Coronavirus, in Germania lockdown in 2 distretti per il caso mattatoio. Brasile, a San Paolo 1,2 milioni di contagi

Martedì 23 Giugno 2020
Coronavirus, a Pechino corre il contagio. Negli Usa più di 120.000 morti, la pandemia accelera in India

Dall'America alla Cina, dall'India all'America Latina, corre ancora il contagio da coronavirus. In Europa è soprattutto la Germania, con il caso mattatoi, a destare preoccupazione: in due distretti è stato ripristinato il lockdownI morti negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 425. È quanto emerge dai dati della John Hopkins University, secondo la quale i contagi totali negli Usa hanno raggiunto i 2,31 milioni. I decessi complessivi dall'inizio della pandemia sono 120.393. 

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La Cina intanto, conferma 22 nuovi casi, 13 di trasmissione locale tutti a Pechino, e nove importati o di ritorno. Nella capitale sono 249 i casi di trasmissione locale diagnosticati dall'11 giugno, quando è stata accertata una nuova ondata di contagi legati al mercato all'ingrosso di Xinfadi. La Commissione sanitaria della città ha anche dato notizia di altri due casi sospetti e di uno relativo a un soggetto asintomatico. Ieri le autorità di Pechino hanno confermato che circa 2,3 milioni di abitanti della capitale - il 10% della popolazione - sono stati sottoposti ai test per il Covid-19 tra il 13 e il 19 giugno.

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La Commissione sanitaria nazionale non ha segnalato altri decessi a causa della pandemia e il bilancio rimane fermo a 4.634, mentre il numero dei casi confermati è salito a 83.418 con 78.425 pazienti dichiarati guariti. Tra le persone ricoverate, 13 versano in condizioni gravi. Ad oggi sono in totale 1.885 i casi importati nel gigante asiatico con 87 persone tuttora ricoverate. Tra i nove nuovi casi di ritorno, sette vengono segnalati nella provincia di Gansu, uno in quella di Jiangsu e l'altro nella provincia di Shaanxi. Anche oggi non ci sono notizie di nuovi contagi accertati nella provincia di Hebei, dove si trova Wuhan, la megalopoli dove si è inizialmente manifestato il coronavirus.

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Germania lockdown. Il distretto di Guetersloh, in Germania, verrà sottoposto di nuovo al lockdown. Lo ha annunciato il ministro presidente del Land Armin Laschet (Cdu), sottolineando che si tratta del primo distretto in Germania che torna alla chiusura per contrastare il diffondersi del virus, a causa del focolaio esploso nel mattatoio di Toennis. Sono 1535 i contagi registrati nel contesto della impresa della carne. Il lockdown è stato inoltre esteso a un secondo distretto, Warendorf, confinante con quello colpito, dove tornerà il divieto per i raduni, verranno chiuse le palestre e sospesi gli eventi culturali. Ad annunciarlo è stato Karl-Josef Laumann, ministro della Sanità del NordReno Westfalia, primo Land della Germania che riporta in vigore le misure da lockdown. Gli stessi provvedimenti erano stati annunciati questa mattina per il distretto di Guetersloh. Warendorf chiuderà anche le scuole a partire da giovedì, provvedimento già adottato a Guetersloh.

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Intanto, in Germania sono stati confermati altri 503 nuovi casi nelle ultime 24 ore, quando dieci persone hanno perso la vita per complicanze dopo aver contratto l'infezione. Lo rende noto il Robert Koch Institute, l'agenzia incaricata dal governo di Berlino di monitorare l'andamento della pandemia che ha registrato un calo dei contagi, ma un aumento di morti rispetto al giorno precedente (quando ci furono 537 casi e tre morti). In tutto salgono così a 190.862 i positivi al Covid-19 e a 8.895 le vittime, secondo i dati dell'Rki. Per quanto riguarda le persone guarite, sono 175.700 quelle che hanno sconfitto l'infezione. La Baviera resta lo stato maggiormente colpito con 47.894 casi e 2.571 morti. Nella capitale Berlino sono stati confermati 7.916 positivi e 211 morti.

Francia. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 57 nuovi morti di covid-19 in Francia, per un totale di 29.720 decessi dall'inizio dell'epidemia. Lo ha reso noto la direzione generale della Sanità, spiegando che 19.232 decessi sono avvenuti in ospedale e altri 10.488 in case di riposo. Si teme un possibile ritorno del virus tra l'autunno e l'inverno. In una nota trasmessa il 21 giugno al governo francese, il consiglio scientifico di Parigi ritiene che l'immunità collettiva non sia abbastanza diffusa nell'insieme della popolazione per impedire una seconda ondata. I 13 membri del consiglio scientifico ritengono, in particolare, che una «intensificazione della circolazione del Sars-Cov-2 nell'emisfero Nord ad una scadenza più o meno lontana (qualche mese, in particolare, con l'approssimarsi dell'inverno) è estremamente probabile». Il gruppo di esperti elenca tre motivi principali per spiegare questa previsione. Per loro, l'immunità collettiva è «molto insufficiente» (riguarda solo il 5% della popolazione francese secondo i dati). Inoltre, il virus circola ancora ampiamente in altre regioni del mondo. Infine, «l'esperienza delle pandemie influenzali» mostra che si svolgono in «due tre ondate prima di adottare un ritmo stagionale», si legge nel documento trasmesso all'esecutivo.

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Europa. Un totale complessivo di 431.925 casi confermati di contagi (+3294 rispetto al giorno precedente) sono stati registrati dall'inizio dell'epidemia nei Paesi dell'Europa centrale e orientale, in Germania, Austria e Grecia, secondo dati ufficiali delle autorità nazionali inviati all'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e aggiornati alla mattina del 22 giugno. La crescita percentuale su base settimanale dei contagi è da tempo in rallentamento in gran parte della regione sulla base di elaborazioni aggiornate al 22 giugno, ma rimane sostenuta nell'ultima settimana in Kosovo, Macedonia del Nord, Albania e Moldova. La Bielorussia registra più casi confermati di Covid-19 per milione di abitanti che l'Italia.

San Paolo record. La città più grande, ricca e popolosa del Brasile, potrebbe avere circa 1,2 milioni di contagiati dal coronavirus, secondo il primo risultato di una massiccia campagna di test condotta dal Comune locale. Dopo aver completato i primi cinquemila esami sierologici - condotti su un campione di residenti scelti per estrazione - si è concluso che è stato infettato il 9,5% degli abitanti della megalopoli, ovvero circa 1,2 milioni di cittadini. Se questa cifra verrà confermata, sarà superiore agli 1,1 milioni di infetti registrati lunedì dal ministero della Sanità in tutto il Paese.

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Colombia. La capitale Bogotá si sta avvicinando all'allerta rossa per quanto riguarda l'occupazione delle unità di terapia intensiva. Secondo la piattaforma dell'Osservatorio di salute di Bogotà (Saludata), citata da radio Rcn, ieri i letti occupati sono saliti a 529 su 771 disponibili, il che equivale al 68,6%. Secondo i dati, 148 persone in terapia intensiva sono pazienti confermati con Covid-19, i restanti (381) sono considerati probabili. Se si dovesse raggiungere il 75% dell'occupazione delle terapie intensive, il sistema sanitario di Bogotà dichiarerebbe l'allerta rossa. Ciò implicherebbe una possibile quarantena totale e rigorosa in città, secondo quanto affermato dalla sindaca Claudia Lpez in diverse dichiarazioni passate. Intanto, le autorità hanno annunciato l'arrivo nella capitale di 130 ventilatori meccanici forniti dal governo del presidente Ivan Duque, aumentando così la capacità delle terapie intensive di Bogotà del 17%. «Oggi iniziamo a installare i primi 130 ventilatori consegnati dal ministero della Salute negli ospedali pubblici», ha scritto Lopez sul suo account Twitter. In totale, il Paese sudamericano ha rilevato finora 71.183 infezioni per la pandemia, con 2.310 morti.

Brutto record per il Sudafrica: è il primo Paese africano a confermare più di 100.000 casi dall'inizio dell'emergenza sanitaria. Secondo i dati ufficiali riportati dai Centri di controllo e prevenzione delle malattie dell'Unione Africana (Cdc Africa), il Paese - con più di 59 milioni di abitanti - registra 101.590 contagi con 1.991 decessi. Sono invece 53.444 le persone guarite dopo aver contratto l'infezione.

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America Latina. Punta sempre in alto la curva della pandemia in America latina, anche se da due giorni le percentuali di crescita di contagi, ora a (2.090.751, +39.714), e di morti (97.544, +1.820), sono nella parte bassa della media. È quanto emerge da una elaborazione statistica sulla base dei dati ufficiali di 34 Nazioni e territorio latinoamericani. A suggerire una stabilizzazione del trend sono i dati che arrivano dal Brasile, secondo Paese al mondo più colpito dopo gli Usa, dove nelle ultime 24 ore i contagiati hanno raggiunto quota 1.106.470 (+21.432), di cui 51.271 (+654) morti. In seconda e terza posizione restano il Perù (257.447 e 8.223) e il Cile (246.963 e 4.502). Seguono Messico (185.122 e 22.584) dove le misure adottate non sembrano sufficienti a contenere la pandemia, Colombia (71.183 e 2.310), Ecuador, Argentina e Rep. Dominicana.
 

Russia. Registrati 7.425 nuovi contagi nelle ultime 24 ore, che fanno salire fino a quasi 600.000, e per la precisione a 599.705, il totale dei casi accertati nel Paese. Lo riferisce il centro operativo anticoronavirus, secondo cui nel corso dell'ultima giornata sono decedute a causa del virus 153 persone portando il totale delle vittime a 8.359. I guariti sono 12.013 nelle ultime 24 ore e 356.429 in totale.

Israele. Il virus continua a diffondersi, a ritmo crescente, in Israele e nelle vicine aree palestinesi. Secondo dati del ministero della sanità israeliano, il numero dei casi positivi è salito oggi a 21.256 (238 più di ieri). I guariti sono 15.761. Gli attuali malati sono oggi 5.127, di cui 27 in rianimazione. I decessi finora sono stati 307. Ieri il premier Benyamin Netanyahu ha diretto una consultazione straordinaria al termine della quale ha ordinato un ulteriore rafforzamento del distanziamento sociale. Situazione analoga fra i palestinesi. Il numero complessivo dei casi positivi in Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme, secondo la agenzia di stampa Wafa, è salito oggi a 1.284, 114 più di ieri. Di questi, almeno 74 nella città cisgiordana di Hebron, che da giorni si trova in isolamento. I decessi sono stati finora cinque. Alcuni media fanno notare che potrebbe esserci un nesso fra la forte ripresa dei contagi fra i beduini del Neghev israeliano ed i palestinesi di Hebron, che sono geograficamente vicini.

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India. Altri 312 decessi e 14.933 nuovi contagi. Il bilancio ufficiale riportato dal Times of India parla di 440.215 casi con 14.011 morti nel gigante asiatico dall'inizio dell'emergenza sanitaria. Le persone dichiarate guarite sono 248.189. L'India, con una popolazione di 1,3 miliardi di persone, è il quarto Paese al mondo per numero di contagi, dietro a Usa, Brasile e Russia.

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Pakistan. I contagi  hanno causato nelle ultime 24 ore 105 morti, portando il totale delle vittime del Covid nel Paese a 3.695, secondo i dati diffusi oggi dal Ministero della Salute. Con 3.946 nuove infezioni nel paese, il numero di casi confermati totali è pari a 185.034. Nelle ultime 24 ore, 2013 persone sono guarite (73.471 il totale). Il numero di pazienti critici è 3.236, 17 in meno rispetto a ieri. La provincia meridionale del Sindh ha registrato la maggior parte dei contagi, 71.092, seguita dal Punjab orientale con 68.308. Ieri il Primo Ministro Imran Khan ha nuovamente escluso la possibilità di un blocco a largo spettro e ha affermato che il governo sta implementando chiusure intelligenti nei punti caldi del Paese per proteggere soprattutto le persone più vulnerabili.
 

 

Libia. Nelle ultime 24 ore altri 24 nuovi contagi, che portano a 595 il totale dei casi confermati nel Paese. Lo ha reso noto il Centro nazionale libico per il controllo delle malattie sulla propria pagina ufficiale Facebook, precisando che i morti restano stabili a 10, mentre i guariti salgono da 103 a 116 e le persone attualmente positive da 458 a 469. Severe misure di lockdown restano in vigore in molte città, in particolare del Sud del Paese, per tentare di limitare la diffusione del virus.

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Bolivia. Record di nuovi contagi, dove nelle ultime 24 ore si sono registrati 1.105 positivi. Lo riferisce il ministero della Sanità di Bogotà, aggiornando a 24.493 il totale dei positivi. Sale invece a 820 il numero delle persone che hanno perso la vita per complicanze legate all'infezione, 47 in più rispetto a ieri, come riferisce l'agenzia di stampa Abi. La regione maggiormente colpita dalla pandemia è quella di Santa Cruz, con 15.067 casi in totale, 568 nelle ultime 24 ore. Il ministro della Sanità Eidy Roca ha previsto che il picco della pandemia in Bolivia, dove si potrebbe raggiungere quota 130mila casi, si potrebbe registrare la prima settimana di settembre.

Hong Kong. Un'altra vittima a causa della pandemia. Si tratta, secondo la Rthk, di un 72enne che il 4 giugno era risultato positivo ai test per il Covid-19 nonostante non mostrasse alcun sintomo. L'uomo, che il 10 giugno era stato trasferito in terapia intensiva per un repentino peggioramento delle sue condizioni, è morto nella notte al Prince of Wales Hospital ed è la sesta vittima del coronavirus a Hong Kong, dove domenica si era registrato il quinto decesso dall'inizio dell'emergenza sanitaria. La notizia della sesta vittima arriva dopo che ieri sono stati confermati 30 nuovi casi importati di Covid-19 nell'ex colonia britannica, il dato più alto da oltre due mesi. Secondo il South China Morning Pos, infatti, mai si erano registrati tanti contagi in un solo giorno dal 3 aprile, quando vennero accertati 43 nuovi casi 'importatì e di trasmissione locale. A Hong Kong, ha riportato stamani l'agenzia ufficiale cinese Xinhua, sono in totale 1.161 i casi di coronavirus.

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Bulgaria. A partire da oggi sono di nuovo obbligatorie le mascherine sanitarie nei luoghi pubblici. Fanno eccezione i ristoranti e i bar. Il ministro della Sanità, Kiril Ananiev, ha spiegato che la misura si è resa necessaria a seguito di un incremento dei contagi da Covid-19 registratisi di recente. Dopo l'allentamento delle misure restrittive, fino ad oggi le mascherine erano obbligatorie soltanto sui mezzi di trasporto pubblico. Le sale sportive, i teatri e i cinema restano aperti, ma con regole rigorose: il pubblico può raggiungere il 50% della capacità della rispettiva sala. Alle partite di calcio saranno ammesse fino a 1000 persone per settore. In Bulgaria nelle ultime 24 ore sono stati registrati 79 nuovi casi di coronavirus a seguito di 2.776 test diagnostici effettuati. Il bilancio complessivo dei contagi sale così a 3.984. Come riferiscono le autorità, si registrano otto nuovi decessi, il totale sale a 207 vittime. Il bilancio dei casi fra il personale medico sanitario è di 364 persone. Negli ospedali sono ricoverati in tutto 341 pazienti, undici dei quali in terapia intensiva.

Ultimo aggiornamento: 24 Giugno, 08:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA