Condominio non paga le bollette (da oltre 55mila euro), società chiude il teleriscaldamento. «Non ci hanno neanche avvisato»

Un importo che prima della guerra e della crisi non superava i 25mila euro, la scorsa stagione è arrivata a 55mila

Condominio non paga le bollette (raddoppiate), la società chiude il teleriscaldamento
Condominio non paga le bollette (raddoppiate), la società chiude il teleriscaldamento
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Martedì 4 Ottobre 2022, 16:40

Senza riscaldamento, da un momento all'altro. E senza essere avvisati. È successo a Grugliasco, in provincia di Torino, in via Duccio Galimberti 3. Vittima un intero condominio che si è ritrovato senza teleriscaldamento, con un solo avviso nell'androne a darne notizia ai residenti, per non aver pagato le bollette più che raddoppiate negli ultimi mesi. «Nessuno ci ha detto nulla, hanno messo solo l'avviso, ma nessuna lettera da parte di Iren», racconta uno dei condomini a Repubblica. «C'è stato un bell'aumento. Non è che per colpa di qualcuno o del caro gas ora dobbiamo stare al freddo. Sentiremo cosa dice l'amministratore. C'è chi si sta organizzando con stufette o altro».

Condomini morosi, via il teleriscaldamento

L'amministratore spiega che la decisione dipende dalla morosità dei 24 condomini, che hanno visto raddoppiare i prezzi delle bollette del gas. Un importo che prima della guerra e della crisi non superava i 25mila euro, la scorsa stagione è arrivata a 55mila. Di fatto le famiglie che pagavano mille euro si sono ritrovate a dover pagare duemila, chi pagava duemila avrebbe dovuto sborsarne quattromila. Il tutto senza possibilità di rateizzare perché - spiega l'amministratore di condominio Gianluca Maresca - per il teleriscaldamento si paga subito una rata pari al 50% e poi il resto in poche tranche. E il problema è che questa è solo una parte dei rincari che sono previsti nei prossimi mesi, specialmente a partire da novembre.  Da Iren fanno sapere «che le eventuali sospensioni di erogazione di calore avvengono a seguito di morosità prolungate e solo dopo aver inviato più comunicazioni di sollecito e con la disponibilità di studiare possibili piani di rientro dell'insoluto». 

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