Smart working, possibile proroga fino al 30 settembre: poi accordo quadro volontario fra le parti

Martedì 27 Aprile 2021
Smart working, possibile proroga fino a settembre: poi accordo quadro volontario fra le parti

Potrebbe essere prorogato fino a settembre prossimo il regime semplificato di smart working. La possibilità allo studio del governo è emersa nel corso del tavolo di confronto tra il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, Cgil Cisl Uil e Ugl e le associazioni datoriali. «Il lavoro agile ha assunto una valenza sociale che impatta sulla vita delle città», avrebbe detto, a quanto apprende l'Adnkronos, Orlando, chiudendo la riunione da remoto. Le imprese avrebbero chiesto un tempo maggiore, almeno fino a dicembre ma il governo si è limitato ad ipotizzare lo spostamento della data dal 31 luglio alla fine di settembre. Per il futuro, invece , la strada tracciata dall'esecutivo prevederebbe la possibilità che il lavoro agile possa proseguire sulla base di «accordo quadro volontario» fra le parti sociali, magari con il supporto di incentivi fiscali e altro.

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Estensione al 30 settembre dunque del regime di lavoro agile emergenziale. Si profilerebbe inoltre anche la necessità di un approfondimento tecnico sulle questioni più critiche che possono emergere dalla diffusione del lavoro agile. Per questo il governo guarderebbe alla definizione di un accordo quadro all'interno del quale si possa sviluppare la negoziazione. Dal Ministero inoltre sarebbe arrivato anche l'impegno a verificare la possibilità di utilizzare strumenti di incentivazione per favorire questo processo.

«Il ritorno alla disciplina ordinaria - aveva detto aprendo i lavori il ministro Orlando - dovrà avvenire riflettendo su punti di forza e di debolezza che sono emersi durante questo lungo periodo di sperimentazione di lavoro agile emergenziale. In vista della definizione di una normativa post emergenza, o comunque di un suo superamento, credo sia utile riflettere su come si "plana" sul ritorno alla normalità. Per questo ritengo fondamentale il confronto e le indicazioni che provengono dalle parti sociali e dalla conseguente contrattazione che il ministero intende favorire e se possibile incentivare».

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