Texas, strage in chiesa, 26 le vittime, la più piccola aveva 5 anni: il killer aveva litigato con la suocera

Strage in Texas, il killer
aveva litigato con la suocera
26 morti, anche bimbo di 18 mesi
Il movente della strage nella chiesa in Texas «non è di natura religiosa o razziale», ma sembra dettato da problemi familiari. Lo riferiscono i responsabili dell'inchiesta in corso, sottolineato che il killer aveva manifestato rabbia nei confronti della suocera e che questa aveva ricevuto suoi sms minacciosi.

La strage nella chiesa battista di Sutherland Springs ha provocato 26 morti e 20 feriti, di cui 12-14 sarebbero bambini: il più piccolo aveva solo 18 mesi. Lo ha detto il governatore del Texas, Greg Abbott, sottolineando che si tratta della «più grave sparatoria di massa nella storia di questo Stato».Tra le vittime ci sarebbe anche la madre della suocera con cui il killer aveva litigato. 

L'Air Force non informò l'Fbi della condanna per violenze domestiche emesse da una corte marziale nei confronti di Kelley. Il suo nome avrebbe dovuto essere inserito in una banca dati federale. Questo però non è avvenuto e l'uomo ha potuto così superare tranquillamente i controlli preventivi e acquistare armi da fuoco, tra cui quella della strage. L'Air Force ha ammesso la mancanza a distanza di 24 ore dalla strage. Una corretta segnalazione della condanna di Kelley secondo la legge federale avrebbe impedito all'uomo di acquistare e possedere armi da fuoco. Ora insieme al Pentagono l'Air Force ha avviato un'indagine per verificare eventuali altri casi in cui condanne per violenza non siano state correttamente segnalate. Avviata un'indagine anche su come il caso Kelley è stato gestito al'interno dell'Air Force.

Al momento l'unica vittima di cui si conosce il nome è Annabelle Pomeroy, la figlia 14enne del pastore della chiesa dove è avvenuta la strage. È stato lo stesso pastore, Frank Pomeroy, ad annunciare la morte della ragazzina alla rete televisiva Abc. La figlia era andata a messa, mentre il padre e la madre si trovavano fuori città. Il massacro ha avuto un impatto devastante su questa piccola comunità rurale, che conta circa 360 abitanti, sparsi fra casette monofamiliari ad un piano solo o case mobili, vicino alla Highway 87, una cinquantina di chilometri a sud est di San Antonio. «Conosco almeno cinque delle persone uccise», dice al Los Angeles Times un benzinaio vicino alla chiesa, Chris Taylor. «Ho perso una nipote che era incinta e tre dei suoi figli», racconta lo zio della donna, il 60enne George Hill, residente della vicina Floresville. Il figlio maggiore della nipote si è salvato perchè era ammalato ed era rimasto a casa.


 
 

Il killer, Devin Kelley, di 26 anni, era un militare congedato per cattiva condotta in seguito a maltrattamenti contro la moglie e il figlio. Non è chiaro se Kelley si sia poi suicidato o sia stato ucciso da due civili che lo hanno inseguito. L'autore della strage, rende noto il governatore Greg Abbott, si vide negata la licenza necessaria per possedere armi nello Stato. 

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, Kelley, vestito tutto di nero e con un giubbotto antiproiettile, ha cominciato a sparare con un fucile d'assalto davanti alla chiesa battista di Sutherland Springs uccidendo due persone sul sagrato. Poi ha cominciato a sparare sui fedeli all'interno della chiesa. Quando il killer è uscito, un abitante del luogo ha aperto il fuoco contro di lui, costringendolo a fuggire a bordo del suo Suv. Accompagnato da un'altra persona, l'uomo ha inseguito Kelley con un camioncino. L'inseguimento è finito con Kelley che ha accostato il Suv, ormai mortalmente ferito. Non è chiaro se si sia ucciso o sia stato raggiunto dalle pallottole degli inseguitori. 

Kelley aveva fatto parte dell'Air Force americana fra il 2010 e il 2014. Aveva servito nel reparto logistico della base aerea di Holloman in New Mexico, ha riferito la portavoce dell'aviazione, Ann Stefaneck. Nel 2012 l'uomo era comparso davanti al tribunale militare per maltrattamenti nei confronti della moglie e il figlioletto. Condannato ad un anno di carcere militare era stato poi degradato e congedato per cattiva condotta nel 2014. Un profilo Facebook con il suo nome, mostra una foto dell'uomo con fucile semi automatico Ar-15. A quanto ha raccontato al Los Angeles Times un residente della zona di Sutherland Springs, Johnathan Castillo, Kelley cercava in continuazione di aggiungere nuovi amici della zona sulla sua pagina Facebook per poi litigare con loro. Castillo aveva accettato la richiesta di amicizia qualche mese fa, pensando che forse lui o dei suoi amici avessero conosciuto Kelley, ma senza ricordarsi chi fosse. Presto però Kelley si era dimostrato un'attaccabrighe. «Un sacco di gente lo cancellava» perchè cercava lo scontro e mandava insulti, ha raccontato Castillo. Kelley aveva anche un profilo Linkedin, dove c'è una sua foto con un neonato. L'uomo si descrive con un professionista di consulenza gestionale dell'area di San Antonio, con un passato nell'Air Force. «Sono una persona che lavora duro con impegno», con i «valori dell'Air Force», si descriveva. Kelley raccontava anche di insegnare il catechismo a bambini di 4-6 anni presso la First Baptist Church di Kingsville, una chiesa diversa da quella della strage. Fra i suoi interessi elencava: benessere degli animali, bambini, diritti civili e diritti umani.

Un «problema di salute mentale al più alto livello». Così il presidente americano Donald Trump ha definito il motivo della sparatoria avvenuta in Texas. Si tratta - ha aggiunto, nel corso di una conferenza stampa congiunta con il premier giapponese Shinzo Abe a Tokio - «di un evento molto, molto triste. Sono bravissime persone», ha aggiunto, riferendosi alle vittime. «Abbiamo molti problemi di salute mentale, così come li hanno altri paesi», ha proseguito il presidente americano, riferendosi al responsabile in termini di «individuo molto disturbato con tanti problemi per un lungo periodo di tempo». 
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Lunedì 6 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 07-11-2017 14:21
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