Migranti, naufragio al largo della Tunisia: «Una settantina di vittime». 135 già arrivati a Lampedusa

Migranti, naufragio al largo della Tunisia: «Almeno 70 morti»
Nuova tragedia nel Mediterraneo: almeno 70 migranti sono annegati quando l'imbarcazione sulla quale erano ammassati si è rovesciata ed è affondata in acque internazionali, a 40 miglia dalla città di Sfax in Tunisia. Sedici i sopravvissuti, salvati da pescherecci nella zona e trasferiti a bordo di unità militari tunisine. La carretta del maree carica di disperati era partita dal porto di Zuara, nella Libia occidentale, nei pressi del confine tunisino. Dall'imbarcazione, ha reso noto l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) è stato lanciato un segnale di soccorso ma, all'arrivo dei primi soccorsi, per la maggior parte dei profughi era già troppo tardi.

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Mentre all'ospedale Habib Bourguiba di Sfax erano già iniziate le operazioni per l'identificazione dei cadaveri dell'ennesima tragedia nel Mediterraneo, i mezzi della Marina militare tunisina erano ancora al lavoro nella speranza di trovare in mare aperto altri eventuali superstiti. La maggior parte dei migranti proveniva da Paesi dell'Africa subsahariana, ma in molti arrivavano da Bangladesh e Marocco.



La notizia ha riportato la questione migratoria in cima alle preoccupazioni delle autorità tunisine. E, con l'aggravarsi della crisi libica, aumenta il rischio che altri disperati cerchino di raggiungere le coste europee. Nel marzo scorso, a causa del sovraffollamento e delle condizioni di vita sempre più difficili, il ministro tunisino delle Relazioni con le istanze Costituzionali, la società civile e le organizzazioni dei diritti dell'Uomo, Fadhel Mahfoud, aveva chiuso il centro per migranti, rifugiati e richiedenti asilo di Medenine, «per trovare soluzioni che permettessero loro di vivere degnamente».

Si tratta solo l'ultima di una lunga serie di drammi del mare per la Tunisia: nell'ottobre del 2017, lo scontro tra una nave su cui viaggiavano migranti e una barca militare tunisina causò la morte di almeno 44 persone, in quello che allora il premier Youssef Chahed definì «un disastro nazionale». Nel giugno 2018 un naufragio al largo delle isole tunisine Kerkennah, costò la vita ad almeno 68 persone (in gran parte tunisini), e fu causa della rimozione dall'incarico del ministro dell'Interno Lofti Brahem da parte del premier Chahed.

Da allora la vigilanza sulle coste da parte delle autorità tunisine e la lotta ai trafficanti di esseri umani è aumentata notevolmente e le partenze della Tunisia sono drasticamente diminuite. Ma se la Tunisia può vigilare sulle proprie coste non può farsi carico di tutto ciò che comportano le partenze dalla Libia. Lo ha ricordato recentemente l'Alto Commissario dell'Onu per i rifugiati in Tunisia, Mazen Abu Shanab, sottolineando come, a causa dell'aumento del numero di migranti libici in Tunisia - circa 300 al mese -, occorre raddoppiare gli sforzi in termini di assistenza.
 
Migranti, 135 sbarcano a Lampedusa. Settanta migranti sono stati recuperati a largo di Lampedusa da motovedette della Guardia di Finanza e sono stati portati sull'isola. Il barchino dei migranti puntava ad arrivare sull'isola senza essere controllato. Settantina di migranti che si affiancano alle persone sbarcate ieri dalla nave della Marina, che ha salvato 36 migranti su un barcone in avaria al largo della Libia, e alle 29 persone sbarcate dalla nave della ong Mediterranea.


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Venerdì 10 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento: 11-05-2019 08:36
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