Virus, centomila italiani in vacanza in località a rischio: bomba sanitaria

Mercoledì 12 Agosto 2020 di Mauro Evangelisti
Virus, centomila italiani in vacanza in località a rischio: rischio bomba sanitaria

Si fa presto a dire: tamponi o quarantena a tutti gli italiani che torneranno dai Paesi europei in cui l’epidemia è ripartita, dai ragazzini che cercano la movida in Croazia al cinquantenne che sta sorseggiando un bicchiere di hierbas a Formentera, da quelli che stanno facendo il viaggio della maturità a Malta all’anziana coppia che si sta rilassando nelle Cicladi. C’è un problema di numeri, perché qui non si sta parlando di qualche centinaia di viaggiatori, ma di almeno centomila italiani che hanno scelto di spostarsi per le vacanze, restando comunque all’interno dell’area Schengen (escludendo la Croazia che è comunque Unione europea).

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Fenomeno


Centomila in agosto sono poca cosa, nell’epoca pre Covid era il numero di passeggeri che in un solo giorno contava un unico aeroporto italiano, quello di Fiumicino. Ovviamente c’è stato un crollo degli spostamenti, ma sommando tutti i mezzi di trasporto usati per raggiungere Spagna, Croazia, Grecia e Malta (anche se in realtà andrebbe aggiunta anche la Francia, dove il virus ha ripreso a circolare in modo significativo) comunque si raggiunge un numero a sei cifre in questa prima parte di agosto.

Gli italiani si sono spostati con l’auto privata (soprattutto verso la Croazia e la Grecia), con i traghetti, con i pullman (ad esempio i viaggi della maturità all’isola di Pag) e con gli aerei. Qualunque sarà la scelta operata per organizzare per i controlli - quarantene, test sierologici, tamponi rapidi, tamponi tradizionali - dovrà considerare il ritorno di un fiume di persone che continua, tra l’altro, ogni giorno ad ingrossarsi con nuove partenze. E ovviamente non si può dire «facciamo i test ai ragazzini che si sono contagiati nelle vacanze dello sballo», perché un provvedimento di questo tipo non può essere previsto solo per alcune fasce di età e soprattutto perché nella lista ci sono anche tanti trentenni, quarantenni e cinquantenni che stanno rientrando positivi esattamente come i più giovani.

Come si arriva a centomila? Partiamo da chi si sta muovendo in aereo: tra Fiumicino e Malpensa in media ci sono 60-70mila passeggeri al giorno (arrivi e partenze), a cui poi vanno aggiunti altri scali come Bologna, Bergamo, Venezia, Napoli, Pisa e quelli siciliani e sardi. La percentuale più importante vola comunque verso destinazioni nazionali, ma resta una fetta che si sta dividendo su alcune mete europee, soprattutto Spagna e Grecia. Se a questi aggiungiamo le migliaia di persone che hanno preso il traghetto ad esempio dal porto di Ancona (dove si raggiunge sia la Croazia, sia la Grecia, fino a 2.000 passeggeri al giorno), le auto private e i pullman, si giustifica una stima attendibile di 100mila italiani che sono partiti in agosto verso destinazioni oltre confine. Sia chiaro: il mantra “trascorriamo le vacanze in Italia” è stato rispettato dalla grande maggioranza, la Puglia è sold-out, la Sicilia e la Sardegna hanno molte presenze, c’è una riscoperta dell’Abruzzo e anche la Rivera romagnola sta andando bene, ma resta comunque una fetta di persone - tanti giovanissimi, ma non solo - che sono in giro per l’Europa. Per questo, organizzare ad esempio uno screening con i tamponi a tutti coloro che tornano, sarà molto complicato.
 

L’onda


Cerchiamo di essere ancora più pratici: al di là dei numeri dei contagi molto alti in Spagna, in realtà non c’è stato un boom di rientri da quella nazione di italiani positivi. Detto questo, immaginiamoci di fare i test all’aeroporto di Fiumicino domani a tutti voli dalla Spagna. Bene, arriveranno due aerei da Ibiza (anche se non saranno pieni, saranno già almeno 200 passeggeri), 4 da Madrid, 5 da Barcellona, 1 da Malaga, 1 da Siviglia. E la Grecia? Sempre domani sono attesi due voli da Mykonos, uno da Santorini, tre da Atene. E la Croazia? Un volo da Spalato. Aggiungiamo uno da Malta. Sempre ipotizzando che non siano tutti pieni, comunque si parla - in un solo giorno - di almeno 2.000 persone a cui fare il tampone. E poi ci sono Malpensa, Bergamo, il Marconi a Bologna, Capodichino a Napoli. Ci sono i porti, ci sono le frontiere.

In sintesi: controllare con i tamponi tutti i centomila italiani che in questi giorni sono nei Paesi europei in cui c’è stato un incremento dei casi positivi, sarà tutt’altro che semplice. Per questo è importante che chi è oggi in vacanza in Spagna, Grecia, Malta e Croazia (ma anche in Puglia, a Ponza, a Ischia, a Capri, Sabaudia, Fregene o in Romagna perché il principio è lo stesso), sia molto attento e scrupoloso, si goda la vacanza ma usi la mascherina e mantenga le distanze. E quando torna, tuteli i soggetti più fragili, evitando magari di andare ad abbracciare la nonna dopo una settimana di follie nei disco pub della Croazia.

 

 
 

Ultimo aggiornamento: 13 Agosto, 16:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA