Draghi, cosa ha detto: discorso politico con la bussola del governo breve (e 2 stoccate a Salvini)

Mercoledì 17 Febbraio 2021 di Alberto Gentili
Draghi, cosa ha detto: discorso politico con la bussola del governo breve (e 2 stoccate a Salvini)

Mario Draghi, in Senato, ha fatto un discorso politico. Da politico. Ha fissato nella lotta alla pandemia la «trincea» comune di tutti i partiti che lo sostengono. Ha cercato di lenire le ferite di 5Stelle, Pd e Leu, costretti a governare con Matteo Salvini e Silvio Berlusconi dopo la caduta di Giuseppe Conte. E l’ha fatto con una sorta di discorso motivazionale: «Questo non è il fallimento della politica come ha detto qualcuno. Nessuno fa un passo indietro rispetto alla propria identità, ma compie un passo avanti per rispondere alle necessità dei cittadini». Per poi lanciare un monito senza possibilità di appello: «Oggi l’unità non è un’opzione, è un dovere». Parole che aveva scandito sabato aprendo il primo Consiglio dei ministri.

I ministri di Draghi seduti ai banchi di Governo in Aula al Senato

Draghi, cosa accadrà ora

In più l’ex capo della Bce ha fatto capire di non avere l’ambizione di restare a lungo a palazzo Chigi. Anzi: «La durata di questo governo? Conta la qualità delle decisioni, il coraggio delle visioni, non contano i giorni». Tanto più che tra 11 mesi, a gennaio del prossimo anno, verrà eletto il nuovo capo dello Stato. E proprio Draghi è uno dei candidati più accreditati a succedere a Sergio Mattarella.

 

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Draghi, le due stoccate a Salvini

C’è però stato, nel discorso del nuovo premier, un “destinatario privilegiato” delle sue parole: Matteo Salvini. Il leader della Lega ieri aveva detto che «di irreversibile c’è solo la morte», parlando della scelta della moneta unica. Ebbene, in Senato Draghi gli ha di fatto risposto e l’ha ammonito: «Sostenere questo governo significa condividere l’irreversibilità della scelta dell’euro». Di più: Draghi ha parlato di «cessione di sovranità» all’Unione europea con bilancio e fiscalità condivisa. L’opposto del sovranismo fino a qualche giorno fa cavalcato da Salvini. C’è poi stato un ulteriore passaggio che ha fatto venire l’orticaria al leader della Lega. Ed è stato quello in cui Draghi ha parlato di «progressività del prelievo fiscale». Un no granitico alla flat tax, alla tasse piatta amata da Salvini.

Il leader della Lega, c’è da giurarci, però non si tirerà indietro. Il corpaccione del Carroccio, i ceti produttivi che lo sostengono, vogliono partecipare alla costruzione del piano per utilizzare i 209 miliardi del Recovery Fund. Per incidere nellle scelte. Per non restare ai margini. E questo Salvini lo sa. Da qui i numerosi bocconi amari che ha ingoiato e dovrà ingoiare.

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Ultimo aggiornamento: 18 Febbraio, 21:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA