Pensione febbraio 2023, gli aumenti slittano a marzo: la spiegazione, i nuovi importi e il calendario

L'Inps ha avuto poco tempo per mettere in atto la nuova rivalutazione già nel cedolino di febbraio, visto che l’elaborazione è stata effettuata intorno al 10 di gennaio

Pensione febbraio 2023, gli aumenti slittano a marzo: la spiegazione e il calendario
Pensione febbraio 2023, gli aumenti slittano a marzo: la spiegazione e il calendario
4 Minuti di Lettura
Martedì 24 Gennaio 2023, 11:14

Aumenti sì, ma non per tutti. Novità in arrivo per le pensioni di febbraio 2023 per le quali erano previste le rivalutazioni degli assegni. Il cedolino per molti pensionati riporta infatti i tanto attesi aumenti dovuti alla perequazione previsti da gennaio ma non applicati dall’Inps lo scorso mese perché mancavano in tempi tecnici per aggiornare gli assegni in base alle tabelle di perequazione previste dalla Legge di Bilancio. Le maggiorazioni però non saranno per tutti. Il governo ha rivisto la rivalutazione, mantenendo le regole invariate solo per chi ha un assegno inferiore a 2.100 euro, per i quali l’adeguamento è stato pari al 100% del tasso rilevato (7,3% quello provvisorio).

I tempi a gennaio però erano troppo ridotti per permettere all'Inps di adeguare il calcolo con l'assegno già di gennaio. E neanche applicare le vecchie regole era consigliato. Così infatti, i pensionati avrebbero goduto di un incremento maggiore rispetto a quello previsto dalla normativa vigente, con l’Inps che in un secondo momento avrebbe dovuto effettuare una trattenuta dalla pensione. Per evitarlo, sono stati congelati gli aumenti, riconoscendoli solo a chi era stato rivalutato al 100%. Gli altri, aveva spiegato l'Inps, avrebbero dovuto aspettare «la prima rata utile al momento di approvazione della norma».

La prima data utile però non sarà quella di febbraio. I pensionati che hanno controllato l'importo dell'ultimo cedolino hanno potuto verificare che con ogni probabilità il famoso aumento arriverà a marzo, quando verranno riconosciuti anche gli arretrati dei mesi precedenti.

La spiegazione

L'Inps ha avuto poco tempo per mettere in atto la nuova rivalutazione già nel cedolino di febbraio, visto che l’elaborazione è stata effettuata intorno al 10 di gennaio. Normali rallentamenti burocratici, quindi, che dovrebbero essere risolti in tempo per riconoscere gli aumenti della rivalutazione nel prossimo cedolino, in pagamento il 1° marzo 2023.

Gli adeguamenti spettavano dal 1° gennaio 2023 ma la Manovra è entrata in vigore lo stesso giorno, per cui l’Inps ha rimandato al cedolino pensione di febbraio l’accredito degli aumenti per gli importi superiori a 4 volte il minimo (2.101,52 euro lordi al mese). 

Molti pensionati (i titolari di assegni inferiori a 2.692 euro lordi) comunque avevano già ricevuto nell'ultimo trimestre del 2022 un anticipo della quota di rivalutazione pari al 2% di quanto sarebbe spettato da gennaio 2023. Questi ultimi devono scorporare dal cedolino la quota di aumento che avevano già ottenuto e poi applicare il tasso di rivalutazione spettante per ogni fascia pensionistica:

- fino a 5 volte il TM (circa 2.625 euro lordi): 85% (aumento 6,2%)
- tra 5 e 6 volte il TM (tra 2.625 e 3.150 euro lordi): 53% (aumento 3,8%)
- tra 6 e 8 volte il TM (tra 3.150 e 4.200 euro lordi): 47% (aumento 3,4%)
- tra 8 e 10 volte il TM (tra 4.200 e 5.250 lordi): 37% (aumento 2,7%)
- oltre 10 volte il TM (oltre 5.250 euro lordi): 32% (aumento 2,3%)

Il calendario di febbraio

Il pagamento della pensione di febbraio 2023 scatta da mercoledì 1 febbraio. Presso gli uffici postali, la pensione può essere prelevata in contanti. Ecco il calendario:

mercoledì 1 febbraio per i cognomi dalla A alla B;
giovedì 2 febbraio per i cognomi dalla C alla D;
venerdì 3 febbraio per i cognomi dalla E alla K;
sabato 4 febbraio (solo la mattina) per i cognomi dalla L alla O;
lunedì 6 febbraio per i cognomi dalla P alla R;
martedì 7 febbraio per i cognomi dalla S alla Z.

© RIPRODUZIONE RISERVATA