Salvini, ultimo appello: porte aperte ai grillini. Ma è allarme sondaggi

Se Mattarella volesse puntare su un governo di transizione per varare la legge di bilancio e poi portare il Paese alle urne non si metterà di traverso. Se dovesse ripartire ipotesi molto remota - l'alleanza giallo-verde ritornerebbe a trattare con Di Maio, a patto che non ci sia più Conte a palazzo Chigi. Insomma Matteo Salvini oggi alle consultazioni al Quirinale non indicherà al Capo dello Stato solo l'opzione delle elezioni anticipate. Il leader leghista rilancia l'appello: porte sempre aperte ai 5 Stelle.

I TENTATIVI
La Lega le sta provando tutte per far saltare la trattativa Pd-M5s. Il tentativo è quello di sganciare quei pentastellati che temono l'abbraccio della morte con Renzi. E a detta dei leghisti sono in tanti nel M5S che stanno chiamando per esprimere perplessità. «Questo inciucio la convinzione di Salvini andava avanti già da giugno». Ecco perché i lumbard avevano preso le contromisure. Raccontano che Giorgetti, tramite i suoi canali al Nazareno, avesse avuto rassicurazioni da Zingaretti sulle urne.

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Da qui la delusione di tutto lo stato maggiore spiazzato più dal segretario dem che dal capo politico M5s. Ma la tela della Lega per evitare un esecutivo rosso-giallo si gioca anche al di fuori dei confini. E' il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ad aver sondato l'ambasciata Usa. Salvini durante la riunione di gruppo della Lega alla Camera lo ha detto chiaramente: «Vedremo le reazioni di Washington. Saranno contenti a Pechino. I cellulari Huawei usciranno dai rubinetti. L'asse dell'Italia si sposterebbe tutto a sinistra». Il ministro dell'Interno ha riferito di aver avuto anche garanzie dal Capo dello Stato.
 


«Ci affidiamo alla saggezza di Mattarella, non può dare il via libera a un governicchio che non ha il consenso nel Paese». Per i leghisti un governo Pd-M5s avrebbe breve durata: «Li aspetto al varco, dovranno sempre confrontarsi con le urne». Ma la paura di finire all'opposizione - e magari di tornare nel mirino delle procure - è tanta. Gli ultimi sondaggi sul tavolo di Salvini registrano un calo del Carroccio. «Se durano quattro anni per noi sarà difficile...», l'ammissione di molti esponenti. Dietro l'angolo la prospettiva che i provvedimenti di matrice salviniana dalla sicurezza all'immigrazione possano venire smantellati.

«Al Viminale si preparano a cambiare rotta». Salvini fino all'ultimo giorno utile rimarrà nel suo ministero. Ieri altre riunioni per impedire che si avvii già una politica dei porti aperti. Per ora la strategia è quella di tenere i toni bassi. Salvini lancia però un avvertimento a Forza Italia se mai pensasse di sostenere un nuovo esecutivo: «Chi va al governo con il Pd, non va al governo con la Lega». Niente ricorso al popolo (anche se ieri ha portato i suoi deputati in piazza Montecitorio) fino a quando non sarà chiaro l'esito della trattativa. Mobilitare i militanti potrebbe facilitare il lavoro dei pontieri tra Pd e M5S. E irritare il Capo dello Stato che vede come fumo negli occhi iniziative popolari scomposte. L'immagine di ieri è quella di una Lega unita. «Matteo avrà anche fatto degli errori, ma sbaglia chi ci dà per morti», il coro unanime di deputati e senatori.
 
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Giovedì 22 Agosto 2019 - Ultimo aggiornamento: 23-08-2019 07:49