Terza guerra mondiale, la rischiamo davvero? Ecco come potrebbero cambiare le nostre vite

Le forniture di gas e di altre risorse energetiche dal Paese di Putin verrebbero azzerate

Ucraina, incubo terza guerra mondiale: lo scenario peggiore dopo il Covid, così cambierebbero le nostre vite
Ucraina, incubo terza guerra mondiale: lo scenario peggiore dopo il Covid, così cambierebbero le nostre vite
di Mario Ajello
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Sabato 19 Febbraio 2022, 09:51 - Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio, 14:54

Ormai sui social e dappertutto si parla di terza guerra mondiale. La paura che possa scoppiare (per la tensione Ucraina-Russia) attraversa anche i palazzi istituzionali. Cambierebbe la nostra vita, se dovesse accendersi, piomberebbe di nuovo la nazione in un altro incubo ora che quello derivante dal Covid sembra essersi appena attenuato. Niente più viaggi, nuove forme si restrizioni delle libertà in nome del sacrosanto bisogno di sicurezza e di protezione contro eventuali attacchi esterni ma soprattutto contro possibili forme di nuovo terrorismo. Questo lo scenario peggiore, che naturalmente non è all’ordine del giorno e ci si augura non avesse materializzarsi mai.

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Ucraina, incubo terza guerra mondiale

Ma va tenuto presente ed è tenuto presente dalle autorità e dallo Stato. Il settore nel quale si avrebbero - in una guerra contro la Russia - le maggiori conseguenze sulla vita quotidiana dei cittadini è quello dell’energia: le forniture di gas e di altre risorse energetiche dal Paese di Putin verrebbero azzerate. Italia al buio? La paura è anzitutto questa. Il sentimento popolare è fatto dalla speranza che l'Italia si tenga fuori dal conflitto.

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Ma le alleanze internazionali oltre che le interdipendenze economiche rendono impossibile l’autoisolamento e la neutralità. Anche se dopo due anni di pandemia una eventuale guerra sarebbe una mazzata in più sullo stato di salute del nostro Paese e sulla vita degli italiani. E comunque nel momento in cui sono scoppiate le tensioni tra USA e Russia, tutti noi abbiamo pensato che una terza guerra mondiale fosse vicina. L’inasprirsi delle violenze, l’infruttuosità degli incontri diplomatici tra le due superpotenze e il fallimento dei vari bilaterali dei Paesi europei alla corte di Mosca, hanno gettato sempre più nel panico la popolazione mondiale.

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Perché qualora Vladimir Putin decidesse di invadere l’Ucraina, potendo contare sui dissidi interni tra gli indipendentisti del Donbass e i ribelli ucraini filorussi, oltra ad una straordinariapotenza militare, gli Usa sarebbero chiamati ad intervenire per ristabilire la pace ed assicurarsi che la Russia non si impossessi di un territorio strategico dal punto di vista geografico. Proprio in questi giorni, a Bruxelles, i ministri della Difesa dei Paesi del blocco Nato sono chiamati ad interrogarsi su quanti e quali contingenti, tra cui le truppe italiane, inviare al confine sud-est dell’Europa, dove vivono e si alimentano tensioni esplose nel 2014 - ai tempi della guerra di Crimea e della ribellione dell’Ucraina orientale - e mai effettivamente placatesi.

Se i propositi di de-escalation non dovessero andare in porto e dovesse scoppiare una terza guerra mondiale, i Paesi che fanno parte della Nato devono necessariamente scendere in campo al fianco degli Stati Uniti contro la Russia e tra questi c’è l’Italia che invierebbe le sue truppe, previa approvazione del Parlamento ma si tratta di una proforma. Senza contare le numerose basi Nato presenti in Italia. In seguito agli accordi che portarono alla stipula del Patto Atlantico, nel 1949, i Paesi aderenti sono 30, di cui 22 appartenenti anche all’Unione europea, che si schiererebbero al fianco degli Usa: Belgio; Canada; Danimarca; Francia; Islanda; Lussemburgo;Norvegia;Olanda;PortogalloRegno Unito;Stati Uniti;Grecia e Turchia;Germania;Spagna;Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca; Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia, Slovenia; Albania e Croazia; Montenegro;Macedonia del Nord. Un fronte molto ampio al fianco degli Stati Uniti. Con la Russia potrebbero schierarsi Paesi molto agguerriti a cominciare dalla super potenza cinese in virtù dei rinnovati accordi di Pechino con Mosca. Anche la Turchia - ma la questione è ancora da valutare - viene considerata possibile alleata si Putin.

 

La Turchia, formalmente nella Nato, in tutti questi anni la Turchia ha fatto sempre leva sulla sua posizione geografica di cuscinetto tra occidente ed oriente, senza contare che è l’unico Stato a poter contrastare l’avanzata russa nel Mediterraneo. “Potevano scegliere tra la guerra e il disonore. Hanno scelto il disonore e avranno la guerra”, così disse Winston Churchill quando la Gran Bretagna e la Francia cedettero alle mire di Hitler sulla Cecoslovacchia e da lì si scatenò la seconda guerra mondiale. Putin non è Hitler, la Russia attuale non è la Germania degli anni ‘30 e guai a fare paragoni tra due mondi e due pezzi di storia diversi, e tuttavia la terza guerra mondiale in queste ore è l’espressione e lo spettro che circola più di ogni altro.

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