Meloni al G20, premier rafforza sua immagine internazionale. Guerra Ucraina, Cina e immigrazione: gli incontri con Biden e Erdogan

A Bali si è accreditata come interlocutore affidabile per i grandi della terra. Ed era l'unica premier donna presente

Meloni al G20, premier rafforza sua immagine internazionale. Guerra Ucraina, Cina e immigrazione: gli incontri con Biden e Erdogan
Meloni al G20, premier rafforza sua immagine internazionale. Guerra Ucraina, Cina e immigrazione: gli incontri con Biden e Erdogan
di Francesco Malfetano
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Martedì 15 Novembre 2022, 15:41

Prima missione riuscita. In meno di 24 ore Giorgia Meloni, al G20 di Bali, si è accreditata come interlocutore affidabile per i grandi della terra. Del resto quando ieri ha preso posto tra i leader al centro congressi di Nusa Dua, il colpo d’occhio è parso evidente. Specie quando, in virtù della guida italiana del G20 dello scorso anno, la premier ha preso posto accanto al padrone di casa Widodo insieme a Joe Biden, Narendra Modi e Xi Jinping.

Meloni al G20

Al vertice del resto, le donne presenti tra i 41 leader sono pochissime, appena quattro con Ursula Von Der Leyen, Kristalina Georgieva e Ngozi Okonjo-Iweala. Per tutta la mattinata l’attenzione finisce spesso per essere puntata su di lei. Anche perché, nelle lunghe sessioni di lavoro, Meloni prende due volte la parola. La prima per manifestare la necessità di un intervento marcato sul fronte della sicurezza alimentare, puntando il focus non solo sulle esportazioni di grano ucraine ma anche sul fronte sud del Mediterraneo e la sua stabilità. Un discorso ampio (tenuto in inglese dalla premier) in cui hanno trovato spazio anche i temi energetici, con la premier che ha ribadito la necessità di una transizione green, anche per costruire un nuovo mercato meno vulnerabile alle speculazioni, ora che «siamo in acque tempestose». Il tema del secondo intervento invece, è stata la salute globale e l’uscita dalla pandemia. Meloni ha sottolineato la necessità di non abbassare la guardia contro il Covid (“Senza mai cedere alla tentazione di limitare le libertà”) e annunciato il contributo italiano da 185 milioni di euro al fondo contro l’Hiv.

 

GLI INCONTRI

Al termine, dopo una serie di incontri minori con alcuni imprenditori indonesiani e prima della cena di gala organizzata per i leader, la premier ha affrontato i due momenti clou, cioè i faccia a faccia con Biden e Recep Tayyip Erdogan. Nel primo incontro con il presidente a stelle e strisce, dopo i dubbi talvolta sollevati negli ultimi mesi, Meloni ha rimarcato la solidità dell’alleanza transatlantica, dicendosi vicina alle preoccupazioni Usa per alcune sfide globali. Il riferimento non è solo all’Ucraina ma anche alla stabilità nell’Indo-Pacifico, a Taiwan, e nel mediterraneo del sud, specie in quella Libia che tanto l’Italia avrebbe necessità di vedere pacificata. Ovviamente l’interlocuzione ha toccato anche temi economici di rilievo che vanno dai normali scambi commerciali tra alleati, all’interesse reciproco nel vedere l’Italia affrancarsi dalla dipendenza energetica russa (anche grazie al gnl americano) e da quella tecnologica cinese (con il focus puntato sui chip).

CON ERDOGAN


Con il presidente turco invece, oltre agli stessi dossier energetici e strategici del Mediterraneo, il focus è finito sul tema caldo dei migranti, con l’intenzione di perseguire l’obiettivo comune di fermare l’immigrazione irregolare. Un tema che se pure non è stato toccato con il francese Emmanuel Macron, è stato invece oggetto di un rapido scambio con il presidente del Consiglio Ue Charles Michel. Un incontro funzionale anche a stemperare la narrazione di una Meloni isolata nel Vecchio continente, tanto da non aver programmato vertici con leader europei. In altri termini Meloni sembra essere riuscita nelle sue prime ore indonesiane a rafforzare la sua immagine internazionale, presentandosi ai partner strategici con disponibilità e idee chiare. Occhi puntati ora sul delicato bilaterale di domani con Xi Jinping, previsto nel pomeriggio.

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