Natale, nuovo dpcm: spostamenti tra regioni vietati. Coprifuoco alle 21 dal 23 dicembre al 10/1

Mercoledì 25 Novembre 2020 di Alberto Gentili
Natale, nuovo dpcm: spostamenti tra regioni vietati. Coprifuoco alle 21 dal 23 dicembre al 10/1

Nulla è ancora deciso, nero su bianco. Tanto più che il vertice tra Giuseppe Conte e i capidelegazione della maggioranza previsto per ieri sera è slittato a oggi. Ma il tempo stringe: va scritto il nuovo Dpcm del 4 dicembre e fino ad allora sarà un rosario di riunioni. Il governo ha messo già a fuoco l’imperativo ora che i contagi calano in modo significativo: «Evitare la terza ondata». Dunque, come dice un ministro, «vietato sbagliare il Natale, facendo il bis di Ferragosto e ritrovarsi a gennaio con le terapie intensive e le aree mediche di nuovo al collasso. Con una nuova scia di morti». Perciò l’orientamento che sta emergendo - e che verrà ribadito nella riunione di oggi tra Conte, Roberto Speranza (Salute, Leu), Dario Franceschini (Cultura, Pd), Alfonso Bonafede (Giustizia, M5S), Teresa Bellanova (Agricoltura, Iv) - è quello di un «Natale blindato».
Le regole verranno dettagliate anche in ragione del report settimanale di domani che confermerà la frenata dell’epidemia (Rt probabilmente sotto l’1). E’ però già certo che il nuovo Dpcm (che verrà illustrato, insieme al piano-vaccini, da Speranza in Senato mercoledì prossimo) conterrà «misure ad hoc per Natale per garantire la massima cautela».

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Il giro di vite

Ciò significa che verrà introdotto un giro di vite su scala nazionale per il periodo dal 23 al 10 gennaio, quando tutte le Regioni saranno in fascia gialla (dunque con restrizioni su base regionale mitigate). Questo in base all’assunto che per evitare «una nuova impennata dei contagi», bisogna vietare «la tipica socialità del Natale, fatta di cenoni, tombolate, feste tra più nuclei familiari», visto «che l’80% dei contagi avviene in famiglia e bisogna tutelare le persone più fragili, gli anziani». Nel vertice di oggi verrà stabilito con quali regole tradurre queste «precauzioni». Speranza, sostenuto da Franceschini con la benedizione di Conte, nelle ultime ore ha proposto di limitare gli incontri in famiglia agli «affetti più stretti». Vale a dire: solo conviventi, o se i dati dell’epidemia lo consentiranno, genitori e figli, fratelli e sorelle. Con una raccomandazione (non un divieto): non più di 6-10 persone (non conteggiati i bambini) sedute allo stesso tavolo. «Non si può entrare nelle case delle persone, speriamo nel buonsenso», dice da tempo Conte.

 

 

 

 

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Il tema del coprifuoco

Per raggiungere questo obiettivo, si sta valutando di ampliare dal 23 dicembre al 10 gennaio il coprifuoco. Non più dalle 22, ma dalle 21 per impedire i cenoni allargati e le feste di Capodanno. E si sta discutendo su una deroga per la Messa della Vigilia, ma Speranza si è già dichiarato contrario. Si vedrà, la partita non è chiusa. 
Un’altra mossa con ogni probabilità sarà la chiusura dei confini regionali (c’è chi spinge per quelli Comunali) per evitare «le migrazioni natalizie» da Nord a Sud, considerate dai tecnici «pericolosissime per la diffusione del virus». E per impedire il ricongiungimento tra più nuclei familiari. Con una probabile deroga: forse sarà possibile raggiungere i genitori anziani che vivono soli. «Ma con la massima cautela». Traduzione: solo un figlio («non tutti, altrimenti si torna ai cenoni») potrà ottenere la deroga. «Vigilare però sarà molto difficile, ci dovremo affidare al senso di responsabilità», osserva la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa.

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Diplomazia e misure

Conte, in asse con Angela Merkel, Emmanuel Macron e lo spagnolo Pedro Sanchez incontrato ieri a Palma di Maiorca, sta intanto continuando l’offensiva diplomatica per ottenere la chiusura degli impianti da sci anche in Austria e un «coordinamento europeo per i vaccini e le misure per il Natale» («da Bruxelles possono arrivare raccomandazioni, non regole», dice una fonte diplomatica). E insieme ai tre leader europei sta lavorando a un documento comune.
Il premier italiano però già fa sapere di essere determinato a evitare «i trasferimenti transfrontalieri». E dunque a imporre «controlli sanitari al rientro in Italia». Nel governo si parla di «due settimane di quarantena obbligatoria». Una misura che, a giudizio del governo, servirà anche come «deterrente per scongiurare vacanze e pendolarismo sciistico Oltreconfine».


Dal vertice di oggi uscirà confermata inoltre l’impostazione, anticipata nei giorni scorsi da Conte e Speranza, di allargare le maglie dello shopping. Dal 4 dicembre i negozi (in zona gialla) potranno restare aperti fino alle 22, in modo da ridurre il rischio delle classiche resse natalizie. Prevista anche la raccomandazione di dedicare le prime due ore di apertura alle persone più anziane, in modo da ridurre il rischio-contagio. Confermato poi il contingentamento agli ingressi dei locali e il divieto assoluto di assembramenti nelle strade e nelle piazze dello shopping. Verrà ribadita poi la chiusura di bar e ristoranti alle 18: «Sono già pronti i ristori, inutile accrescere i rischi», dice una fonte che segue il dossier. E forse verrà introdotto lo stop ai fuochi artificiali, accompagnato dal divieto rigoroso di feste in piazze e di feste private.
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Ultimo aggiornamento: 27 Novembre, 14:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA