Politiche, il nodo candidature. I "no" di Emiliano e Decaro

Michele Emiliano e Antonio Decaro
Michele Emiliano e Antonio Decaro
di Antonio BUCCI
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Giovedì 28 Luglio 2022, 07:06 - Ultimo aggiornamento: 11:29

Due no di peso, sul tavolo di Enrico Letta e del Partito Democratico. La macchina delle candidature per le prossime Politiche è già partita e dalla Puglia arrivano due rifiuti eccellenti: il primo è già stato formalizzato e porta la firma del sindaco di Bari, Antonio Decaro. Il secondo è quello del governatore, Michele Emiliano, ed è ormai nei fatti. «Bari è la mia città, la città dove sono nato, la città che ho promesso di amministrare, la città che otto anni fa mi ha messo una fascia tricolore sulle spalle. E non posso tradirla. Perché con questa città ho un patto da onorare. E perché qui a Bari, come in nessun altro posto nel mondo, io sono felice», scrive il sindaco di Bari sui social. 

L'incontro in videoconferenza

Lo scandisce già in tarda mattinata, a stretto giro dall’incontro in videoconferenza con il segretario nazionale dem. C’è Dario Nardella, collega di Firenze che ha fatto la sua stessa scelta, e ci sono gli omologhi delle grandi città ma anche Francesco Boccia, responsabile enti locali della segreteria. «Dovresti andare a dare una mano a Roma. In questi giorni, in tanti me lo hanno detto: cittadini, amici, il partito. Lo ammetto, ci ho pensato. Perché credo che chi fa politica debba impegnarsi in prima persona. Sempre», non nasconde Decaro, archiviando definitivamente un tormentone che ha tenuto banco fuori e dentro i Palazzi della politica. I suoi, i più vicini al numero uno dell’Anci, lo sapevano da tempo. La novità, in compenso, è che adesso è ufficiale e lo sanno anche ai piani alti del Nazareno, tanto più dal momento che quella di oggi – secondo la legge – sarebbe stata l’ultima giornata utile per protocollare le dimissioni e rimettere nel cassetto la fascia tricolore, in caso contrario.

Le reazioni

«Sarebbe stato uno dei candidati ideali del Pd, in questo particolare momento storico, ma la sua decisione di restare sindaco deve essere accettata. È encomiabile il suo attaccamento alla città e la sua volontà di rispettare tutti gli elettori che lo hanno riconfermato sindaco meno di tre anni fa. Bari è fortunata ad avere un primo cittadino del calibro di Antonio Decaro che preferisce rinunciare a candidarsi alle elezioni, pur di onorare il patto con la sua città. Posso solo immaginare quanto sia stato combattuto in questi giorni, e non posso che ammirare la scelta fatta per amore della sua città», gli tributa Marco Lacarra, segretario regionale dem e nelle cui mani resta il cerino delle liste. Entro martedì – ma i più ottimisti confidano che ci possa essere ancora qualche giorno di tempo – al pari dei suoi pari grado delle altre regioni, dovrà presentare al partito le rose dei nomi, in vista della direzione nazionale da convocare tra il 9 e l’11 agosto. In quella sede arriverà il via libera definitivo, da sottoporre al voto a maggioranza assoluta dei componenti. 

Emiliano verso il no

In Regione anche durante il Consiglio delle scorse ore, i riflettori erano tutti puntati sul capo della Giunta e sulla sua decisione. Per capire che il colpo di scena non sia nell’aria, in compenso, basta mettere in fila i segnali, neppure criptati: «Hic manebimus optime», cita Tito Livio, intervistato a Brindisi a margine della presentazione di un libro. «Qui staremo benissimo», appunto. O, a dirla in altri termini: «Sinceramente non mi pare sia utile spostare i carri armati da un posto all’altro: o li aumenti di numero o è inutile che li sposti, ammesso che io sia un carrarmato. Quando sono in giro per la Puglia e mi capita di pensare di essere il presidente di questa terra, mi vengono i brividi e il groppo in gola. Io lavoro per la Puglia, ho un contratto che dura ancora più di tre anni», chiarisce Emiliano. Insomma, nessun liberi tutti. Dalla maggioranza, Pd in primis, avevano già fatto quadrato giorni fa, chiedendogli di «non rispondere al richiamo delle sirene romane». I civici di “Con” e “Per la Puglia” (ma pure i Popolari) avevano persino messo in conto la prospettiva di un terzo mandato alla guida dell’ente. Nelle prossime ore, si vedranno in una sala ricevimenti di Bari per discutere della «posizione del civismo organizzato per le prossime elezioni», con due big come gli assessori Alessandro Delli Noci e Sebastiano Leo in prima fila. Tutt’altro che intenzionati a stare a guardare.

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