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Sì all'Italicum, Boschi: buona legge, Mattarella la firmerà

Sì all'Italicum, Boschi: buona legge, Mattarella la firmerà
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Lunedì 4 Maggio 2015, 21:07 - Ultimo aggiornamento: 21:18
«Ovviamente rispetto il ruolo del Presidente della Repubblica: non tiro per la giacchetta Mattarella. Però, siccome è un costituzionalista sono convinta che la firmerà». A dirlo è il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi negli studi di Otto e mezzo poco dopo l'approvazione definitiva dell'Italicum.



«Abbiamo superato la maggioranza assoluta dei voti alla Camera e comunque la maggioranza del governo ha risposto, visto che il governo ha messo la fiducia, rischiando di andare a casa se non fosse andata bene», ha spiegato.





«Credo che il risultato più importante sia che il nostro paese aspettava una legge elettorale nuova, finalmente ce l'abbiamo. La classe politica riesce ad appropriarsi del proprio ruolo e c'è un governo che mantiene gli impegni». «In 10 anni sono stati molto bravi a trovare maggioranze ma non a cambiare legge elettorale. Non hanno mai trovato maggioranze per una nuova legge elettorale, noi sì».



(Leggi anche: Come funziona la nuova legge elettorale)




«La nostra legge elettorale è costituzionale e, a differenza del Porcellum, fuinziona», ha aggiunto. «Penso che non abbiamo solo dato una legge elettorale al Paese ma che abbiamo dato una buona legge elettorale al Paese. Funziona e non ha limiti che aveva il Procellum». «Il governo ha messo tutta la propria vita nelle mani del Parlamento. Ho fatto un brindisi veloce alla Camera con i collaboratori del ministero, con Migliore, con Giachetti che dopo mesi di digiuno, a suon di cappuccini, finalmente ha potuto brindare anche lui».



«Dissidenti? La vecchia guardia dei nostri iscritti è con noi. Probabilmente è la vecchia guardia in Parlamento ma non del nostro partito». «Non mi auguro che la minoranza se ne vada. Ricominceremo a lavorare insieme da domani anche alla riforma del Senato. Ma non c'è alcuno scambio». «Rispetto le opinioni diverse di miei compagni di partito. Ovviamente non è nel dna del partito pensare alle espulsioni e non inizieremo adesso. Questo cose attengono al M5S, alla Lega».



«Non andremo a votare domani perché abbiamo tante cose da fare, a cominciare dalle riforme costituzionali. Poi ci impegneremo per le altre riforme dalla scuola alla P.A. Comunque questa è una legge elettorale cha avrà efficacia dopo il 1 luglio del 2016», ha proseguito. «L'Italicum non è stato scritto per far vincere Renzi. Ci sono illustri commentatori che hanno opinioni differenti al riguardo. Vince chi è in grado di intercettare le aspettative dei cittadini e chi è in grado di dare risposte. Noi abbiamo fatto questa legge senza guardare ai sondaggi».



Poi il ministro ha toccato anche il tema scuola: sulla riforma «non c'è un
«prendere o lasciare. Se ci sono modifiche da fare, le faremo. Non c'è chiusura totale», ha detto. «Rispetto allo sciopero di domani, come ogni forma di riforma legittima dei sindacati, la rispetto ma non oso immaginare cosa avrebbero putto organizzare se, invece di mettere 3 miliardi, avessimo fatto tagli come tutti gli altri governi».
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