Il Green pass fa scovare anche i contagi sommersi: ecco quanti sono tra i non vaccinati

Domenica 24 Ottobre 2021 di Marco Agrusti
Un tampone rapido

Il Green pass non porta solamente proteste e disagi. Permette anche di “scovare” i contagi latenti che dall’inizio della pandemia nessun sistema di sorveglianza era mai riuscito a intercettare. Tutto grazie al continuo boom di tamponi, che coinvolge soprattutto la popolazione non vaccinata. E gli esperti su questo concordano: una migliore “mappa” dei contagi potrà aiutare il sistema di prevenzione a scoprire nuove catene di trasmissione. E a bloccarle sul nascere, impedendo lo sviluppo di focolai. 


I NUMERI


Negli ultimi sette giorni in Friuli Venezia Giulia sono stati scoperti 73 nuovi positivi al Coronavirus proprio grazie alle decine di migliaia di test rapidi antigenici effettuati sulla popolazione apparentemente sana, senza sintomi, che altrimenti avrebbe continuato la sua vita senza sapere di portare con sé il contagio. A partire da quei 73 nuovi casi, poi, si è proceduto all’isolamento delle persone a stretto contatto, sulla base del solito metodo ormai collaudato. È una parte dell’aumento del contagio in regione, ma sotto sotto è una buona notizia. Grazie a questa operazione “involontaria”, infatti, sono state fermate 73 potenziali catene di contagio, che avrebbero potuto portare alla nascita di cluster pericolosi. Il tasso è ancora particolarmente basso, perché ogni giorno nelle farmacie del Friuli Venezia Giulia vengono effettuati ed esaminati più di 15mila tamponi. Ma un’operazione del genere non era mai stata messa in campo prima, ed è un fattore di sicurezza in più in una fase particolarmente incerta della pandemia nella nostra regione. 


IL MESSAGGIO


E il punto della situazione sul territorio è tornato a farlo anche il presidente del Fvg e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga. Ha messo l’accento soprattutto e ancora una volta sull’importanza della campagna vaccinale. 
«Tutto il Nord Est storicamente è meno sensibile ai vaccini, con bassi tassi». Ma nel caso Covid «le coperture sono elevate e le stiamo ampliando il più possibile» non solo come Fvg ma anche come sistema regioni. Così il presidente della Regione Fvg e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, ha risposto a una domanda sui bassi tassi di vaccinazione e al contrario gli alti numeri di diffusione del Covid in Fvg, nel corso trasmissione radiofonica Sabato anch’io, su Radiouno. 
«È estremamente pericoloso dire che il Covid non esiste o è poco più di un’influenza, io ho visto gli ospedali pieni e l’impossibilità per gli altri pazienti di essere assistiti. Non si può dire a un malato di tumore di tornare dopo un po’ di tempo perché gli ospedali sono pieni. Oggi abbiamo un’arma, che è il vaccino, dobbiamo utilizzarla».


IL PROBLEMA


Secondo il presidente della Conferenza e del Friuli Venezia Giulia, «c’è una frangia radicale no vax su cui temo abbiamo pochi strumenti di convinzione, ma tanti si sono avvicinati a questi per paura, perché magari è stato detto loro che il vaccino è pericoloso, e questi dobbiamo convincerli» 
Il rimedio è stato ribadito ancora da Fedriga: «Dobbiamo evitare scontri, faccio un appello a tutte forze politiche, la mia compresa, in questo senso. Le istituzioni devono raggiungere gli obiettivi». Obiettivi ancora più importanti se si parla solamente del Friuli Venezia Giulia, dove la campagna vaccinale sconta ancora un ritardo di tre-quattro punti percentuali rispetto alla media del Paese. 

 

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