Decreto sostegni, ristori a imprese e partite Iva entro la fine di aprile

Decreto sostegni, ristori a imprese e partite Iva entro la fine di aprile
Decreto sostegni, ristori a imprese e partite Iva entro la fine di aprile
di Andrea Bassi e Marco Conti
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Giovedì 18 Marzo 2021, 08:57

A tre mesi dalla nuova ondata di zone rosse arriva un nuovo decreto di “sostegni”. Non di “ristori” perchè nel frattempo il governo è cambiato e il nuovo ministro dell’Economia si è dovuto cimentare con il «debito buono» e con una maggioranza tanto larga quanto tendenzialmente litigiosa. E’ il quinto decreto dell’era pandemica, il primo del governo Draghi - che illustrerà con tanto di conferenza stampa - mentre si prepara già un nuovo scostamento di bilancio e un altro decreto probabilmente di eguale importo.

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LE CRITICITÀ
Lo scontro sulle cartelle da rottamare non sembra del tutto rientrato nel corso del vertice di ieri pomeriggio dove Draghi ha messo intorno ad un tavolo Andrea Orlando per il Pd, Stefano Patuanelli per il M5S, Renato Brunetta per FI, Giancarlo Giorgetti per la Lega, Elena Bonetti per Iv e Roberto Speranza per Leu. Occorrerò quindi attendere, prima del consiglio dei ministri di domani, nuovi incontri che lo stesso presidente del Consiglio avrà questa mattina con i capigruppo di maggioranza e probabilmente di nuovo con i ministri. Spinti dalla pressione dei tre sindacati, una parte del Pd e di Leu considerano la rottamazione fiscale un condono che per ora sembra previsto per cartelle sotto i 5 mila euro e sino al 2015. La Lega però preme, vorrebbe portare il tetto a 10 mila euro e per spuntarla ha ammorbidito i toni sul cashback («uno spreco») - che resta e sarà dotato di un altro miliardo - in modo da avere dalla sua, sulla rottamazione, proprio il M5S che con il viceministro Laura Castelli si è battuto anche sul fronte degli indennizzi alle imprese e alle partite iva.

La macchina degli indennizzi per le imprese e le Partite Iva è quasi pronta. L’intenzione è di fare in modo, come ha chiarito il sottosegretario all’Economia Claudio Durigon, che i ristori arrivino sui conti correnti delle imprese e delle Partite Iva entro la fine di aprile. I primi aiuti dovrebbero essere comunque accreditati già subito dopo Pasqua. Non appena il decreto sui sostegni sarà pubblicato in Gazzetta, l’Agenzia delle Entrate, grazie a un applicativo sviluppato dalla Sogei, metterà a disposizione una piattaforma per presentare le richieste di indennizzo. I requisiti saranno autocertificati dagli stessi richiedenti, i controlli saranno fatti a posteriori sulle domande per non rallentare il flusso dei pagamenti. Il meccanismo è delineato. Scompaiono i codici Ateco.

Tutte le imprese e le partite Iva, compresi 800 mila professionisti iscritti agli ordini come avvocati, commercialisti, architetti, ingegneri, che nel 2019 hanno registrato un fatturato fino a 10 milioni di euro e nel 2020 hanno subito perdite superiori al 33%, potranno accedere all’aiuto. Ad essere “ristorata” non sarà tutta la perdita dell’anno, ma solo quella relativa a due mensilità. O meglio, solo una parte, visto che l’indennizzo non potrà andare, a seconda del fatturato, oltre il 30% della perdita denunciata. Significa che rispetto a decine di migliaia di euro di perdite, i ristori potrebbero essere di poche migliaia di euro. Ma non sarà l’unico intervento. Il governo si prepara a un nuovo scostamento di bilancio tra i 20 e i 30 miliardi di euro da effettuare all’inizio di aprile, in contemporanea con l’approvazione del nuovo documento di Economia e finanza. L’intenzione, secondo quanto trapela, è di destinare l’intera somma alle imprese e al rilancio del sistema produttivo. Su come utilizzare i soldi di deficit che saranno presto liberati, tuttavia, è già in atto uno scontro tra le varie anime del governo. Ieri il ministro della famiglia, Elena Bonetti, entrando al vertice con Draghi e Franco, ha chiesto che il bonus baby sitter fosse esteso a tutti i lavoratori e le lavoratrici con figli piccoli che sono in smart working. Confermato anche il pacchetto lavoro del ministro Andrea Orlando, con il rifinanziamento per un miliardo del reddito di cittadinanza e l’allargamento del reddito di emergenza da 400 a 840 euro che sarà erogato per tre mesi. Divergenze invece, sono emerse nel vertice sul congelamento dei licenziamenti fino a giugno per le imprese che dispongono dellla Cig ordinaria e fino al 30 ottobre per le altre. Lega e Forza Italia avrebbero chiesto di accelerare il ritorno alla normalità.
 

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