Davide Garzia: «Ho ucciso mia madre a calci in faccia», la terribile confessione del 24enne dopo il delitto a Monza

Davide Garzia: «Ho ucciso mia madre a calci in faccia», la terribile confessione del 24enne dopo il delitto a Monza
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Venerdì 22 Aprile 2022, 13:53 - Ultimo aggiornamento: 20:03

«Ho ucciso mia mamma a calci in faccia». Davide Garzia, 24 anni, arrestato ieri sera dopo un lungo interrogatorio, per l'omicidio della madre, Fabiola Colnaghi, 58 anni, ha confessato di aver ucciso la madre con una ferocia inaudita. La donna è morta dopo essere stata picchiata dal figlio nella sua casa di Aicurzio (Monza), ieri mattina. Il giovane, che ai carabinieri e al pm di Monza ha raccontato di aver colpito la madre dopo essere stato «colto da un momento di sconforto» dovuto alla depressione di cui soffriva tanto quanto la madre, ha spiegato di averla fatta sbattere contro un armadio e cadere, per poi infierire con calci e pugni al volto mentre la donna era a terra. Garzia si trova ora in carcere a Monza. 

Vedova, casalinga, Fabiola viveva con il figlio Davide, con il quale i rapporti ultimamente erano diventato più tesi. Disoccupato, incensurato, il giovane mal tollerava forse i consigli o le rimostranze di quella mamma che da sola ha continuato a rimanergli accanto dopo la morte del marito, fino a quando non ha ritrovato la felicità accanto ad un altro uomo, divenuto da qualche anno il suo compagno. Se tra la 58 enne e il figlio vi fossero precise e radicate ragioni di dissidio, sarà probabilmente chiarito da amici e familiari, in queste ore chiamati a testimoniare dagli investigatori.

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La chiamata al 112

In piedi davanti al corpo senza vita della madre, il 24 enne ha chiamato il 112: «Venite, ho ammazzato mia madre». I carabinieri lo hanno trovato in piedi, immobile, sull'uscio di casa, e sempre lui ha indicato ai militari dove trovare il corpo senza vita di Fabiola Colnaghi. Portato in caserma per essere sentito, Garzia è stato a lungo interrogato dagli inquirenti, che in serata dovrebbero formalizzare il provvedimento a suo carico.

Chi era la donna

Solare, gioiosa, Fabiola era nota in città, come ha raccontato il sindaco di Aicurzio Matteo Baraggia, che la conosceva «da quando eravamo bambini», anche perché «Aicurzio è una piccola città, si cresce insieme». Il primo cittadino, che si è detto «profondamente scosso e sconvolto», ha raccontato di chiacchierare spesso con Colnaghi per strada, e che «nulla avrebbe mai potuto farmi presagire un epilogo del genere», anche perché da tempo «aveva un compagno, sembrava serena».

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