Sea Watch tenta blitz: bloccata. Parlamentari a bordo, scontro Salvini-Olanda

La nave Sea Watch, da ieri davanti a Lampedusa, ha provato ad entrare nel porto ma è stata bloccata dalle autorità italiane. Gli uomini delle Fiamme gialle, dopo aver fatto spegnere i motori dell'imbarcazione, sono saliti a bordo della nave per parlare con la comandante Carola Rackete. La nave è adesso ferma a meno di un miglio dal porto, in attesa di ulteriori sviluppi.

«Non si gioca con la vita delle persone, i 42 migranti hanno bisogno di un porto sicuro, di sbarcare. Vedremo cosa succede, ma ci hanno promesso una soluzione rapida», ha dichiarato Rackete. «La situazione a bordo - ha aggiunto - è peggiorata, abbiamo gente che ha detto che si vuole buttare a mare, dobbiamo entrare in porto per prevenire i problemi. Abbiamo aspettato che il Governo si prendesse le sue responsabilità, ma finora hanno guardato i documenti senza darci risposte».

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«Questa mattina - informa la portavoce della ong, Giorgia Linardi - la nave ha comunicato con le autorità informandole che erano trascorse ormai 24 ore dalla dichiarazione dello stato di necessità che la ha costretta all'ingresso nelle acque territoriali. Alle 14.16, non avendo ricevuto nessuna comunicazione o assistenza, ha proceduto verso il porto. Ma a circa un miglio le è stato intimato di spegnere i motori. La nave ora è ferma a un miglio dall'ingresso nel porto.

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Dalla nave provengono informazioni contraddittorie:  «Probabilmente la situazione si sta sbloccando», dichiara Sea Watch in un tweet, dove viene postato anche un video della visita a bordo degli uomini della Guardia di finanza mentre parlano con la comandante Carola Rackete. Nel breve filmato si vedono tre militari della Guardia di finanza che entrano nella cabina di comando della nave; uno di loro si rivolge a Rackete: «i nostri superiori ci hanno detto di pazientare da parte vostra perchè probabilmente si sta sbloccando la situazione». «Ok», risponde la comandante. 

 
La delegazione
Graziano Delrio, in diretta Facebook dalla nave, ha invece fatto sapere che «Stiamo cercando di capire se questa notizia di una soluzione sia attendibile o no. Era una notizia arrivata alla capitana pochi minuti fa da parte delle autorità marittime. C'era una soluzione in arrivo ma adesso sembra tutto tornato incerto e siamo ancora qua, vediamo». A bordo della nave anche i  parlamentari Matteo Orfini, Graziano Delrio, Davide Faraone. Presenti anche il deputato di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni e di +Europa Riccardo Magi.


Olanda: 
«Non siamo obbligati ad accogliere»​
L'Olanda, presso la quale il governo italiano si è mosso formalmente, fa intanto sapere che «comprendiamo le preoccupazioni dell'Italia e riconosciamo i suoi sforzi nel frenare la migrazione incontrollata verso l'Ue. È anche noto che il governo condivide le preoccupazioni riguardo alle azioni della Sea- Watch 3», ma mentre i Paesi Bassi si assumono la responsabilità sul fatto che la barca batte bandiera olandese, «ciò non significa che prenderemo anche i migranti». È quanto afferma il ministro olandese delle migrazioni, Ankie Broekers-Knol in risposta alle dichiarazioni di Matteo Salvini. Il portavoce del ministro riferisce poi che «lunedì è stata ricevuta una lettera dal ministro Salvini e una risposta sarà preparata a breve». «Conosciamo la prospettiva dell'Italia e la valutazione italiana delle azioni della Sea- Watch 3 - prosegue -. I canali diplomatici saranno utilizzati per la nostra risposta». 

«Con il governo olandese non finisce qui», ha tuonato il ministro dell'interno Matteo Salvini a Milano. «Se ci fosse una nave italiana che si fa gli affari suoi davanti al porto di Rotterdam, vorrei vedere cosa direbbero», ha aggiunto, ribadendo che «chi aiuta i trafficanti di esseri umani ne paga le conseguenze».

Unione Europea: 
«Fateli sbarcare»​
«La soluzione per le persone a bordo della Sea Watch è possibile solo una volta sbarcate». Così il commissario europeo Dimitris Avramopoulos, spiegando che Bruxelles «è coinvolta da vicino nel coordinarsi con gli Stati membri per ricollocare i migranti» quando saranno a terra. Ma dal ministro dell'Interno Matteo Salvini, non ci sono aperture. Ed anche il premier Giuseppe Conte definisce «di una gravità inaudita» il comportamento della comandante Carola Rackete che ha violato l'alt e si è diretta verso Lampedusa. La Sea Watch 3 si è mossa avvicinandosi ulteriormente al porto di Lampedusa. Ora, a quanto si può verificare, si trova a circa 500 metri da terra. Accanto alla nave ci sono una motovedetta della Guardia di finanza ed una della Guardia costiera.

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Esposto dell'Ong alla Procura di Agrigento
I legali di Sea Watch hanno presentato un esposto alla procura di Agrigento affinchè si valutino «eventuali condotte di rilevanza penale» da parte delle «autorità marittime e portuali preposte alla gestione delle attività di soccorso» e per chiedere che venga valutata «l'adozione di tutte le misure necessarie» per consentire lo sbarco dei migranti «e porre fine alla situazione di gravissimo disagio» a cui sono sottoposti. Per ora non ci sono reazioni dalla procura, mentre anche Salvini - con finalità opposte - chiama in causa i magistrati. «Spero - dice - che nelle ultime ore ci sia un giudice che affermi che all'interno di quella nave ci sono dei fuorilegge, prima fra tutti la Capitana. Se la nave viene sequestrata e l'equipaggio arrestato io sono contento». 

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La Commissione europea sta cercando disponibilità per la redistribuzione dei 42 naufraghi. «Rivolgo - afferma Avramopoulos - un appello agli Stati membri a mostrare solidarietà. Continueremo a restare al fianco dell'Italia e a tutti gli Stati sotto pressione». Quanto alla minaccia lanciata ieri dal ministro dell'Interno di non registrare chi sbarca nella banca dati europea, da Bruxelles segnalano che «la legge europea prescrive che tutti i nuovi arrivati sul territorio europeo devono essere registrati e devono essere prese le loro impronte digitali, non ci sono eccezioni a queste regole e le conseguenze sono le procedure di infrazioni, ma non siamo a questo stadio».
 


Lo stesso premier Conte definisce comunque «non all'ordine del giorno» l'ipotesi di Salvini. Il presidente informa poi che incontrerà il premier olandese per invitarlo a «valutare il comportamento di una nave che batte bandiera di quel Paese». A Lampedusa, nel frattempo, c'è chi continua a sbarcare senza bracci di ferro e polemiche internazionali. Dopo quelli dei dei giorni scorsi, altri 40 migranti sono arrivati sull'isola a bordo di barchini.

Manifestazioni al porto
«Fateli scendere». Nuove manifestazioni a sostegno dei migranti imbarcati sulla Sea Watch sono state organizzate in Sicilia, da Catania a Palermo. A piazza Bellini a Palermo la Rete Sprar ha promosso per questa sera un presidio al quale hanno aderito varie associazioni. Un altro presidio con larga partecipazione era stato già organizzato l'altra sera davanti alla cattedrale. Anche a Catania la manifestazione si è tenuta in piazza Duomo. Brunilde Zisa, coordinatrice cittadina di Emergency, ha detto che «la chiusura dei porti non serve a nulla perché sono state già trovate altre modalità per sbarcare». Alfonso Di Stefano, della Rete antirazzista catanese, ha detto che le Ong, con i loro interventi, hanno finora «salvato diecimila persone in mare».  
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Giovedì 27 Giugno 2019 - Ultimo aggiornamento: 28-06-2019 08:14
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