Vaccino Pfizer, il caso Israele: un milione di vaccinati (100 volte l'Italia) e la corsa all'immunità di gregge

Sabato 2 Gennaio 2021 di Mauro Evangelisti
Vaccino Pfizer, il caso Israele: 800.000 vaccinati (100 volte l'Italia) e la corsa all'immunità di gregge

Gia un milione di israeliani vaccinati. C’è un Paese che dobbiamo guardare con molta attenzione per capire quali saranno gli effetti della vaccinazione: Israele. Si tratta della nazione al mondo in cui, utilizzando il prodotto di Pfizer-BioNTech, la protezione contro il coronavirus sta viaggiando più velocemente, molto più velocemente che in qualsiasi altro angolo del mondo. Secondo il Jerusalem Post negli ultimi due giorni è stato raggiunto il record di 150.000 vaccinazioni ogni 24 ore, in totale sono già 800.000 i vaccinati, dunque il 9 per cento della popolazione. Significa dieci volte i numeri degli Stati Uniti (in rapporto agli abitanti), cento volte quelli dell’Italia. In queste ore è arrivata la notizia del superamento del 10 per cento e del milionesimo cittadino vaccinato in Israele (Ahmed Jabarin, 66 anni). Netanyahu ha affermato: a marzo la popolazione sarà immunizzata.

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Obiettivo immunità di gregge

Secondo il sito di Haaretz ci si avvia rapidamente ad andare ben oltre quota un milione di vaccinati (sia pure solo con la prima iniezione che comunque già fornisce una parziale protezione) e presto la percentuale della popolazione raggiunta sarà già dell’11 per cento, anche se l’incognita è rappresentata dalla regolare fornitura di vaccini. Detto questo, ciò che tutti dobbiamo con attenzione valutare nei prossimi giorni è cosa succederà in Israele, che effetti una percentuale consistente di popolazione avrà sulla circolazione del virus. Come è noto, si dice che per raggiungere l’immunità di gregge deve essere protetta il 70 per cento della popolazione.

 

 

 

 

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La Gran Bretagna e Astrazeneca

Ma questo è il punto di arrivo, però ancora non sappiamo quanto siano importanti le tappe intermedie, se percentuali attorno al 20-30 per cento della popolazione, privilegiando i più fragili e le categorie in prima linea, avranno già effetti consistenti sia nella limitazione del contagio (il virus avrà meno soggetti che possono trasmetterlo), sia in termini di pressione sugli ospedali. Se in Israele vedremo che con una percentuale consistente, ma ancora lontana dal famoso 70 per cento, la situazione diventa sostenibile perché gli anziani e i fragili sono tutti protetti e i ricoveri diminuiscono, allora potremo anche guardare con meno pessimismo ai prossimi mesi. Anche il Regno Unito ha accelerato sul fronte delle vaccinazioni, è partito tra i primi con Pfizer, e da lunedì userà anche AstraZeneca. Ma in termini di percentuale di popolazione protetta siamo ancora a meno dell’1,5 per cento, poco per avere primi riscontri.

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