I sindaci scrivono a Draghi: «Vai avanti, serve stabilità»

I sindaci scrivono a Draghi: «Vai avanti, serve stabilità»
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Sabato 16 Luglio 2022, 18:55 - Ultimo aggiornamento: 18 Luglio, 19:31

«Noi Sindaci, chiamati ogni giorno alla difficile gestione e risoluzione dei problemi che affliggono i nostri cittadini, chiediamo a Mario Draghi di andare avanti e spiegare al Parlamento le buoni ragioni che impongono di proseguire l'azione di governo. Allo stesso modo chiediamo con forza a tutte le forze politiche presenti in Parlamento che hanno dato vita alla maggioranza di questo ultimo anno e mezzo di pensare al bene comune e di anteporre l'interesse del Paese ai propri problemi interni». «Ora più che mai abbiamo bisogno di stabilità».

La lettera aperta è firmata da undici primi cittadini ai quali, nel corso del pomeriggio, se ne sono aggiunti altri: Luigi Brugnaro (sindaco di Venezia), Marco Bucci (Genova), Antonio Decaro (sindaco di Bari e presidente Anci), Michele De Pascale (sindaco di Ravenna e presidente Upi), Giorgio Gori (Bergamo), Roberto Gualtieri (Roma), Stefano Lo Russo (Torino), Dario Nardella (sindaco di Firenze e coordinatore città metropolitane), Maurizio Rasero (Asti), Matteo Ricci (sindaco di Pesaro e presidente Ali), Beppe Sala (sindaco di Milano).

Ecco gli altri firmatari

Ai primi firmatari, compresi i presidenti di Anci e Ali, si sono aggiunti nel pomeriggio i primi cittadini di grandi città come Napoli o di piccoli centri come Gualdo Tadino. Ecco il nuovo elenco, destinato inevitabilmente ad essere integrato con nuove adesioni. Gianluca Galimberti (Cremona), Stefania Proietti (Assisi), Gaetano Manfredi (Napoli), Gianni Nuti (Aosta), Franco Ianeselli (Trento), Rinaldo Melucci, (Taranto), Alberto Belelli (Carpi), Edoardo Gaffeo (Rovigo), Fabio Bergamaschi (Crema), Simone Franceschi (Vobbia), Mauro Gattinoni (Lecco), Mauro Calderoni (Saluzzo), Elena Gubetti (Cerveteri), Luca Salvetti (Livorno), Riccardo Varone (Monterotondo), Carlo Marino (Caserta), Michele Guerra (Parma), Enzo Lattuca (Cesena), Andrea Soddu (Nuoro), Nazzareno Franchellucci (Porto Sant'Elpidio), Piero Castrataro (Isernia), Massimiliano Presciutti (Gualdo Tadino), Davide Galimberti (Varese), Maria Rosa Barazza (Cappella Maggiore), Katia Tarasconi (Piacenza), Emilio Del Bono (Brescia), Damiano Tommasi (Verona), Valentina Ghio (Sestri), Elena Piastra (Settimo Torinese), Matteo Lepore (Bologna), Stefano Minerva (Gallipoli e presidente della Provincia di Lecce), Piero Marrese (Montalbano e presidente della Provincia di Matera), Luca Menesini (Capannori e presidente della Provincia di Lucca), Francesco Cacciatore (Santo Stefano Quisquina), Luca Vecchi (Reggio), Emilia Matteo Biffoni (Prato).

Il contenuto della lettera

Nella lettera aperta i sindaci esprimono la loro «incredulità e preoccupazione» per la crisi di Governo «generata da comportamenti irresponsabili di una parte della maggioranza». «Le nostre città, chiamate dopo la pandemia e con la guerra in corso ad uno sforzo inedito per il rilancio economico, la realizzazione delle opere pubbliche indispensabili e la gestione dell'emergenza sociale, non possono permettersi oggi una crisi che significa immobilismo e divisione laddove ora servono azione, credibilità, serietà. Il Presidente Mario Draghi - sottolineano i primi cittadini delle più importanti città italiane - ha rappresentato fino ad ora in modo autorevole il nostro Paese nel consesso internazionale e ancora una volta ha dimostrato dignità e statura, politica e istituzionale. Draghi ha scelto con coraggio e rigore di non accontentarsi della fiducia numerica ottenuta in aula ma di esigere la sincera e leale fiducia politica di tutti i partiti che lo hanno sostenuto dall'inizio». 

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