Casa, stop alla vendita o affitto se spreca energia: ecco come si passa dalla classe G alla C. Nodo classe energetica

Il minimo sarà il livello E a partire dal 2027, la classe energetica D a partire dal 2030 e, infine, la classe C a partire dal primo gennaio del 2033

Giovedì 9 Dicembre 2021 di R. Ec.
Direttiva choc dell'Ue, obbligo di efficienza energetica massima nelle case. Come si passa dalla classe G alla C

È in arrivo dalla Commissione europea una direttiva che potrebbe obbligare tutti i proprietari di case a passare alle classi energetiche più avanzate in modo graduale entro il 2033. In Italia, in questo modo, sono a rischio 11 milioni di edifici, con l’87,9 % degli immobili in classe D o peggiore. La direttiva prevede che gli Stati introducano delle norme per vietare la vendita e l’affitto degli immobili che a partire dal 2027 (per gli appartamenti in condominio gli standard scatteranno invece nel 2030), non abbiano raggiunti il minimo di efficienza energetica richiesto.

Questo minimo sarà il livello E a partire dal 2027, la classe energetica D, a partire dal 2030 e, infine, la classe C a partire dal primo gennaio del 2033. Infine dal 2035 tutti gli immobili presenti nel Paese dovranno rispettare i nuovi standard. Ma come si passa fino alla classe C?

 

Efficienza energetica, il passaggio dalla classe G alla E

Scorrendo gli avvisi delle compravendite di immobili in una qualsiasi città italiana, si nota che la maggior parte degli annunci riporta una classe energetica G, la più bassa. È pure vero che in Italia ci sono molti cantieri in corso di efficientamento energetico grazie al Superbonus del 110%. Ma i costi sono elevati e i tempi stretti. In tutto ci sono 10 classi energetiche: A4, A3, A2, A1, B, C, D, E, F, G. La A4 è la più efficiente, mentre, la G la peggiore. Per passare da quest'ultima alla E si possono fare una serie di interventi utilizzando proprio il bonus messo in piedi dal governo Conte II e confermato dall'esecutivo Draghi. 

 


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Se si tratta di un edificio unifamiliare autonomo la soluzione che può garantire subito il doppio salto di classe, rispettando anche i requisiti degli interventi trainanti del Superbonus 110%, è l’installazione di un impianto ibrido (con una pompa di calore assieme a una caldaia a condensazione). Non solo: serve anche un impianto fotovoltaico, ma senza necessità di intervenire sull’involucro edilizio. La sola pompa di calore in un edificio in classe G è da valutare: potrebbe garantire il doppio salto di classe, ma nei periodi più freddi il rendimento potrebbe molto basso, facendo lievitare consumi e bollette.

Se invece si ha un appartamento in condominio con impianto di riscaldamento centralizzato, servirà realizzare un cappotto termico su buona parte della superficie, ma anche inserire un impianto ibrido in abbinamento al fotovoltaico. Infine, per gli appartamenti in condominio con riscaldamento autonomo, non si può lavorare sulla centrale termica, così l’unico intervento trainante che si può fare è il cappotto termico su almeno il 25% della superficie disperdente. Ma probabilmente per il doppio salto di classe servirà anche intervenire su un buon numero di impianti autonomi, sostituendoli con nuovi sistemi a condensazione o a pompa di calore.

 

Come arrivare al grado C

Per rientrare negli standard 2033 della direttiva Ue, però, servirebbe molto altro. Nelle case con classe energetica C su tutti i termosifoni sono presenti valvole termostatiche a bassa inerzia con contabilizzazione indiretta del calore. E ancora: è necessaria una caldaia a condensazione, la sostituzione della pompa di circolazione per ridurre le portate e i consumi elettrici e, a seconda dei casi, anche l’isolamento del sottotetto con un isolante termico di qualità.

 

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Così si arriva a un indice di prestazione energetica EPgl,ren compreso tra 1,20 e 1,50 kWh/metri quadrati all’anno. A quel punto, poi, se si vuole passare alla classe B "basta" la sostituzione dei serramenti sulla parte esterna dell'abitazione.

 

Il problema: bonus a termine

Ad oggi per fare i lavori c'è la copertura economica del Superbonus 110%, ma nei prossimi anni il costo degli interventi di efficientamento sarà sostenuto solo parzialmente dallo Stato attraverso i contributi che, gradualmente, caleranno fino al 65%. Il divieto di vendita di cui parla la bozza di direttiva europea, però, non è assoluto. C’è una via per poter vendere o affittare il proprio immobile: bisogna impegnarsi a raggiungere la classe energetica indicata dalla direttiva entro tre anni dalla stipula dell’atto di vendita o del contratto di affitto. 


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