Lampedusa: naufraghi sbarcati nella notte, veliero Alex sequestrato

Sabato 6 Luglio 2019
Migranti, veliero Alex a Lampedusa: forziamo il blocco. Salvini: hanno rifiutato acqua DIRETTA TV

Alla fine di una lunghissima giornata nel porto di Lampedusa, verso mezzanotte i migranti sbarcano a terra dalla Alex per effetto del sequestro penale disposto di iniziativa dalla Guardia di Finanza. Lo fa sapere il Viminale, aggiungendo che l'equipaggio è indagato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

La nave Alex della ong Mediterranea è quindi ferma in porto a Lampedusa dopo aver forzato il blocco. Salvini ha negato per tutta la giornata lo sbarco dei migranti. Solo uno dei 41 profughi a bordo era stato fatto scendere per essere curato, dopo che un medico era salito sul veliero per sincerarsi delle condizioni dei migranti, e ne ha constatato lo stato di disidratazione. «Non autorizzo nessuno sbarco di chi se ne frega delle leggi italiane e aiuta gli scafisti», aveva attaccato il ministro dell'Interno che in una diretta facebook lamenta anche il fatto di sentirsi «lasciato solo dai ministri della Difesa e dell'Economia»
 


«Siamo in una situazione surreale. Ci sono persone che rischiano di svenire e che devono andare in bagno, i nostri servizi igienici sono inservibili e nessuno ci dice cosa fare. Questo è un sequestro di persona, non è più uno Stato di diritto. Devono farci sbarcare», aveva denunciato Alessandra Sciurba, portavoce di Mediterranea Saving Humans. «Non avevamo altra scelta. Siamo stremati ma felici di aver portato in salvo queste persone», spiega  Mediterranea. All'arrivo della Alex dal molo qualcuno ha applaudito, altre persone hanno gridato «bravi, bravi». Sono presenti le forze dell'ordine. I migranti, tutti con il salvagente addosso, sono sul ponte del veliero in attesa. 

A bordo è salito un medico dopo che Erasmo Palazzotto, parlamentare di Leu e capo missione di Mediterranea Saving Humans, ha chiesto «dell'acqua potabile e la presenza immediata di un medico perché c'è una emergenza sanitaria. Ci sono casi di scabbia e persone che devono andare subito in bagno. Queste persone sono stremate».

«Di fronte alla intollerabile situazione igienico-sanitaria a bordo Alex ha dichiarato lo stato di necessità» considerando quello di Lampedusa «unico possibile porto sicuro di sbarco». «Non abbiamo sentito che 'no' dalle autorità italiane ed europee. Abbiamo chiesto: possono i naufraghi raggiungere Malta con motovedette del corpo delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera? No. Possono i naufraghi raggiungere Malta su assetti maltesi? No. Possiamo essere riforniti di acqua dolce, cibo e gasolio per arrivare a Malta? No. Possiamo trasbordare in acque internazionali? No. Siamo a un'ora di navigazione da Lampedusa, abbiamo proposto varie soluzioni ricevendo sempre la stessa risposta: No». 

L'ESPOSTO
La Procura di Agrigento ha ricevuto l'esposto presentato da Mediterranea Human Savings sulle procedure seguite dalle autorità italiane nei confronti della imbarcazione Alex della Ong e nelle prossime ore valuterà le eventuali iniziative da adottare. È quanto ha appreso l'Ansa negli ambienti giudiziari del capoluogo. Secondo il contenuto dell'esposto, l'intimazione ad andare a Malta come «porto sicuro» avrebbe messo in pericolo la vita dei migranti soccorsi dalla Ong.

«La nave dei centri sociali, che a quest'ora sarebbe già arrivata a Malta che aveva dato la disponibilità di un porto sicuro, infrange la legge, ignora i divieti ed entra in acque italiane. Le Forze dell'ordine sono pronte ad intervenire, vediamo se anche in questo caso la 'giustizia' tollererà l'illegalità: in un Paese normale arresti e sequestro della nave sarebbero immediati. Questi non sono 'salvatori', questi sono complici dei trafficanti di esseri umani», attacca il ministro dell'Interno Matteo Salvini che aggiunge: «Ieri sono stati consegnati più di 400 litri di acqua potabile alla barca a vela Alex e altrettanti sono stati successivamente rifiutati. Oltre all'acqua, l'Italia ha garantito cibo, coperte e medicinali. Attraverso il proprio ufficio stampa, Alex ha fatto sapere che le bottiglie d'acqua erano troppo ingombranti e a causa delle condizioni igienico-sanitarie ha deciso di infrangere il divieto di accesso nelle acque italiane. Pur di infrangere la legge mettono a rischio la vita degli immigrati».

MEDITTERANEA
«Ancora non ci è stato notificato nulla. Siamo assolutamente sereni perchè convinti di avere operato correttamente e perchè abbiamo già presentato un esposto alla magistratura. Diciamo che questa volta siamo arrivati prima della Guardia di Finanza». Così il capo missione di Mediterranea Erasmo Palazzotto, commenta la decisione del Viminale di fare sbarcare tutti i migranti a bordo della Alex, sequestrare l'imbarcazione e indagare tutto l'equipaggio per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. «Tutte le indagini nei confronti delle Ong - ha osservato Palazzotto - fino ad ora si sono sempre concluse con un nulla di fatto. E anche le disposizioni contenute nel Dl sicurezza Bis sono state smontate dal Gip di Agrigento Alessandra Vella che non ha convalidato l'arresto della comandante della Sea Watch Carola Rackete. In ogni caso, lo ripeto, noi siamo convinti di essere nel giusto e di avere operato nel rispetto della legge».

LA ALAN KURDI CAMBIA ROTTA
Intanto la nave Sea Eye Alan Kurdi, alla quale una motovedetta della Guardia di Finanza ha notificato il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque territoriali italiane, in serata ha cambiato rotta verso Malta, lasciando le acque al largo di Lampedusa. «Non possiamo aspettare finchè lo stato di emergenza non prevale», fa sapere la ong Sea Eye. «Ora - aggiunge Sea Eye - Sì deve dimostrare se gli altri governi europei appoggiano l'atteggiamento dell'Italia».

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Il comandante della Sea Eye qualche ora fa aveva scritto su twitter: «Con 65 persone soccorse a bordo ci stiamo dirigendo verso Lampedusa. Non siamo intimiditi da un ministro dell'interno ma siamo diretti verso il più vicino porto sicuro. Si applica la legge del mare, anche quando qualche rappresentante di governo rifiuta di crederlo».

TRIA
Il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giovanni Tria - comunica una nota - ha seguito le operazioni di contrasto all'immigrazione clandestina «messe in atto dalla Guardia di Finanza che, in aderenza alle disposizioni di legge e alle direttive ministeriali impartite al riguardo, ha dato attuazione a tutte le prescrizioni necessarie, tra manovre dissuasive e numerose intimazioni di alt, per far rispettare il divieto di ingresso nelle acque territoriali e di attracco al porto della motonave Alex». «Tutto ciò - prosegue la nota - si è svolto avendo sempre presente la salvaguardia e l'incolumità delle persone imbarcate e la sicurezza della navigazione che, in questo caso, è apparsa compromessa a causa dell'elevato numero di persone stipate a bordo e in coperta, tali da non consentire ulteriori manovre rispetto a quelle effettuate». «Quanto accaduto e l'avvenuto attracco a Lampedusa, afferma il ministro, costituiscono i presupposti per l'intervento della magistratura», conclude la nota

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Ultimo aggiornamento: 7 Luglio, 11:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA