Bimbi extracomunitari esclusi dalla mensa a Lodi. Salvini: «No ai furbetti»

Bimbi extracomunitari esclusi dalla mensa a Lodi. Salvini: «No ai furbetti»
Riesplode la polemica sui bambini extracomunitari che a Lodi non possono più accedere alla mensa scolastica e ad altri servizi se non dopo la presentazione di documenti forniti dagli Stati di provenienza dei loro genitori. Oggi il Carroccio ha fatto quadrato difendendo il sindaco leghista, Sara Casanova. «Non devono esserci furbetti: tutti devono pagare, tutti devono essere trattati alla stessa maniera», ha detto il vicepremier Matteo Salvini, leader della Lega. «Il fatto che qualcuno, certamente non i bambini ma i genitori, che potrebbe pagare ritiene di non doverlo fare, rappresenta un insulto a genitori italiani e stranieri, che invece - ha concluso Salvini - pagano quello che devono».

Agli antipodi la posizione del Pd. «Sta accadendo qualcosa di indegno e inaccettabile» hanno scritto in una nota i deputati del Partito democratico. «Come fa ad addormentarsi sereno un sindaco che caccia bambini da una mensa scolastica?» si è domandato il segretario dem Maurizio Martina, che poi si è rivolto direttamente al ministro dell'Istruzione Marco Bussetti: «Risponda subito alle interrogazioni urgenti del Pd e fermi questa vergogna». Chiamato in causa, il ministro ha auspicato una soluzione capace di conciliare le esigenze di tutti. «Sono certo - ha detto Bussetti - che si troveranno le giuste soluzioni che tengano insieme i diritti dei bambini e i doveri delle famiglie di rispettare le modalità di accesso ai servizi. Sono pronto a incontrare il sindaco, se necessario, per affrontare insieme a lei la questione. Sono sicuro che il primo cittadino di Lodi conosce bene la propria realtà».

Una posizione, quella del ministro, che ha finito per inasprire le accuse della sinistra. La leader della Cgil, Susanna Camusso, ha definito «scandalosa» la scelta del sindaco di Lodi, parlando di «bambini utilizzati come ostaggi». Ancora più duri alcuni amministratori comunali del Pd. «Siamo di fronte a un nuovo fascismo» ha tuonato Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali di Milano, mentre il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha parlato di «una nuova apartheid» che «vieta a 200 bambini, perché stranieri, di mangiare alla mensa scolastica e di usare lo scuolabus». E per il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, «in questo Paese qualcuno vuole ricordare l'80/o anniversario delle Leggi Razziali inventandosene di simili». Critiche all'amministrazione di Lodi sono arrivate infine anche da Forza Italia. «Escludere dalla mensa con un'ordinanza del sindaco bambini nati qui da famiglie straniere con i documenti in regola sembra la risposta sbagliata a un problema serio» ha affermato Mara Carfagna, vice presidente della Camera. Critiche e accuse, però, non hanno scalfito la posizione del Carroccio, con il deputato leghista Paolo Grimoldi che ha ribadito «stima e solidarietà totale» a Sara Casanova, la quale si è limitata ad affermare che «per me ha già parlato oggi il vicepremier Salvini».

«Il sindaco di Lodi bene ha fatto - secondo Grimoldi - a esigere il rispetto di una normativa vigente che semplicemente chiede di esibire un certificato, fornito dal loro Stato di provenienza, che attesti la mancanza di 'redditi o beni mobili e immobili registratì, per avere l'accesso a tariffe agevolate per i servizi scolastici». Certificato per ottenere il quale, secondo i genitori dei bimbi extracomunitari, sono però necessari tempi troppo lungi e troppi soldi per la traduzione in italiano, valida legalmente, da allegare.
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Sabato 13 Ottobre 2018 - Ultimo aggiornamento: 14-10-2018 17:45
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