Coronavirus in Puglia, zero contagi il 9 aprile. Nello studio le previsioni regione per regione

Lunedì 30 Marzo 2020
Coronavirus, quando avremo contagi zero? Da uno studio la previsione regione per regione

Coronavirus, quando si fermeranno i contagi? È la domanda che tutta Italia si pone, dopo tre settimane di quarantena per quasi tutti, tranne chi è in prima linea a lavorare negli ospedali o in attività produttive essenziali, dai farmacisti a chi lavora nei supermercati, dai medici agli infermieri.
 L'Einaudi Institute for Economics and Finance ha avviato una ricerca per formulare proiezioni attendibili sulla data in cui l'Italia potrebbe arrivare alla cifra di zero contagi.

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Una prospettiva che, con i numeri su contagi e vittime, ci sembra decisamente lontana. Ma che secondo l'Eief, potrebbe invece realisticamente arrivare tra il 5 e il 16 maggio, con alcune regioni, quelle meno colpite, che potrebbero anticipare quella data entro la fine di aprile. Lo studio è stato ripreso oggi dal Corriere della Sera, che afferma come la base statistica sia costituita dai dati forniti dalla Protezione Civile ogni giorno nella conferenza stampa delle 18: un lavoro, quello dell'Eief, affidato al professor Franco Peracchi, e che sarà ripubblicato ogni sera sul sito Eief dopo gli aggiornamenti a cura del commissario Borrelli (qui il link alla ricerca sul sito dell'istituto).

La regione attualmente più indietro nel fermare la curva dei contagi sarebbe la Toscana: è proprio qui che l'azzeramento dei contagi potrebbe arrivare tra il 5 maggio e il 16 maggio, a seconda dei metodi di calcolo che si scelgono, se si utilizzano i valori nella media, o l'eventualità di valori più alti. Altrove invece l'epidemia potrebbe essere contenuta più rapidamente, dal Trentino Alto-Adige (azzeramento previsto il 6 aprile) alla Basilicata (7 aprile), alla Puglia (9 aprile), mentre le altre regioni travolte dalla pandemia dovranno aspettare qualche giorno in più: in Lombardia, prevede la ricerca, l'azzeramento potrebbe arrivare il 22, in Emilia Romagna il 28, in Veneto il 14, subito dopo Pasqua.

I dati regione per regione non sono però del tutto affidabili, poiché possono cambiare radicalmente da un giorno all'altro e portare un forte cambiamento nelle previsioni: meglio affidarsi ai numeri nazionali, che indicano in ogni caso nell'inizio di maggio la possibile data per sconfiggere definitivamente la pandemia. Inoltre, sottolinea lo stesso Peracchi parlando dei dati, il numero dei contagiati "ufficiali" non è quello effettivo, perché sono in tanti coloro che hanno contratto il Covid-19 ma non risultano dai dati. 
L'autore dello studio introduce nel suo paper alcune avvertenze sulla qualità dei dati. “Va notato che il numero dei casi in questo momento non è pari al numero degli abitanti del Paese attualmente infettati, ma solo a quello di coloro che sono risultati positivi al test. La quantità di persone attualmente infettate è probabilmente maggiore di un intero ordine di grandezza”, scrive. “Inoltre, la proporzione fra i casi positivi e il numero di persone infettate in ogni momento dato non va considerata costante, perché i criteri e l’intensità dei test variano nel tempo e fra regioni”.

Le estrapolazioni sono comunque preziose perché la popolazione, le imprese e lo stesso governo si possano formare delle aspettative sulla traiettoria delle prossime settimane.

Luigi Guiso, docente di Household Finance dell’Eief e fra gli economisti italiani più influenti nel mondo, osserva che le estrapolazioni vanno prese come “un’indicazione di tendenza, un’idea di dove stiamo planando con le misure di contenimento”. Guiso ritiene anche che le previsioni, soggette a continui aggiornamenti, dovrebbero diventare sempre più affidabili man mano che la Protezione civile aggiorna i dati. “Verso la fine di questa settimana dovremmo avere dati più precisi e più stabili”, dice.

Ultimo aggiornamento: 1 Aprile, 21:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA