Bruna sfila in carrozzella: «Ho perso
l'uso delle gambe, ma non mi fermo»

Sabato 19 Novembre 2016 di Ilaria MARINACI

«Ho camminato sulle mie gambe fino all’8 marzo di quest’anno, quando ho avuto un incidente stradale e mi sono rotta la spina dorsale. Da allora, vivo su una sedia a rotelle ma non mi sento diversa dagli altri». Basta parlare cinque minuti con Bruna Romano per capire che ha lo spirito di una combattente e non intende piegarsi al dramma che l’ha colpita. Anzi, se prima era una fotomodella e faceva Muai Thai, ora sfila in passerella e gioca a basket in carrozzina, sognando la Nazionale e le Paralimpiadi. Di origini brasiliane, Bruna ha 25 anni ed è arrivata in Italia da piccola per unirsi alla sua famiglia adottiva, che abita a Matino. Solare ed estroversa, ha saputo affrontare le conseguenze del suo incidente senza lasciarsi andare allo sconforto. «La mia sfida – spiega – è dimostrare alla gente che non bisogna avere pregiudizi su chi è costretto sulla sedia a rotella, perché, se è vero che ci sono limitazioni, è anche vero che io vivo nello stesso modo di prima e fra poco tornerò anche a guidare l’auto».

Di quel terribile 8 marzo, la giovane modella ricorda ogni dettaglio, non avendo mai perso conoscenza. «Ero ad un incrocio a Lecce, non ho rispettato la precedenza e una macchina che stava correndo troppo mi ha travolta dal lato del passeggero, dove per fortuna non c’era nessuno. È stato accertato un concorso di colpa fra me e il guidatore dell’altra auto».

Già all’arrivo in ospedale, Bruna aveva capito che il colpo preso doveva essere qualcosa di molto grave. «Restare cosciente è stata la mia fortuna – riflette – perché non ho subito lo shock di ricevere la notizia della mia paralisi dai medici. Purtroppo è questa la mia nuova condizione. Se c’è una cosa che ho imparato sopravvivendo al mio incidente, è che la vita è una e va vissuta momento per momento, senza precludersi nulla e senza rimandare a domani quello che si può fare oggi».

Pensieri che la 25enne matinese ha messo in pratica da subito. Poco tempo dopo essere stata dimessa dall’ospedale, infatti, ha conosciuto l’attività della Fondazione Vertical, che fa sfilare modelle in carrozzina, e ha deciso di intraprendere questo percorso professionale, lavorando anche con altre agenzie, una romana e l’altra parigina. «Con loro – racconta – ho sfilato durante l’evento “Modelle & Rotelle” all’ultima Fashion Week di Milano, dove c’erano circa venti altre modelle sulla sedia a rotelle, mentre, a livello locale, in sfilate e concorsi di bellezza, sono l’unica modella in carrozzina».

Ai suoi coetanei Bruna consiglia solo prudenza. «Non mettetevi in macchina – spiega – se siete nervosi perché io mi rendo conto che il mio incidente è stato causato anche dal fatto che avevo pensieri per la testa ed ero distratta».
Poi, fa l’appello a cui tiene di più, quello a non vivere la disabilità come un limite. «Bisogna prendersi cura di se stessi, anche in carrozzina, e bisogna uscire e stare con gli altri. Vedo ragazze sulla sedia a rotelle che si chiudono in casa per colpa dei pregiudizi della gente, ma siamo nel 2016 e vanno combattuti». Nelle parole di Bruna, risuona la stessa forza e lo stesso entusiasmo dell’oro paralimpico Bebe Vio, che ha incantato con la sua voglia di vivere anche il presidente americano Barack Obama. Lei oggi gioca a basket in carrozzina nella Lupiae di Lecce e sogna un giorno proprio le Paralimpiadi.

«Nel nostro territorio, non sono tanti gli sport – conclude – che un ragazzo con una disabilità può fare. Il basket è uno dei pochi e mi sto dando da fare con questo, facendo su e giù da Matino a Lecce. Però, ho ottenuto già qualche soddisfazione: sto aspettando conferma per entrare nella nazionale di basket».

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