Orfini: «No a Renzi capro espiatorio. Governo con M5s? Sarebbe fine del Pd»

No del Pd al Movimento 5 stelle
«Abbiamo condiviso la decisione» delle dimissioni di Matteo Renzi e «ci consideriamo tutti dimissionari con lui. Se si fa il congresso evidentemente un gruppo dirigente è dimissionario». Lo dice il presidente del Pd Matteo Orfini a «1/2 ora in più». «Chi ha avuto responsabilità nel partito e chi ha fatto il ministro in questi cinque anni ha il suo pezzo di responsabilità», aggiunge. «Chi oggi fa abiure e damnatio memoriae lo fa solo per cancellare le proprie responsabilità che sono minori da quelle di altri ma ci sono».

«Cosa dire al presidente della Repubblica lo discuteremo domani. Io sono dell'idea che quando si perde si sta all'opposizione. Stiamo all'opposizione, poi useremo il peso che abbiamo in Parlamento per far passare i singoli provvedimenti. Ma l'accordo con i cinque stelle non esiste in natura». Lo dice il presidente del Pd Matteo Orfini a «1/2 ora in più». «Io penso che qualora dovessimo decidere di sostenere un governo guidato dai Cinque stelle o insieme ai Cinque stelle, sarebbe la fine del Partito democratico».

Se il Presidente Mattarella chiedesse al Pd di sostenere un esecutivo con «tutti dentro»? «È uno scenario molto diverso da quello che abbiamo detto: con tutte le forze principali coinvolte... ma non mi sembra ci sia la disponibilità di tutte le forze principali», ha detto. «Non dettiamo -ha aggiunto- la linea al Presidente della Repubblica. Vedremo... Siamo rispettosi del ruolo di tutti e soprattutto del Presidente della Repubblica che deve gestire una fase delicatissima.Ovviamente, abbiamo un mandato dei nostri elettori che abbiamo il dovere di rispettare».

Le presidenze delle Camere a M5s e Lega? «Mi pare sia quello di cui si discute e lo ritengo anche legittimo visto che hanno vinto le elezioni. Non mi sembra ci siano le condizioni per cui la presidenza di una Camera vada di nuovo a un rappresentante del Pd».


 «Renzi spiegherà le ragioni delle sue dimissioni in assemblea - dice il segretario -. E lì dobbiamo trovare quello che ci aiuti a riflettere meglio: personalmente non penso che convocare le primarie tra tre mesi non sarebbe la soluzione migliore perché torneremmo a discutere di nomi e non delle ragioni della sconfitta». Si dovrebbe eleggere un segretario «ovviamente con un accordo il più largo possibile e possibilmente unitario, come avvenne per Franceschini e Epifani dopo Veltroni e Bersani. E poi ci porterà a un congresso vero con le primarie», aggiunge. Se la segreteria attuale decadrà come il segretario Renzi, «lo decideranno i nostri iscritti in direzione», spiega.


 
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Domenica 11 Marzo 2018 - Ultimo aggiornamento: 12-03-2018 07:59
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