Governo, crisi in diretta. Matteo Renzi: «​No a mandato esplorativo a Conte». Pd: disponibili al Ter

Giovedì 28 Gennaio 2021
Governo, crisi in diretta. Matteo Renzi: « No a mandato esplorativo a Conte». Pd: disponibili al Ter

Crisi governo Continuano oggi le consultazioni del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la formazione del nuovo governo. Oggi Mattarella incontrerà il gruppo Per le autonomie (Svp-Patt, Uv) del Senato, i gruppi Misti del Senato e della Camera e il gruppo Europeisti-Maie-Cd. Poi Liberi e Uguali, Italia Viva e il Pd. Domani toccherà al centrodestra e al M5S. Intanto l'operazione Responsabili si fa sempre più complicata. 

19 - Nicola Zingaretti parla dopo le consultazioni con il presidente Mattarella

«Abbiamo manifestato al presidente Mattarella una grande preoccupazione per l'apertura della crisi di governo che continuiamo a considerare un atto irresponsabile in un momento di estrema difficoltà per il Paese», ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti. «Abbiamo indicato la disponibilità a sostenere un incarico al presidente Conte che anche nell'ultimo voto di fiducia si è rivelato punto di sintesi ed equilibrio avanzato»«Combattere la pandemia, continuare la campagna vaccinale, attivare il recovery fund, mettere in sicurezza e rilanciare scuola, università e sistema sanitario, varare una riforma per moderne politiche attive del lavoro e varare riforme che diano efficienza allo Stato a cominciare da una legge elettorale di stampo proporzionale».

18.10 - Matteo Renzi parla dopo le consultazioni con il presidente Mattarella

No a un incarico subito a Giuseppe Conte: si dia prima un mandato esplorativo a un'altra personalità per verificare se M5s e Pd vogliono ancora una maggioranza con Italia viva. È la posizione che avrebbe espresso Matteo Renzi al Quirinale nel corso delle consultazioni, aggiungendo che successivamente tutte le soluzioni sarebbero aperte senza preclusioni sui nomi. Conte ha chiamato Matteo Renzi, il quale gli ha spiegato di «non avere problemi personali ma enormi questioni politiche con lui». Lo dicono fonti di Italia Viva.​ «Noi non siamo ancora disponibili all'incarico a Conte. Prima di tutto c'è da chiarire politicamente se c'è la maggioranza. Nel caso non ci sia a noi va bene un governo del presidente». Lo ha detto Matteo Renzi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a quanto riferiscono fonti di Italia viva.

«Italia Viva ha espresso al presidente della Repubblica la preoccupazione non già per la crisi politica ma sanitaria, economica ed educativa del Paese dopo la pandemia. C'è chi pensa di far credere che la discussione sia tra caratteri, personalità, piccoli risentimenti, niente più lontano dal vero: non sta né in cielo né in terra. Da mesi chiediamo di discutere di contenuti, soprattutto di quelli su cui non siamo d'accordo», dice Matteo Renzi, leader di Italia Viva, al termine delle consultazioni al Quirinale. «La Caccia al singolo parlamentare è indecoroso, si è fatto credere che con un voto o due si affrontasse la crisi. Iv è esattamente l'opposto come dimostrano le nostre ministre che si sono dimesse». E poi. «Il Paese vive la più difficile situazione economica dal dopoguerra, siamo preoccupati dallo sblocco dei licenziamenti, dal rapporto tra popolazione e decessi per Covid tra i più alti al mondo e una difficoltà oggettiva nella gestione della scuola che per noi è la prima preoccupazione. Dobbiamo occuparci della nuova generazione. Abbiamo chiesto di parlarne con quella che era la maggioranza fino a poche settimane fa e abbiamo chiesto risposte all'altezza e non le abbiamo ricevute: alla luce di questo abbiamo chiesto con atto di grande coraggio e nobiltà di lasciare le poltrone». 

E ancora. «Andare ad elezioni sarebbe un errore per l'Italia, rischiamo di perdere l'appuntamento con il recovery. Occorre un governo presto e abbiamo dato disponibilità al presidente per individuare le soluzioni più opportune, preferiamo un governo politico che istituzionale ma siamo disponibili anche a un governo istituzionale». «Abbiamo sentito 'mai più con Iv', 'non più con Iv', poi 'Iv è irresponsabile e inaffidabile'. Noi pensiamo sia inaffidabile chi non vuole affrontare adesso la questione dei prossimi anni. Non siamo né inaffidabili né irresponsabili ma molto chiari e diretti: abbiamo sentito parole su di noi al limite dell'insulto. Vogliamo sapere dalle altre forze se ritengono Iv parte o non parte della maggioranza», dice Renzi, leader di Italia viva, al termine delle consultazioni al Quirinale. «Rimettiamo la valutazione a chi in queste settimane ha messo veti su noi». E poi. «La caccia al singolo parlamentare fino a oggi non ha prodotto un'altra maggioranza. Chiediamo di fare presto. Siamo pronti a impegnarci se è una maggioranza e se politica, no se raccogliticcia e se populista. Attendiamo di capire nelle prossime ore se la valutazione è voler coinvolgere Iv e nel caso discutere delle idee». Infine. «Abbiamo subito 15 giorni di fango perché siamo stati gli unici a porre problemi di merito. Noi non ci siamo prestati alla guerra del fango. Il punto fondamentale per noi oggi è dire che siamo pronti ad appoggiare un governo istituzionale o politico, con larga preferenza per quest'ultimo, ma questa proposta politica necessita il passaggio ulteriore di capire se vogliono stare o no con noi. Devono confrontarsi con noi, non con gli hashtag. Poi discuteremo delle persone. Io non vedo altra maggioranza politica che non contempli Italia viva».

17.03 - Italia Viva a colloquio con Mattarella

La delegazione di Italia Viva è a colloquio al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La delegazione è composta, oltre che dai capigruppo di Senato e Camera Davide Faraone e Maria Elena Boschi, anche da Matteo Renzi e da Teresa Bellanova.

 

 

17.02 - Leu: continuare con Conte

«Abbiamo comunicato al presidente Mattarella la nostra disponibilità a proseguire la esperienza di governo con il presidente Conte, fondata sull'alleanza tra M5S, Pd,e Leu come nel 2018 e che possa allargarsi a chi crede nei valori costituzionali ed in una Ue solidale». Lo ha detto Federico Fornaro di Leu al termine dell'incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «In questa fase Conte è il punto più alto di equilibrio all'interno della maggioranza. In questa fase pensiamo possa allargare la base parlamentare», ha osservato Fornaro. «Questa crisi gli italiani non la hanno capita e continuano a non capirla, non aiuta il Paese in una fase così difficile, aperta da chi un giorno nega di averla voluta e poi spiega perchè è stato giusto averlo fatto. Sono fortemente convinto che l'Italia abbia bisogno di responsabiità istituzionale e coesione sociale, di un governo unito e affiatato in grado di affrontare le grandi sfide che abbiamo davanti a cominciare dal piano pandemico fino alla ripresa economica e al Recovery fund».

Ore 16.40 - Si riunisce «fronda» deputati M5S: senza Conte no a fiducia

Riunione, in gran parte in videocall, di un gruppo deputati M5S questa mattina. Alla riunione, riferisce una fonte parlamentare presente all'incontro, ha partecipato un numero di deputati superiore alla ventina e «proveniente trasversalmente da tutta la penisola». E al tavolo è stato sottolineato un concetto: «senza Conte non sarà votata la fiducia a un altro premier». Nella riunione, che ripercorre un po' quella di ieri sera al Senato, secondo la stessa fonte è stato comunque «tenuto presente» che il gruppo è compatto su Conte ma è stata anche rimarcata la necessità di aprire al rientro in maggioranza di Italia Viva.

Ore 15.15 - Salvini: confidiamo in Mattarella

«Dico solo che confidiamo nel presidente Mattarella, che penso non tolleri ancora a lungo questa caccia ai viandanti, stanno cercando dei profughi, non dei responsabili». Lo dice Matteo Salvini, fuori dal Senato. «L'Italia non merita questo - spiega - o c'è un governo che ha i numeri per governare, o la parola, in democrazia, spetta agli italiani, al voto».

Ore 13.30 - Causin (Europeisti), «Partito Conte? Non lo escludo». 

«Il gruppo nasce anche perché il premier Conte è un elemento di attrazione proprio per il rapporto che ha avuto con l'Europa e per il percorso che ha fatto in questo anno e mezzo». Lo ha detto Andrea Causin senatore ex Fi e vicepresidente del neonato gruppo Eu-MAIE-CD, in un'intervista a InBlu2000, la radio nazionale DAB della Conferenza episcopale italiana. «Da qui a dire - ha spiegato Causin - che si farà un partito ci sono due anni e mezzo e non è la priorità adesso. Però non escludiamo che da questa iniziativa, che parte in modo tecnico a livello parlamentare, poi possa discendere un'iniziativa politica». «Questo gruppo - ha proseguito Causin - mi auguro nel corso della legislatura possa crescere e poi diventare l'embrione di una politica legata alla figura del presidente Conte in uno scenario proporzionale che possa mettere insieme tante persone che si ritrovano nella convinzione che l'Europa sia un pilastro fondamentale per la crescita del nostro Paese».

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Ore 13.14 - Rettore di Firenze: «Rientro di Giuseppe Conte all'università sarebbe automatico»

«Se Giuseppe Conte resterà a servire il Paese penso che possa fare bene e mi auguro che continui a farlo, ma se non ci fossero le condizioni e questo non dovesse accadere, noi lo accogliamo ben volentieri a fare il suo lavoro», e un suo rientro in cattedra sarebbe automatico. A dirlo è il rettore dell'Università di Firenze, Luigi Dei, riguardo a Giuseppe Conte, professore ordinario di diritto privato all'Ateneo fiorentino fino alla nomina come presidente del Consiglio dei Ministri. L'Università di Firenze spiega di non aver avuto alcun contatto con Conte o suoi collaboratori circa un eventuale ritorno in Ateneo, anche perché sarebbe un processo automatico. «Per questo tipo di incarico - dice il rettore Dei - l'aspettativa è automatica, è stato un obbligo dell'Università metterlo in aspettativa, ed è un obbligo riammetterlo in ruolo al termine dell'incarico. Conte non ha chiesto all'Università di Firenze l'aspettativa, l'abbiamo data noi in automatico quando la segretaria della Presidenza del Consiglio dei ministri ci ha informato della sua nomina. E così, automaticamente, rientrerà in ruolo quando ci comunicheranno che ha cessato la sua carica, presumo quando qualcun altro giurerà come presidente del Consiglio». Se tramontasse l'ipotesi Conte-ter dunque l'ex premier potrebbe tornare in cattedra già dal 22 febbraio, quando avrà inizio il secondo semestre. «Se i suoi corsi sono calendarizzati per il secondo semestre - precisa Dei -, potrebbe tornare subito in classe, se invece fossero già stati fatti dai suoi sostituiti Conte tornerebbe a fare l'attività di professore, ricevendo studenti, facendo esami e ricerca, in attesa di tornare in cattedra a settembre-ottobre».

Ore 13.04 - Bonaccini: «Mi auguro che Renzi sostenga il Conte ter». 

«Mi auguro che sostenga il Governo Conte ter». Così il presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, a 'L'Aria che tira su La7, a proposito di Matteo Renzi. «Il problema non è la fiducia individuale» verso Renzi, «il problema è che lui metta a disposizione i numeri parlamentari per un Governo che possa essere stabile e non risenta di quello che è accaduto, sul quale Renzi ha una responsabilità - sottolinea Bonaccini - L'ho già detto, ha sbagliato. Se davanti ad argomenti anche giusti ci mettiamo altro e personalizziamo, rischiamo che poi non si discuta nemmeno di argomenti giusti». 

Ore 12.15 - Marcucci: «Serve maggioranza forte, spero con Iv». 

«È chiaro che noi abbiamo fatto un percorso e una valutazione complessiva su questa esperienza di governo e il nostro giudizio è sostanzialmente positivo. E visto quello che dobbiamo fare i prossimi mesi, vediamo Conte come premier con un rafforzamento della maggioranza, dei punti chiari e progetti ben definiti». Lo afferma ai microfoni di Rai Radio 1 il capogruppo del Pd al Senato Andrea Marcucci. «Ci vuole una maggioranza ampia e forte e mi auguro che questo confronto avvenga anche con Italia Viva»

Ore 12.05 - Tabacci: «Necessario un reincarico a Conte, poi governo ancora più autorevole». 

«Un reincarico a Conte in un contesto difficile come questo ci sembra necessario, è l'unico punto di equilibrio possibile in questa legislatura. Poi bisognerà lavorare ad un governo ancora più autorevole di quello attuale in grado di fare breccia sulle incertezze in ambito parlamentare». Lo ha detto Bruno Tabacci, di Centro democratico, al termine delle consultazioni.

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Ore 12.03 Taverna: «Senza convergenza su Conte si va al voto». «Voglio essere molto chiara: se su questo non vi sarà convergenza, non resterà che rimettersi anticipatamente al voto popolare«. Lo scrive su Facebook la vice presidente del Senato, la cinquestelle Paola Taverna.

 

Ore 11.48 Renzi: «Ora seguire il Colle». «Dopo settimane in cui si sono tentate improbabili soluzioni personali è finalmente venuto il tempo di seguire la Costituzione, di affidarsi al Capo dello Stato e di parlare con il linguaggio della verità davanti al Paese. La verità, non le veline. La politica, non il populismo». Così Matteo Renzi nell'enews alla vigilia delle consultazioni. «A tutti quelli che chiedono: 'Ma proprio adesso dovevate aprire la crisi?', ho risposto ieri in questo video in cui provo a spiegare che stiamo andando a sbattere su economia, vaccini e scuola, ecco perché è questo il momento di cambiare. Sono sette minuti, lo so, lunghissimo per i tempi di oggi. Ma vi chiedo di farlo girare. Siamo totalmente esclusi dalla comunicazione di alcune testate, possiamo contare solo sul Tam tam».

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Ore 11.45 Bonino: «Sì a maggioranza Ursula, no a nuovo esecutivo guidato da Conte».  «Abbiamo manifestato al presidente Mattarella con chiarezza che non siamo disponibili a nessun tipo di continuità ma siamo disponibili a discutere di contenuti con un nuovo eventuale presidente incaricato con un autorevole profilo europeista e riformatore con una maggioranza più ampia e pari a quella che nella Commissione Ue sostiene Ursula Von Der Leyen». Lo ha detto Emma Bonino di +Eu al termine dell'incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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Ore 11.41 Toti: «Il presidente del consiglio sta mettendo in piedi una riedizione del Conte bis».«Ciò che sta mettendo in piedi il presidente del Consiglio è una riedizione del Conte bis, nel perimetro della stessa maggioranza, sostanzialmente con il medesimo programma, senza un'autocritica». Lo afferma il presidente della Regione Liguria e leader di Cambiamo! Giovanni Toti stamani a SkyTg24. «Francamente è molto lontano da un Governo di salute pubblica o di larghe intese, è un Governo di centrosinistra con i grillini, con il medesimo presidente del Consiglio, vedremo con quali ministri, dopo una crisi in un momento poco opportuno per il Paese e molto lontano da quanto avevamo chiesto generosamente alla politica, cioè un Governo di tutti», commenta.

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Ore 11.24 De Petris: «Andare avanti con Conte»«Abbiamo con molta chiarezza dato la nostra indicazione nel senso del presidente Conte: riteniamo indispensabile e necessario costruire intorno a lui e rinforzare la maggioranza e certamente allargarla su temi molto chiari e per portare a compimento il recovery fund. È necessario per il Paese che Conte possa continuare in Ue il lavoro importante che è stato fatto ed ha prodotto cambiamenti». Lo ha detto Loredana De Petris del Gruppo Misto al Senato al termine dell'incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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Ore 11.14 Faraone: Italia viva è disponibile, senza veti. «Sembrano gli ultimi giorni del calcio mercato d'autunno e in Parlamento stiamo assistendo allo stesso identico film con l'aggiunta del leasing oltre che degli acquisti pur di fare un gruppo». Lo ha detto Davide Faraone a Mattino 5. «Noi abbiamo posto sin dall'inizio temi programmatici e politici, mentre altri hanno preferito la scorciatoia della caccia al senatore. Non abbiamo mai cambiato la nostra posizione e gli italiani stanno vedendo la coerenza di IV -ha aggiunto il presidente dei senatori di Iv-. Oggi deve esserci un forte segnale di discontinuità. Siamo disponibili al confronto, non poniamo veti a nomi perché non è questo che ci interessa, altri semmai 'fanno dei giri immensi e poi ritornanò».

Ore 11.08 Udienza Gip a Palazzo Chigi sul caso della nave Gregoretti. Intanto, mentre si svolgono le consultazioni è cominciata a Palazzo Chigi la deposizione del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, come testimone, nell'ambito dell'udienza preliminare del procedimento Gregoretti per la richiesta di rinvio a giudizio di Matteo Salvini. L'ex ministro dell'Interno, presente nella sala assieme al suo legale, l'avvocato Giulia Bongiorno, è imputato per sequestro di persona per il ritardo dello sbarco di 131 migranti nel luglio del 2019. L'udienza è presieduta dal presidente dei Gip di Catania, Nunzio Sarpietro. 

 

Ore 10:43 Gruppo Autonomie Senato, ok a Conte ter. «Abbiamo una preferenza per un eventuale Conte Ter. Abbiamo avuto una buona esperienza con Conte che ci ha sempre dato una mano. Pensiamo sia un punto di equilibrio tra tutti i partiti che formano questo governo e senza di lui è difficile avere una stabilità». Lo ha detto Julia Unterberger del Gruppo «Per le Autonomie» al Senato al termine dell'incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Ore 10.35 Zingaretti: non un governo a ogni costo. «Non abbiamo nessuna intenzione di chiuderci nelle nostre stanze a cercare un governo a qualunque costo. Non è questa la nostra storia e non è questo che serve alla nazione. Prendiamoci cura dell'Italia e credo che la cura giusta sia un governo di legislatura, europeista, repubblicano, che rilanci lo sviluppo, socialmente giusto e attento agli ultimi». Così il segretario Pd Nicola Zingaretti su fb. «Un governo attento alla salute e al futuro degli italiani. Questa crisi non l'abbiamo voluta noi. Ne avremmo fatto volentieri a meno. Ripeto. L'Italia può e deve guarire».

Ore 10.33 Rotondi: oggi presento una proposta di legge elettorale proporzionale. «Io oggi presento una proposta di legge elettorale in senso proporzionale capace di ricomporre le culture politiche e superando la contraddizione della seconda politica che ha separato i contenuti dai contenitori». Lo dice Gianfranco Rotondi (Dc), aggiungendo a Rainews 24 che «in queste ore sta fallendo la seconda Repubblica, non la prima».

Ore 9.51 Vitali ci ripensa. Il senatore di Forza Italia Luigi Vitali, che ieri sera aveva annunciato di lasciare FI per andare a sostenere un governo guidato da Conte, ci ripensa e questa mattina in una nota fa sapere: «Ribadisco dunque nessun appoggio politico al Conte Ter». Il senatore resta iscritto al gruppo di Forza Italia.

«Il mio Ripensamento è dovuto ad un colloquio che ho avuto con il presidente Berlusconi e con il segretario Salvini i quali, sapendo che io ho messo al centro l'inopportunità di andare al voto, mi hanno chiesto se avevo letto le loro dichiarazioni. Berlusconi mi ha detto: "Ma non hai visto che io ho aperto alle larghe intese? Io ho a cura i problemi del Paese". Salvini invece mi ha detto che è disposto a parlare con chiunque delle riforme a partire da quella della giustizia e del fisco. Insomma in questa fase non si può andare a votare». Luigi Vitali, senatore di Forza Italia che ieri aveva deciso di lasciare il gruppo per andare a sostenere Conte spiega così, raggiunto telefonicamente, il motivo del suo dietrofront.

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Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio, 01:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA