

Pochi, del resto, i settori che nei primi 9 mesi dell’anno hanno raggiunto il pareggio o accusato flessioni ridotte. Se la ristorazione ha potuto contare sugli introiti della stagione estiva, con il mini boom turistico di agosto che ha rinfrescato le casse degli imprenditori, così non è stato per l’abbigliamento che resta l’anello debole della catena. «Qui l’emergenza ha avuto terreno più fertile – continua De Simone - Si è accanita su un tessuto già debole. Tante saracinesche si sono già abbassate».

 

Bene non se la passano neppure l’artigianato e il settore edile: «Tante imprese stanno aspettando che il super ecobonus del 110% entri a regime – continua De Simone -. È un’opportunità di rilancio ma ora è più un percorso a ostacoli che una strada dritta». Molti i requisiti da soddisfare e che non fanno capo esclusivamente agli edili ma passano dalle scrivanie, e dai pareri, di professionisti: commercialisti e architetti in primo luogo.

 

Le imprese, secondo i numeri ufficiali, rappresentano una parte limitata degli attenzionati del fisco. Dei 18 milioni di soggetti iscritti a ruolo, 15 milioni sono persone non titolari d'impresa, cittadini che hanno delle cartelle per multe o cose simili, e circa 3 milioni sono imprese. Un dato che rende ancora meglio l’idea del problema.

 

Ultimo aggiornamento: 17:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA