Lidi, il governo: possibili proroghe al 2024, indennizzi per i concessionari

Martedì 24 Maggio 2022 di Roberta GRASSI
uno stabilimento balneare

Un contenzioso o difficoltà oggettive legate all'espletamento del bando: sono «a titolo esemplificativo» le ragioni per cui sono concesse deroghe, di massimo un anno, all'obbligo di mettere a gara le concessioni balneari dopo il 31 dicembre 2023, secondo la proposta del governo sul ddl concorrenza, elaborata dal viceministro al Mise Gilberto Pichetto, ora all'esame dei gruppi. Le gare, comunque, non potranno essere concluse dopo il 31 dicembre 2024. «L'autorità competente può differire il termine di scadenza delle concessioni in essere per il tempo strettamente necessario alla conclusione della procedura e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2024», e fino a quella data «l'occupazione dell'area demaniale da parte del concessionario uscente è comunque legittima».

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Gli indennizzi in capo ai nuovi concessionari

L'indennizzo per le aziende balneari che non ottengono il rinnovo della concessione si calcola «sulla base delle scritture contabili» o «di perizia giurata redatta da un professionista abilitato, che ne attesta la consistenza». Lo prevede la proposta del governo sul ddl concorrenza. L'indennizzo è «a carico del concessionario subentrante» per «la perdita dell'avviamento connesso ad attività commerciali o di interesse turistico, del valore residuo dei beni immobili oggetto di investimenti per l'esercizio dell'impresa». Esclusi dal calcolo i beni abusivi.

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L'accordo che non c'è (ancora)

Da qui si parte per la ricerca di un accordo che non è ancora stato trovato. La proposta ha suscitato reazioni di condivisione in alcune forze politiche. In mattinata c'è stata una riunione di maggioranza, a precedere la convocazione della Commissione Industria, commercio e turismo in cui saranno analizzati tutti gli emendamenti al ddl Concorrenza: Potrebbe non essere oggi la giornata risolutiva. 

Ultimo aggiornamento: 25 Maggio, 09:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA