Coronavirus, verso stato d'emergenza fino al 15/10. Conte: «Inevitabile, virus circola»

Martedì 28 Luglio 2020
Coronavirus, verso stato d'emergenza fino al 15/10. Conte: «Inevitabile, virus circola»

Si va verso una proroga dello stato di emergenza fino al 15 ottobre e non più fino al 31 come ipotizzato fino ad oggi. Giuseppe Conte parlando in Aula al Senato ha sottolineato che «pur in assenza del vincolo normativo ritengo doveroso condividere con il Parlamento» la decisione della proroga dello stato di emergenza.

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Stato di emergenza, risoluzione maggioranza: proroga fino al 15 ottobre

La maggioranza impegna il governo «a definire come termine ultimo per lo stato di emergenza nazionale il 15 ottobre 2020» e a «definire, altresì, con norma primaria le eventuali misure di limitazione di libertà fondamentali», si legge nel testo della risoluzione di maggioranza depositata in Senato dopo le comunicazioni del premier. Il riferimento a norme primarie indica dunque la necessità di intervenire con decreti legge, non dpcm, per eventuali nuove limitazioni anti-contagio.

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«Ho visto alcuni interventi in particolare dell'opposizione colorati di venature polemiche e direi anche ideologiche, su un tema che mi ero permesso di classificare come una questione tecnica e giuridica. C'è stato qualche intervento che ha chiarito come nella nostra Costituzione non si ragiona di stato di emergenza. Ma non dobbiamo confondere il fatto che non ci sia un percorso ad hoc nella nostra Costituzione con il fatto che non bisogna adottare misure nel segno della tempestività e dell'efficacia. Quando si dice che nella Costituzione non c'è uno stato di emergenza non significa che questo sia illegittimo. Lo stato di emergenza è previsto. Dal 2014 ad oggi lo stato di emergenza è stato dichiarato 154 volte e prorogato 84», ha detto Conte in Senato.

«La dichiarazione dello Stato di emergenza è prevista dal codice di protezione civile: la legittimità di queste previsioni è stata vagliata positivamente dalla Corte Costituzionale. Costituisce il presupposto per l'attivazione di una serie di poteri e facoltà necessari per affrontare con efficacia e tempestività le situazioni emergenziali. Tra i poteri fondamentale è il potere di ordinanza, che consente norme in deroga a ogni disposizione vigente, nei limiti indicati dalla dichiarazione di emergenza e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico e dell'Unione europea», ha detto il premier. 

«La proroga dello stato di emergenza è una facoltà espressamente prevista dalla legge ed è attivabile ove si renda necessaria la prosecuzione degli interventi. Questa esigenza si verifica quasi sempre. Lo stato di emergenza viene ordinariamente prorogato dal governo. Sarebbe incongruo sospendere bruscamente l'efficacia delle misure adottate se non quando la situazione è' riconducibile a un tollerabile grado di normalità. Se questo è vero per eventi che si esauriscono una volta per tutte, come un terremoto, è ancor più vero per la pandemia».

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L'emergenza Coronavirus ha «i tratti di un processo in continua e imprevedibile evoluzione che ancora oggi, seppure in misura contenuta e territorialmente circoscritta, non ha ancora esaurito i suoi effetti», dice Conte al Senato.
 

L'intervento


«La proroga è inevitabile» sulle basi «di valutazioni squisitamente, vorrei dire meramente tecniche». Lo dice il premier Conte intervenendo al Senato. Il Cts ha segnalato che «sebbene la curva di contagi e l'impatto sul Ssn si siano notevolmente ridotti, ed è un dato che ci rinfranca, i numeri registrati dicono che il virus continua a circolare nel Paese. E la situazione internazionale resta preoccupante e ciò che accade nei Paesi a noi vicini ci impone un'attenta vigilanza», aggiunge.

«Sono più di dieci milioni di persone che dovranno rientrare nelle scuole in massima sicurezza, obiettivo che richiede sforzo collettivo elevato, una grande sfida per il paese». Lo dice il premier Giuseppe Conte in Aula al Senato.

«Quest'accusa si fonda su un evidente equivoco. La proroga dello stato di emergenza sui poteri del presidente del Consiglio di emanare decreti. Il potere di emanare Dpcm è al momento correlato alla data del 31 luglio non perché ci sia una formale connessione tra Dpcm e stato emergenza ma perché questo prevede la norma di rango primario legittimante. La dichiarazione dello stato di emergenza è un presupposto di fatto ma non potrebbe in alcun modo legittimare l'adozione di Dpcm se non fosse affiancata da una fonte di rango primario». Lo dice il premier Giuseppe Conte intervenendo al Senato e spiegando che, quindi, per rinnovare il potere di emanazione di Dpcm oltre il 31 luglio, servirebbe «un decreto».
 

 

Ultimo aggiornamento: 29 Luglio, 09:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA