Virus morto? Richeldi: «Covid circola, messaggi fuorvianti». Ippolito: «Nessuna prova che sia mutato»

Sunday 31 May 2020
Virus morto? Richeldi: «Covid circola, messaggi fuorvianti». Ippolito: «Nessuna prova che sia mutato»

Una vera e propria guerra tra virologi sul coronavirus. Se Alberto Zangrillo, primario del San Raffaele di Milano afferma che il virus clinicamente «non esiste più», in ambito scientifico si scatena il dibattito. Lo pnemologo Luca Richeldi, componente del Comitato tecnico scientifico, è di tutt'altro parare: «Il virus circola ancora ed è sbagliato dare messaggi fuorvianti che non invitano alla prudenza - afferma - è indubitabilmente vero e rassicurante il fatto che la pressione sugli ospedali si sia drasticamente ridotta nelle ultime settimane. Non va però dimenticato che questo è il risultato delle altrettanto drastiche misure di contenimento della circolazione virale adottate nel nostro Paese».

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«Peraltro - afferma Richeldi - è bene ricordare che la circolazione virale è un processo dinamico, per cui la gradualità e la cautela nella ripresa delle attività economiche e sociali devono rimanere la nostra priorità. Soprattutto alla luce delle riaperture del 3 giugno». «Del resto, basta vedere come purtroppo la situazione sia molto diversa in Paesi, come Russia, Messico o India, nei quali - conclude - queste misure non hanno potuto essere così efficaci e non hanno dato i confortanti risultati che vediamo nel nostro Paese».

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Ippolito rincara la dose. Al momento «non vi è alcuna prova o studio scientifico pubblicato che dimostri che il nuovo coronavirus SarsCov2 sia mutato». Lo afferma all'ANSA il direttore dell'Istituto azionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito. «Fortunatamente in Italia - rileva - abbiamo ora meno casi gravi e ciò dimostra che le misure di contenimento adottate hanno dato i loro frutti». «Ad oggi - ha ribadito Ippolito - non c'è alcuna prova nè alcuno studio scientifico pubblicato che il virus sia mutato. E si può parlare solo sulla base di studi scientifici riconosciuti e pubblicati». Di solito, avverte, «i virus si attenuano nel corso di vari anni, ma non bisogna essere catastrofisti o ottimisti a tutti i costi». Ora, «ciò che dobbiamo fare - conclude il direttore scientifico dello Spallanzani - è monitorare la situazione giorno per giorno e mai abbandonare la prudenza».

Ultimo aggiornamento: 21:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA