Silvia Tortora morta a 59 anni: era giornalista e figlia di Enzo, aveva sposato Philippe Leroy. Minoli: «Sono senza parole»

La giornalista è morta in una clinica romana

Silvia Tortora morta a 59 anni: era giornalista e figlia di Enzo, aveva sposato Philippe Leroy
Silvia Tortora morta a 59 anni: era giornalista e figlia di Enzo, aveva sposato Philippe Leroy
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Lunedì 10 Gennaio 2022, 10:20 - Ultimo aggiornamento: 19:54

Addio a Silvia Tortora: nata a Roma il 14 novembre 1962, è morta questa notte in una clinica romana a 59 anni. Giornalista per tv e carta stampata, era la figlia del giornalista e conduttore televisivo Enzo Tortora, ha lavorato con Giovanni Minoli a Mixer e poi a La storia siamo noi realizzando una serie di grandi interviste.

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Dopo aver collaborato con il settimanale Epoca, ha pubblicato anche diversi libri tra cui Cara Silvia (Marsilio 2002) che raccoglie le lettere che il padre Enzo le scrisse dal carcere. Dal 2009 ha condotto Big con Annalisa Bruchi. Ha spostato l'attore francese Philippe Leroy, con cui ha avuto due figli Philippe e Michelle. 

 

IL PADRE - Silvia Tortora ha seguito le orme del padre e ha speso gran parte della carriera in Rai, occupandosi di ricostruire la storia del nostro Paese. Figlia di Enzo Tortora e della sua seconda moglie Miranda Fantacci, insieme alla sorella minore Gaia, è sempre stata in prima linea nella difesa delle ragioni del padre, nel corso del processo, che lo vide condannato per associazione camorristica e poi assolto, ma anche dopo la morte. Suo il soggetto cinematografico del film Un uomo perbene, di Maurizio Zaccaro, dedicato alla figura del giornalista e conduttore, che le è valso nel 1999 il nastro d'argento al Festival di Taormina. Una vicenda quella del padre, vissuta con dolore e grande amarezza. «Dal mio punto non è cambiato nulla: sono 30 anni di amarezza e di disgusto - disse Silvia in occasione del 30° anniversario della morte del padre -. Mi aspettavo una riforma del sistema giudiziario, invece non è accaduto. I processi continuano all'infinito. Anzi in 30 anni c'è stata una esplosione numerica».

IL LAVORO - La carriera professionale di Silvia Tortora è indissolubilmente legata a Mixer, storico programma di Giovanni Minoli con il quale iniziò a collaborare già dal 1985. Un sodalizio destinato a durare nel tempo con la partecipazione a La storia siamo noi, venti anni più tardi, nel quale ricostruì avvenimenti centrali della storia italiana, ma soprattutto realizzò ritratti di grandi personaggi della politica, dello spettacolo e dello sport. Dal 2009 ha anche condotto il programma Big insieme ad Annalisa Bruchi, in onda su Raitre in otto puntate, dedicato alla ricostruzione delle vite di volti storici. In carriera anche una parentesi per la carta stampata con la collaborazione con il settimanale Epoca dal 1988 al 1997. Nel 2002 ha curato il libro Cara Silvia, edito da Marsilio Editore e nel 2006 ha pubblicato Bambini cattivi, sempre con Marsilio Editore.

LE PAROLE DI MINOLI - «Una notizia che mi ha lasciato davvero senza parole, era una gran bella persona, solare e disponibile oltre che un'ottima professionista». Così Giovanni Minoli all'Adnkronos. «L'abbiamo convinta a tornare al lavoro dopo che si era ritirata da tutto. Era una trasmissione in cui si facevano delle interviste con una doppia chiave: quella personale e psicologica e quella politica. Lei faceva le interviste in chiave politica. Ha partecipato per due stagioni, la terza non ha voluto più farla, era diventato difficile anche rapportarsi con lei, era come se si fosse ritirata dalla vita, probabilmente per questioni personali legate alla sua famiglia».

Minoli ricorda che Silvia Tortora «nell'ultimo anno stava male, ma non so di cosa soffrisse». E annuncia: «Stiamo preparando un ricordo di lei riproponendo la sua testimonianza sul caso Tortora». Uno dei servizi realizzato da Silvia Tortora per La Storia siamo noi è infatti C'era una volta Portobello, che raccontava la storia del celebre programma e del suo conduttore, il padre Enzo Tortora.

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