Ucraina, ai rifugiati tamponi e vaccini anti-Covid ma Bassetti lancia l'allarme: possibile una variante

Il ministero della Salute allerta le Regioni perché predispongano risorse per garantire tamponi e vaccini

Ucraina, ai rifugiati tamponi e vaccini anti-Covid ma Bassetti lancia l'allarme: possibile una variante
Ucraina, ai rifugiati tamponi e vaccini anti-Covid ma Bassetti lancia l'allarme: possibile una variante
di Diodato Pirone
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Venerdì 4 Marzo 2022, 11:17 - Ultimo aggiornamento: 13:37

I rifugiati ucraini che stanno arrivando in Italia saranno assistiti dalle Asl per tutto ciò che riguarderà il Covid-19. Quindi a loro saranno garantiti gratuitamente sia i tamponi che i vaccini ma comunque dovranno essere visitati entro 48 ore dal loro arrivo in Italia. Lo prevede una circolare del ministero della Salute che stamattina è stata inviata alle Regioni. I vaccini saranno offerti a tutti i cittadini ucraini al di sopra dei 5 anni.

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I positivi al Covid dovranno isolarsi in apposite strutture. «Le Asl - di legge nella circolare - dovranno, inoltre, assicurare le necessarie attività di sorveglianza, prevenzione e profilassi vaccinale anche in relazione alle altre malattie infettive». Il ministero della Salute chiede inoltre alla Asl una «precoce identificazione delle persone con esigenze particolari e specifiche vulnerabilità, si pensa ad esempio ai minori stranieri non accompagnati, alle donne in stato di gravidanza, ai nuclei familiari monoparentali».

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Tutto bene dunque? In realtà secondo alcuni virologi  c'è il rischio che l'emergenza sanitaria in Ucraina, paese con una bassa percentuale di vaccinati contro il Covid, possa scatenare una nuova variante del virus. «Ce ne sono tutte le condizioni - spiega il professor Matteo Bassetti -  un'alta circolazione del virus, una bassa copertura vaccinale dei cittadini ucraioni (inferiore al 40%), condizioni socio-economiche disagiate, nessuna o bassa attenzione alle misure di protezione, condizioni climatiche di inverno pieno con maggiore possibilità di assembrarsi in luoghi chiusi». «Inoltre - sottolinea Bassetti - non credo che ci siano laboratori di virologia in grado di sequenziare per capire cosa sta succedendo. Se anche ci fosse nessuno se ne accorgerebbe».

 

Per i cittadini che provengono dall'Ucraina, «indipendentemente dalla cittadinanza, privi di digital Passenger Locator Form o di certificazione verde Covid-19, le ASL territorialmente competenti provvederanno all'esecuzione dei test diagnostici nelle 48 ore dall'ingresso, laddove non avvenuta al momento dell'entrata nei confini Nazionali», prevede ancora la circolare. Tutti coloro che verranno individuati come casi o contatti di caso (esempio allo screening nei Punti di accoglienza) andranno gestiti secondo la normativa vigente.

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Il ministero della Salute allerta le Regioni perché predispongano risorse per garantire tamponi e vaccini anti-Covid ai rifugiati dell'Ucraina: «In relazione alla crisi in corso e in previsione dei conseguenti fenomeni migratori verso il nostro Paese, si prega di voler allertare le Aziende Sanitarie Locali ai fini della individuazione e predisposizione di risorse necessarie all'esecuzione di test diagnostici-tamponi oro/rinofaringei antigenici e molecolari per infezione da SarsCoV2 ed alla somministrazione di vaccini anti-Covid e altre vaccinazioni di routine per tale popolazione a rischio». Lo indica la nuova circolare ministeriale.

La circolare “Crisi Ucraina - Prime Indicazioni per Aziende Sanitarie Locali” è firmata dal direttore della Prevenzione del dicastero Gianni Rezza e dal direttore programmazione sanitaria Andrea Urbani.

«Si raccomanda di offrire la vaccinazione anti SarsCoV2/Covid-19, in accordo con le indicazioni del Piano nazionale di vaccinazione anti SarsCoV2, a tutti i soggetti a partire dai 5 anni di età che dichiarano di non essere vaccinati o non sono in possesso di documentazione attestante la vaccinazione, comprensiva della dose di richiamo (booster) per i soggetti a partire dai 12 anni di età». L'effettuazione della vaccinazione, si precisa, «andrà regolarmente registrata a sistema assegnando ai richiedenti un codice STP».   

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