Elezioni regionali, Toscana e Puglia i match a cui è appeso il governo: «Se perdiamo cade tutto»

Martedì 15 Settembre 2020 di Mario Ajello
Elezioni regionali, Toscana e Puglia i match a cui è appeso il governo: «Se perdiamo cade tutto»

ROMA Le ultime dichiarazioni di Nicola Zingaretti e di Matteo Salvini vanno lette al contrario. Assicura il segretario del Pd: «Il voto di domenica prossima non segna il destino di un partito». Cioè del suo. E il capo leghista, che accomuna i due match principali: «Il voto dei toscani è per i toscani, quello dei pugliesi è per i pugliesi. Non userò le elezioni regionali per altri motivi». Non è vera né l'una né l'altra affermazione. Il chi vince e chi perde le due partite clou del torneo del 20 e 21 settembre è fondamentale sia per i destini politici nazionali di Zingaretti e del Pd (e ancora di più per quelli del governo) sia per la leadership del centrodestra. Ovvero: con un 3 a 3 (centrosinistra che oltre alla Campania salva anche la Toscana e a sorpresa vince in Puglia) si blinda la segreteria di Zingaretti e si festeggia a Palazzo Chigi il terremoto mancato. Con l'unica incognita delle turbolenze M5S quando si vedrà ridotto, queste le previsioni, al 10 per cento.

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E Salvini? Non solo è prontissimo - e lo è anche la Meloni che dice: «Dalle Regionali verrà l'ennesimo segnale che la maggioranza giallorossa è lontana dalla gente. E Mattarella non potrà ignorarlo» - a giocarsi in chiave anti-Conte un eventuale 4 a 2 per il centrodestra (con la Puglia strappata a Emiliano) e proprio per avere più voti in regioni di sinistra dice che il voto non va politicizzato. Nel caso la sua candidata leghista Ceccardi dovesse vincere in Toscana il capo lumbard andrà all'assalto di Palazzo Chigi e allo stesso tempo salverà la sua leadership nel centrodestra. Che è insediatissima dalla Meloni e gli verrà strappata - con ovvie ricadute interne al Carroccio - nel caso Giorgia trionfi oltre che nelle Marche anche in Puglia con i candidati di FdI e lui resti al palo in Toscana. Puglia come l'Ohio e Toscana come la Florida in questa election day? Gli occhi vanno puntati tutti lì.

VENTRE A TERRA
E negli occhi dei dem (ma anche in quelli del toscano Renzi: «La partita mi sembra assai dura», dice ai suoi e se crolla il voto tradizionale di centrosinistra Firenze trionfa Salvini) si vede la grande paura. Al Nazareno massima preoccupazione: «Se perdiamo, viene giù tutto». Tra maggiorenti e peones dem in Parlamento il refrain è questo: «Zingaretti è un tipo fortunato, ma stavolta rischiamo che la Lega ci mandi a casa e a casa ci finisce prima di noi tutti Nicola». Anche qualche ministro è in allarme. Pure dal territorio arrivano voci da sconfitta: «Non facciamo che preoccuparci dei diritti civili e di quelli degli immigrati, ecco perché rischiamo la scoppola». Quindi? Zingaretti a inviato per il rush finale in Toscana - dove il candidato governatore, Giani, non spacca - il suo braccio destro operativo, Nicola Oddati. E fino al week end ci sarà la gran sfilata delle star: Sassoli, Cuperlo, Orlando, Bonaccini, Delrio, Gualtieri. E Zingaretti il 17 settembre. Fino a domenica mobilitazione straordinaria del Pd con l'occupazione di 500 piazze, mercati e giardini.

La Ceccardi nei report viene data in forte recupero. E quanto a pronostici, quelli pugliesi parlano di una risalita di Emiliano contro Fitto. Testa a testa decisivo. Ed entrambi a caccia del voto ex M5S: i grillini avevano il 40 per cento alle ultime Politiche in Puglia, se ne terranno il 15 sarà un miracolo. Il resto è in palio. Ma Emiliano è svantaggiato a causa delle responsabilità avute in questi 5 anni: il disastro dell'Ilva, la lotta contro il Tap, il caos della Xylella, l'economia che non va, gli errori sulla pandemia e tutto il resto. Il centrodestra non può perdere la Puglia. Ma il colpaccio è targato Toscana: quindi tutti insieme appassionatamente, Meloni-Salvini-Tajani, nella centralissima a Piazza della Repubblica, a Firenze, per chiudere la campagna elettorale venerdì. La morale della storia è che se Toscana e Puglia passano a destra, oltre al Nazareno su cui volteggia Bonaccini renzeggiando, rischia di franare Palazzo Chigi. Dove Conte dissimula come Zingaretti e come Salvini - «Sono solo elezioni regionali» e come loro due sa benissimo che in politica la bugia è regina.

 

Ultimo aggiornamento: 16 Settembre, 08:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA