Reddito di cittadinanza, nuova stretta per colpire i furbetti: ipotesi disattivazione della card

Sabato 12 Ottobre 2019 di Francesco Bisozzi
Reddito di cittadinanza, nuova stretta per colpire i furbetti: ipotesi disattivazione della card

Il governo rosso giallo, a caccia di risorse, si prepara a inserire nella prossima legge di Bilancio una serie di modifiche al reddito di cittadinanza. Il tutto allo scopo di aumentare il più possibile le dimensioni del tesoretto derivante dalle minori spese finali per il sussidio. A fronte del numero delle adesioni, ampiamente al di sotto delle attese, si stima per il 2020 un risparmio di circa un miliardo di euro: al momento, conferma l'Inps, ammontano a meno di un milione i nuclei che hanno avuto accesso alla misura dei grillini.

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Il Pd spinge per inasprire le sanzioni nei confronti di chi non si presenta alle iniziative di orientamento e ai progetti indicati dagli operatori dei centri per l'impiego. In base alle regole attuali il beneficio decade alla terza assenza senza motivo giustificato.

Una delle ipotesi sul tavolo prevede la disattivazione della card al secondo no show. Per restringere la platea dei sussidiati si ragiona anche sulla possibilità di rendere più stringenti i limiti relativi al patrimonio mobiliare per i single, che allo stato attuale deve essere pari o inferiore a 6 mila euro per avere diritto al bonus. Non è escluso che venga rivisto al ribasso anche il limite relativo al patrimonio immobiliare, che in base alle regole odierne non deve superare i 30 mila euro esclusa la prima casa. Il governo pensa infine d'introdurre pene più severe nei confronti di chi lavora in nero per scoraggiare i furbetti.

Il cavallo di battaglia dei pentastellati ha raggiunto al 30 settembre 956.852 famiglie. Inizialmente l'Ufficio parlamentare di bilancio aveva stimato che entro la fine dell'anno il reddito di cittadinanza avrebbe imbarcato 1.177.000 famiglie, ma alla luce dell'andamento del flusso delle domande i tecnici hanno rivisto le loro previsioni. Stando a indiscrezioni, l'ultima stima prevede che alla fine dell'anno i nuclei in possesso della card saranno in tutto 1.021.000, ovvero circa 156 mila in meno rispetto alle attese. Le minori adesioni produrranno però un risparmio contenuto, ovvero pari a circa a un miliardo di euro nel 2020. Da qui l'esigenza del governo di rivedere i requisiti necessari per accedere al sussidio.

Oltre alla stretta sul patrimonio mobiliare e immobiliare e al possibile inasprimento delle sanzioni nei confronti dei lavoratori in nero e di chi diserta le iniziative di orientamento promosse dai navigator, non è escluso che venga introdotta una sorta di clausola di salvaguardia pensata apposta per i lavoratori stagionali allo scopo d'incentivare i percettori del sussidio ad accettare contratti di lavoro a breve termine. L'intenzione del governo è di mettere nero su bianco una norma che preveda di sospendere temporaneamente l'erogazione del sussidio qualora il beneficiario instauri un rapporto di lavoro della durata massima di tre mesi, al termine dei quali i versamenti sulla card ripartirebbero in automatico.

Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre, 10:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA