Maltempo, nuova allerta in 6 regioni. Frane e strage di alberi in Veneto. Salvini: pronti 200 milioni

Il sole compare all'improvviso, a metà mattina, dopo la pioggia degli ultimi giorni, e rende ancor più evidente lo scenario apocalittico che la furia di giorni e giorni di maltempo ha lasciato sul campo nel bellunese. Le dolomiti venete, come hanno constatato nuovamente oggi il governatore Luca Zaia e il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli sorvolando la zona, si sono trasformate in una quinta surreale in cui, in mezzo al fango, si continua a lavorare giorno e notte per salvare ciò che resta. 

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Per domani è attesa a Venezia e Belluno la visita di Matteo Salvini, seguita a breve da quella, già annunciata, di Luigi Di Maio. «Ma prima faremo il nostro lavoro in Consiglio dei Ministri - sottolinea il leader M5s - dichiarando lo stato di emergenza per tutte le regioni colpite». E Salvini ha anticipato che si stanno «cercando e trovando i primi 200 milioni di euro per aiutare le popolazioni colpite da questi disastri, dal Veneto alla Sicilia». Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato Zaia per esprimergli la propria vicinanza e solidarietà, assicurando che seguirà personalmente la vicenda affinché venga avviato rapidamente un piano di interventi per il recupero infrastrutturale, edilizio e ambientale ed evitare il fenomeno della spopolamento delle valli montane. «Ho parlato con il presidente del consiglio Conte che ha detto che in settimana ci saranno già i primi provvedimenti», ha informato Zaia. 
 
 

I numeri del disastro parlano da soli: 100mila ettari di bosco raso al suolo, centinaia di squadre di soccorso affiancate da tremila volontari e soldati dell'Esercito ancora all'opera, strade da rifare, 5.700 utenze elettriche da riallacciare e almeno un miliardo di euro - stime prudenti - di danni complessivi. Il vero spettro, come ricorda Zaia, è il rischio di fuga degli abitanti, perchè «la montagna è sull'orlo del burrone. Servono soldi, tanti». E insieme al denaro la voglia di riscatto. «Bisogna ridare motivazioni ai ragazzi e ai cittadini» dice ancora il presidente del Veneto ricordando l'appuntamento dei Mondiali di sci 2021 e la corsa di Cortina con Milano per le Olimpiadi invernali del 2026. «Ho parlato con il presidente del consiglio Conte - annuncia Zaia - . Mi ha detto che in settimana ci saranno già i primi provvedimenti». Il fattore tempo torna anche nelle parole di Borrelli. «Dobbiamo partire subito - ripete - perchè se dobbiamo attendere la conta dei danni ci attiveremo almeno tra due mesi La situazione è apocalittica».   

Le immagini impressionanti dei boschi dell'Altopiano di Asiago, nel vicentino, cancellati per il prossimo secolo che hanno fatto il giro del mondo hanno spinto il sottosegretario Giancarlo Giorgetti a destinare per la loro rinascita 1 milione di euro, nell'ambito dei fondi per il Centenario della Grande Guerra. Il Veneto, ricorda Borrelli, è solo l'ultima delle sfide affrontate in questi anni dal sistema della Protezione Civile: «fra aprile 2013 e dicembre 2017 abbiamo avuto in Italia danni per un miliardo di euro alle attività produttive - elenca - per 7 miliardi alle infrastrutture pubbliche, che ad oggi non hanno trovato copertura, e un miliardo alla popolazione». Ora l'attenzione si sposta dalla montagna alla pianura per la situazione del Po, soprattutto nell'area del delta dove il deflusso in mare dell'acqua e dei detriti finiti a valle rimane difficoltoso. La previsione è che i livelli del fiume non superino il grado due (criticità moderata) per almeno 36 ore, fino all'arrivo di una nuova perturbazione che dalla notte di domenica dovrebbe interessare il Piemonte occidentale.

Danni e disagi anche nel resto d'Italia, mentre la Protezione civile ha diramato per domani una nuova allerta meteo, con rischio idrogeologico in sei regioni. Coldiretti stima in 14 milioni gli alberi abbattuti con conseguente compromissione dell'equilibrio ecologico e ambientale e messa a rischio della stabilità idrogeologica. A Venezia stamattina si sono stati registrati 105 centimetri di acqua alta che hanno 'invasò l'8% della città a cominciare da Piazza San Marco. In Trentino sono ancora 27 le strade interrotte da frane, esondazioni e alberi caduti. E dopo quella in Val di Fiemme, anche la seconda foresta per importanza per la presenza di abeti rossi dai quali si ricava il legno per realizzare gli Stradivari, ha subito gravissimi danni. Si tratta della Val Saisera, nella zona di Tarvisio (Udine).
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Sabato 3 Novembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 20:21
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