Roma, smantellato “fortino” dello spaccio: 21 arrestati, anche “la zia” Fabiola Moretti, ex donna di un boss della Magliana

La base era nell'agglomerato di case popolari di via dei Papiri e via degli Astrini, a Santa Palomba

Roma, smantellato “fortino” dello spaccio: 21 arrestati, anche “la zia” Fabiola Moretti, ex donna di un boss della Magliana
di Emilio Orlando
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Lunedì 10 Gennaio 2022, 13:12 - Ultimo aggiornamento: 18:50

Avevano trasformato  a Roma un residence destinato all’emergenza abitativa in una piazza di spaccio. I residenti del comprensorio di via dei Papiri a Santa Palomba, al confine tra la Capitale e il comune di Pomezia erano diventati “ostaggio” della banda di narcotrafficanti composta da italiani e cittadini serbi. 

I carabinieri della Compagnia di Pomezia, alle prime luci dell'alba, hanno COSì dato esecuzione ad un'ordinanza applicativa di 21 misure cautelari (18 di custodia in carcere, 2 agli arresti domiciliari ed un obbligo di presentazione alla P.G.), emessa dal Gip del Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di altrettanti indagati gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, nonché, in alcuni casi, di spaccio e detenzione ai fini di spaccio in concorso.

 

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma e condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Pomezia e della Stazione Roma Divino Amore, hanno consentito di accertare, tra febbraio e novembre del 2019, l'esistenza di due distinti sodalizi criminali dediti al traffico di stupefacenti e allo spaccio al dettaglio, operanti principalmente nella periferia a sud di Roma.

La base, in particolare, era nell'agglomerato di case popolari di via dei Papiri e via degli Astrini, a Santa Palomba, che veniva chiamato «il fortino». La posizione isolata di quei caseggiati circondati dalla campagna e interamente recintati, consentiva agli indagati, attraverso un sistema di vedette, di avvistare, anche a lunga distanza, qualsiasi veicolo o movimento da loro ritenuto sospetto, rendendo particolarmente complesso ogni tentativo di controllo ed avvicinamento da parte delle Forze dell'Ordine. In questo contesto, apparentemente impenetrabile, era stata costituita dagli indagati, molti dei quali noti pregiudicati di lunga data, una fitta e strutturata rete, i cui componenti, con ruoli diversi, si procuravano e smerciavano al dettaglio, in modo alquanto redditizio, ingenti quantitativi di cocaina, hashish e marijuana.

Per eludere le intercettazioni, gli indagati usavano tra loro un linguaggio criptico e simbolico, ignari però di un sistema di video ripresa a distanza e delle attività di osservazione che filmavano i movimenti e le relazioni di tutti. Numerosi poi i riscontri, per lo più attraverso il controllo degli acquirenti ai quali, di volta in volta, veniva sequestrato lo stupefacente acquistato al fortino a qualsiasi ora.

Tra gli arrestati, anche Fabiola Moretti detta “zia”, classe 1955, e la figlia Nefertari Mancini di 27 anni, rispettivamente ex moglie di Antonio Mancini, meglio conosciuto come “l’Accattone” con un passato nella banda della Magliana e protagonista di numerosi fatti di cronaca legati alla malavita romana, e figlia.

Fabiola Moretti è accusata di traffico di droga: secondo gli investigatori, era proprio lei che viaggiava da Roma a Napoli per comprare la cocaina, fornita da un altro personaggio di spicco del crimine organizzato, Alessandro Faina. Anche quest'ultimo è stato arrestato questa mattina dai carabinieri. Il nome di Fabiola Moretti è indissolubilmente legato alla storia della cronaca nera romana: dall’omicidio del giornalista Mino Pecorelli alla scomparsa di Emanuela Orlandi. La Moretti è stata arrestata numerose volte per spaccio di droga e una volta anche per tentato omicidio.

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