Aquarius, cibo per un giorno. Spagna: «Pronti ad accogliere la nave». Salvini: «L'Italia ha smesso di ubbidire»

Aquarius, cibo per un giorno. Spagna: «La nave approderà a Valencia». ​Salvini: «L'Italia ha smesso di ubbidire»
ROMA - La Spagna accoglierà la nave Aquarius. La svolta arriva all'improvviso mentre infuria lo scontro Italia-Malta sui porti per l'accoglienza ella nave dell'ong Sos Mediterranee con a bordo 629 migranti da ieri costretta a vagare nel Mediterraneo senza un porto dove approdare dopo che il ministro dell'Interno Matteo Salvini non ha autorizzato lo sbarco in Italia. «È nostro obbligo aiutare ad evitare una catastrofe umanitaria e offrire un porto sicuro a queste persone», ha dichiarato il premier socialista spagnolo Pedro Sanchez nell'annunciare di voler accogliere la Aquarius nel porto di Valencia. 
 


L'appello dell'Onu. Ma in tarda mattinata è arrivato l'imperativo umanitario dell'Onu: «Fateli sbarcare». L'Unhcr, l'agenzia Onu per i rifugiati, fa appello ai «governi coinvolti affinché consentano lo sbarco immediato di centinaia di persone bloccate nel Mediterraneo da sabato a bordo della nave Aquarius. «È un imperativo umanitario, le persone sono in difficoltà, stanno esaurendo le scorte e hanno bisogno rapidamente di aiuto», afferma Vincent Cochetel, inviato speciale dell'Unhcr per il Mediterraneo centrale. «Questioni più ampie come quella su chi è responsabile e competente dovrebbero essere esaminate solo dopo», aggiunge.

Dal Vaticano, il cardinal Ravasi cambia la citazione del Vangelo di Matteo: «Ero straniero e non mi avete accolto». Diventa un caso il post del sindaco di Livorno Filippo Nogarin, pubblicato su Facebook e poi rimosso, in cui annunciava l'apertura del porto a nave Aquarius: «Resta la mia posizione, non voglio creare problemi al governo».
 


C'è cibo solo per un giorno. «Aquarius ancora in attesa. Abbiamo bisogno di un porto sicuro! Le persone a bordo sono esauste. Ritardi aumentano rischi per i più vulnerabili come bambini e donne incinte. Abbiamo cibo per un giorno. Chiediamo agli Stati Europei di dare priorità alla vita delle persone. Umani», si legge in un twee ti Medici senza frontiere. Sulla nave ci sono anche 123 minorenni non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte. Ci sono poi 15 persone ustionate e parecchi migranti con sintomi di ipotermia. «Non è pensabile», dice il personale della Ong, che la nave possa continuare per giorni la sua peregrinazione per mare. Anche perché, la preoccupazione principale di tutte le organizzazioni umanitarie, è che in questo contenzioso tra stati a rimetterci siano i migranti. «Oltre 750 morti nel Mediterraneo nel 2018: il salvataggio di vite in mare deve restare una priorità assoluta di ogni governo», ammonisce l'Unhcr, mentre il «timore» di Msf è che «ancora una volta la politica degli stati europei sia posta al di sopra delle vite delle persone».
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Lunedì 11 Giugno 2018 - Ultimo aggiornamento: 17:34
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