Grecia, domani eurosummit. Merkel domani da Hollande. Berlino: addio compromessi

Angela Merkel
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Domenica 5 Luglio 2015, 16:38 - Ultimo aggiornamento: 6 Luglio, 13:40
Un summit straordinario dei Paesi della zona euro convocato per martedì pomeriggio, preceduto da un eurogruppo: questa la risposta dell'Ue alla vittoria del 'no' nel referendum voluto dal premier greco Alexis Tsipras.

A chiedere un vertice 'ad hoc' dell'area euro sulla Grecia sono stati la cancelliera Angela Merkel e il presidente francese Francoise Hollande nel corso di una telefonata avvenuta in vista dell'incontro che si svolgerà domani sera a Parigi. L'iniziativa è stata sollecitata anche dall'Italia. Il premier Matteo Renzi, a quanto si è appreso, avrebbe detto chiaro e tondo a Parigi e Berlino che non si può andare avanti con il 'format a duè, ma che serve il coinvolgimento di tutti i leader e delle istituzioni Ue.



Intanto crescono i timori e le prese di posizione su una possibile Grexit. Una prospettiva che, per JpMorgan ed anche per la banca Barclays, è ora «la più probabile». Merkel e Hollande hanno concordato sulla necessità di rispettare l'esito del referendum. Ma altri importanti esponenti della politica europea sono stati meno diplomatici.



E mentre l'Italia spinge per tornare al tavolo delle trattative al più presto possibile e lo stesso premier greco sottolinea che il 'no' non è una rottura con l'Ue, il vicecancelliere tedesco Sigmar Gabriel osserva invece che «Tsipras ha distrutto l'ultimo ponte verso un compromesso tra Europa e Grecia». Una posizione molto simile a quella della premier polacca, secondo la quale «se i dati verranno confermati, alla Grecia rimane soltanto una strada: l'uscita dall'eurozona. I greci, che io rispetto molto, sono vittime di una leadership politica populista». Ed anche dal solitamente cauto Belgio si avverte, attraverso il primo ministro e il ministro delle Finanze, che il risultato del referendum «è probabilmente un brutto colpo per l'avvenire dell'Europa» e che il concretizzarsi o meno dell'ipotesi di una Grexit dipenderà dalle proposta che Atene presenterà ai suoi partner.



Anche se il 'no' della Grecia rappresenta una sconfitta per le politiche di austerità imposte dall'Eurogruppo e per la posizione in favore del 'si assunta dalla Commissione Ue - che si è limitata a un laconico commento in cui prende atto e rispetta il risultato del voto - le due parti sono condannate a trattare, partendo dall'attuale condizione di separati in casa, o per salvare in qualche modo il matrimonio celebrato all'insegna dell'Euro oppure per avviarsi verso il divorzio, cioè la Grexit.



La strada maestra resta quindi quella del dialogo. Da Atene il portavoce del governo ha detto che la Grecia farà tutti gli sforzi possibili per arrivare a un accordo con i creditori anche entro 48 ore.
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