Morto Ferruccio, il pensionato accusato di aver ucciso la moglie malata di Alzheimer

Sabato 27 Novembre 2021 di Lorena Levorato
Omicidio di Cadoneghe

CADONEGHE - Non ce l'ha fatta Ferruccio Bosello, il pensionato di 84 anni accusato di avere ucciso la moglie, Natalina Milani, 81 anni, malata di Alzheimer. A quasi un mese dall'uxoricidio, l'anziano, da qualche settimana ricoverato nel reparto di Chirurgia generale dell'Azienda ospedaliera di Padova, è morto la scorsa notte per l'aggravarsi delle condizioni delle ferite che egli stesso si era auto inferto con due colpi di coltello all'addome, poco dopo aver soffocato la moglie nel letto.

 

IL RICOVERO

Subito dopo l'omicidio, Ferruccio era stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva per le gravi lesioni; successivamente, era stato trasferito in reparto di chirurgia perchè dichiarato fuori pericolo, pur restando gravi le sue condizioni. Dopo alcuni timidi segni di miglioramento, nelle ultime settimane la sua situazione clinica si era aggravata fino alla scorsa notte quando è morto. Nell'ultimo periodo Bosello non ha potuto ricevere le visite da parte dei famigliari a causa delle restrizioni per alcuni pazienti risultati positivi al Covid. «Abbiamo saputo che Ferruccio è morto dalla sorella Tiziana racconta la compagna del figlio Davide, che abita al piano superiore della casa dove si è consumata la tragedia -. Stamattina (ieri, Ndr) le ho scritto come stava il padre e lei mi ha risposto che è mancato nella notte. Non sappiamo altro».

LA SCOPERTA

Proprio la donna, insieme al figlio Davide, quella terribile mattina di sabato 30 ottobre, trovò Natalina morta e Ferruccio a terra in una pozza di sangue con due coltelli conficcati dell'addome. Bosello avrebbe meditato da tempo di uccidere la moglie affetta da Alzheimer e impossibilitata a muoversi, per poi suicidarsi. Insomma il pensionato sarebbe stato mosso dalla disperazione. Non riusciva più ad andare avanti, troppa sofferenza. Il Gip Elena Lazzarin, che aveva convalidato l'arresto per omicidio volontario senza però firmare alcuna misura restrittiva nei suoi confronti, non ha potuto procedere all'interrogatorio di garanzia perché l'uomo non era in grado di parlare. I carabinieri, per fare piena luce su quanto è accaduto nella abitazione di via Frattina a Cadoneghe, all'indomani dell'omicidio aveva sequestrato un cuscino e sei coltelli da cucina di cui due sporchi di sangue.

Appena uscito dalla terapia intensiva, dal suo letto di ospedale Ferruccio avrebbe sussurrato alla figlia Tiziana con un fil di voce di non aver fatto nulla alla moglie. «Non ho toccato la mamma avrebbe detto l'anziano secondo quanto riportato dal suo avvocato Ernesto De Toni -. L'ho trovata a mezzanotte e mi sono ferito con i coltelli perché non voglio essere di peso a nessuno». Insomma l'84enne avrebbe ammesso di avere tentato di togliersi la vita, ma di avere trovato la moglie già deceduta. Ma l'autopsia, eseguita dal medico legale Giovanni Cecchetto, avrebbe rivelato un'altra verità che non lascia spazio a dubbi: l'anziana l'anziana è morta per asfissia. Bosello, secondo quanto ricostruito dai carabinieri e avvalorato dall'autopsia, quella notte ha premuto un cuscino sul volto della moglie, affetta da Alzheimer e impossibilitata a muoversi, provocandone il decesso. A quel punto il pensionato avrebbe preso alcuni coltelli da cucina e avrebbe provato a togliersi la vita ferendosi all'addome».
 

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