Migranti, gli hotspot in Italia iniziano a funzionare

Migranti, gli hotspot in Italia iniziano a funzionare
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Mercoledì 16 Settembre 2015, 15:27 - Ultimo aggiornamento: 15:28
«Gli esperti di Easo, Frontex, Eurojust ed Europol sono in Italia e gli hotspot stanno iniziando a funzionare, quindi i ricollocamenti si potranno fare da inizio ottobre»: lo afferma Natasha Bertaud, portavoce della Commissione Ue per l'immigrazione. Secondo quanto si apprende, le roadmap di Italia e Grecia sono arrivate a Bruxelles.



Secondo quanto ribadito da Bertaud, «gli hotspot sono gruppi di persone delle agenzie Ue» che contribuiscono, in concertazione con le autorità italiane, alla registrazione dei migranti e non si tratta di centri di accoglienza. Gli esperti sono già stati dislocati e stanno lavorando nei cinque punti individuati: Augusta, Pozzallo, Porto Empedocle, Trapani e Lampedusa, mentre il quartier generale si trova a Catania. La roadmap italiana sugli hotspot è arrivata a Bruxelles oggi, spiegano fonti Ue, e sono già in corso incontri operativi sulla sua attuazione.



Inoltre il primo ottobre è previsto una riunione al quale prenderanno parte le autorità greche, italiane e gli ufficiali di collegamento, che darà il via ai primi ricollocamenti dei 40mila siriani ed eritrei (24mila dall'Italia e 16mila in Grecia) in due anni. Lo scopo della Commissione Ue - chiariscono fonti - è che il lavoro di registrazione dei migranti condotto dalla task force europea ed i ricollocamenti «avanzino in parallelo». Per coloro che rifiutano di farsi registrare è prevista, come ultima risorsa, la detenzione.
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