Covid, manuale per l’auto-isolamento: dal supermercato al cane ecco come vivere da reclusi

Martedì 17 Novembre 2020 di Francesco Malfetano
Covid, manuale per l’auto-isolamento: dal supermercato al cane, ecco come vivere da reclusi

Quasi 700 mila italiani oggi sono in isolamento domiciliare. Vale a dire che con buona probabilità tra i nostri familiari, amici, conoscenti, vicini e colleghi c'è almeno una persona costretta a restare chiusa in casa perché risultata positiva al tampone oppure in attesa di risultati. Persone che vivono difficoltà quotidiane, il più delle volte risolvibili con qualche attenzione o il supporto di qualcuno. Talvolta però, ad essere costrette tra quattro mura, sono persone fragili o senza una rete che le possa supportare in una situazione così inedita che non consente ad esempio di scendere in strada a gettare i rifiuti o anche ad accompagnare il proprio cane per un giretto e i suoi bisogni. Soggetti che quindi, capita anche si rivolgano al pronto soccorso chiedendo un ricovero in fondo non necessario dal punto di vista sanitario, ma più da quello sociale. Anche per loro, se la macchina funzionerà davvero a dovere, si apriranno le porte degli attesi Covid hospital. Intanto però, ci si può organizzare, non solo imparando a gestire il tutto rivolgendosi ad associazioni ed enti locali.

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SPAZI IN COMUNE
Innanzitutto per escludere la possibilità di contagiare gli altri componenti della famiglia - come chiariscono diversi vademecum realizzati in questi mesi - la persona malata deve evitare ogni contatto con altri e quindi dormire da sola, restare in una stanza dedicata da aerare frequentemente, limitare i movimenti nell'abitazione e, nel caso, usare la mascherina chirurgica mantenendo la distanza di almeno 1 metro.

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BAGNO
Quando disponibile la soluzione ideale sarebbe quella di utilizzare un bagno dedicato, se impossibile però, il bagno va aerato e igienizzato dopo ogni uso, utilizzando prodotti a base di cloro (candeggina) oppure con alcool al 70%. Una prassi questa, che sarebbe bene adottare più di una volta al giorno in caso di ambienti condivisi. Non solo, bisogna anche evitare l'utilizzo di oggetti in comune, come asciugamani o lenzuola (lavando tutto a 60-90 gradi per almeno 30 minuti ed evitando il contatto diretto con i tessuti), e pure piatti, bicchieri e posate. Impensabile infatti pranzare insieme: il soggetto positivo deve restare nella sua stanza.
SPESA E FARMACI
Nel caso in cui si viva da soli invece, le difficoltà maggiori risiedono nell'impossibilità di uscire per fare la spesa o acquistare farmaci. Qualora si avesse una rete di parenti o amici, o anche vicini, che possono dare una mano il problema non si pone. Così come non lo fa se si vive in città o in aree ben fornite: online ormai è possibile acquistare di tutto, dai farmaci da banco agli alimentari, sempre facendo attenzione ad evitare contatti con rider e fattorini. In caso di poca dimestichezza con la rete si può invece far riferimento a diverse associazioni ed enti territoriali. Ad esempio la Croce Rossa, fin da marzo scorso, è a disposizione di anziani soli e persone immuno-depresse per la consegna della spesa e dei farmaci a domicilio. Lo stesso fanno almeno altre 300 associazioni nel Lazio, dove la Regione ha attivato il servizio spesa facile gestito da volontari. Ma di attività di questo tipo, con protagoniste comitati di quartiere e onlus, la Penisola è letteralmente piena.

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RIFIUTI
Bisogna avere un'attenzione particolare anche ai rifiuti. Come chiarito dall'Iss già a marzo, in isolamento o in quarantena non si deve fare la differenziata e chiudere il sacchetto dei rifiuti all'interno di un altro, evitando di toccarlo direttamente (indossando dei guanti) e consegnandolo ai servizi a domicilio messi a disposizione dal Comune di residenza (lo fa anche l'Ama a Roma).
ANIMALI DOMESTICI
Per quanto riguarda gli amici a quattro zampe, qualora si viva insieme ad altre persone, bisogna evitare che l'isolato vi stia a contatto. Nel caso in cui invece, si viva da soli e si sia quindi impossibilitati ad uscire per una passeggiata, ci si può rivolgere a diverse associazioni. Tra queste Leidaa, l'associazione della deputata Michela Vittori a Brambilla che offre aiuto per la gestione degli animali domestici in situazioni così difficili.

 


 

Ultimo aggiornamento: 12:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA