Omicron, per quanti giorni si è positivi e per quanto si può contagiare? Tempi e decorso

Martedì 25 Gennaio 2022

Nel pieno della quarta ondata spinta dalla variante Omicron e con le nuove norme per l'auto tracciamento (con tamponi fai da te che spesso non sono attendibili) il numero delle persone in quarantena aumenta. E aumentano anche i dubbi sulla durata del covid.

Quanto dura l'infezione?

Quanto dura l’infezione del virus Sars Cov-2? Non c’è un decorso “fisso”, uguale per tutti. Alcune ricerche hanno notato un periodo mediano di rilevabilità del genoma virale di 15 giorni attraverso un test tampone. Ma per molti la positività può durare per settimane o addirittura mesi. Ci sono tanti fattori che mutano da considerare, a cominciare anche dalla gravità della malattia e a ciò che può contribuire a renderlo più lieve: il vaccino, ad esempio. Quindi, la positività durerà di solito tanto grave è stato il decorso.

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Gli studi sulla durata dell'infezione

Uno studio condotto quest’estate sulle forze armate israeliane (e pubblicato sul Journal of Medical Virology) ha notato che il tempo mediano per l’eliminazione di Sars Cov-2 è di circa tre settimane nei giovani adulti che hanno sintomi lievi.

Un recente lavoro che ha analizzato 32 articoli scientifici che hanno visto lo studio di 69.093 casi, ha invece notato come la durata media della degenza in terapia intensiva fosse di 9 giorni.

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Ma per quanto tempo si è infettivi? Uno studio statunitense pubblicato su Clinical Infectious Diseases ha dimostrato che si è più contagiosi intorno al momento dell'insorgenza dei sintomi con l'infettività che diminuisce rapidamente fino a quasi zero dopo circa 10 giorni nei pazienti da lievi a moderatamente malati e 15 giorni nei pazienti gravemente critici e immunocompromessi. L'intervallo più lungo finora associato al virus competente per la replicazione è di 20 giorni dall'esordio dei sintomi. E una ricerca sul Journal of Infection precisa come sia «altamente improbabile», che i pazienti Covid-19 lievi e moderati siano infettivi dopo il decimo giorno di malattia.

Quali sono i sintomi più frequenti

Con la variante Omicron sempre più studi hanno evidenziato come il virus non tocchi le basse vie respiratorie come invece facevano le altre. Gli effetti più frequenti sono la tosse, i dolori articolari e muscolari, la febbre, la mancanza di gusto e olfatto. Nei casi più gravi, invece, i problemi respiratori, la perdita di concentrazione, le vertigini, la polmonite. Alcuni di questi sintomi possono avere effetti più o meno duraturi. Il Covid-19, è una malattia sistemica: colpisce sì principalmente l’apparato respiratorio ma può danneggiare anche altri organi come i cuori, i reni e il cervello.

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E nei bambini? I sintomi clinici sperimentati dai più piccoli generalmente sono simili a quelli degli adulti, ma la malattia è più lieve rispetto agli adulti e la gravità dei sintomi varia in base all'età. Molti infetti rimangono asintomatici. Ma soffrirebbero invece di Mis-C, la sindrome infiammatoria multisistemica che può colpire i pazienti. 

 

Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio, 07:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA