Coronavirus, a scuola stessa riapertura per tutti: dal primo settembre si ricominicia (forse da casa)

Mercoledì 8 Aprile 2020

Tutti a scuola dall'1 settembre: il prossimo anno scolastico giocherà di anticipo per recuperare il tempo perduto. E poi, dopo le prime tre settimane di ripasso, partiranno le lezioni del 2020 probabilmente nell'ultima settimana di settembre, con un'unica data uguale per tutta Italia. A decidere però se la riapertura sarà reale o virtuale, spetterà ai medici in base alla curva dei contagi da Covid-19. La riapertura dopo il lockdown, infatti, non sarà semplice. Soprattutto per la scuola.

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LA PAROLA D'ORDINE
Per la cosiddetta fase 2 la parola d'ordine, ribadita più volte dalla ministra all'istruzione Lucia Azzolina, è sicurezza: non si torna a scuola, quindi, se non ci sono le condizioni sanitarie per farlo. Vale a dire che, con il virus ancora in circolazione, la ripresa delle lezioni in classe potrebbe farsi attendere più a lungo del previsto. Accantonata infatti l'idea di poter rientrare fisicamente nelle aule entro il 18 maggio, che significherebbe rimettere in circolazione quasi 8 milioni di studenti e un milione tra docenti e personale tecnico e amministrativo, ora si pensa al futuro. L'idea, prevista nel decreto scuola fresco di approvazione, è quella di trovare una data unica per il rientro a settembre: a differenza di quanto accadeva fino allo scorso anno, quando il ministero dava un calendario nazionale su cui le singole Regioni avevano la possibilità di apportare modifiche in base alle esigenze del territorio. Per l'anno scolastico 2020-2021 questo aspetto potrebbe diventare ininfluente visto che tutte le scuole avvieranno le lezioni più tardi rispetto al solito.
Probabilmente, infatti, si andrà a riprendere la scuola, per tutti, nell'ultima settimana di settembre. Fino a quel momento, però, gli istituti avvieranno comunque la didattica per riprendere il tempo andato perduto nelle ultime settimane. Si partirà infatti il 1 settembre con i corsi di recupero: un rientro che potrebbe avvenire, nella migliore delle ipotesi, con i docenti in classe. Almeno per quelle materie che hanno maggior bisogno di riprendere le fila del discorso: saranno infatti le scuole a decidere quali approfondimenti far partire dal primo giorno del mese. Qualora invece il rientro potesse essere solo a distanza, sarà necessario riavviare la didattica online. Da qui a settembre sarà opportuno potenziarne gli strumenti: secondo l'Istat infatti un ragazzo su 3, in Italia, non ha un computer o un tablet con picchi vertiginosi al Sud. In questi giorni le scuole stanno correndo ai ripari: il ministero dell'istruzione ha stanziato 70 milioni per l'acquisto dei computer da assegnare in comodato d'uso alle famiglie sprovviste, 10 milioni per le piattaforme e-learning delle scuole e 5 milioni per la formazione digitale dei docenti.
Lorena Loiacono
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Ultimo aggiornamento: 15:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA