Caos aeroporti, quando finirà? Ecco perché le compagnie aeree stanno cancellando migliaia di voli

Dall'impennata dei biglietti venduti per l'estate ai tagli al personale delle compagnie: cosa sta succedendo

Caos aeroporti, quando finirà? Ecco perché le compagnie aeree stanno cancellando migliaia di voli
Caos aeroporti, quando finirà? Ecco perché le compagnie aeree stanno cancellando migliaia di voli
di Andrea Bulleri
4 Minuti di Lettura
Sabato 16 Luglio 2022, 17:07

Un mix esplosivo di fattori. Dall'impennata dei biglietti venduti per l'estate ai tagli al personale delle compagnie aeree. Fino alle rivendicazioni sindacali che stanno spingendo molti dipendenti, soprattutto nelle low cost, a scioperare. Si spiega così, secondo gli esperti, il caos che da settimane sta tenendo in ostaggio decine di scali europei e italiani, costringendo migliaia di viaggiatori rimasti a terra a rimandare la partenza. 

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I MOTIVI
Secondo analisti e osservatori del settore turistico, una delle ragioni chiave della cancellazione di oltre 16 mila voti in tutta Europa solo per il prossimo agosto è rappresentata dalle migliaia di licenziamenti e mancati rinnovi dei contratti che hanno interessato del personale di bordo degli aerei. Decisione presa tra l'autunno e l'inverno scorso, quando l'imperversare della variante Omicron faceva immaginare un estate al rallentatore in fatto di viaggi e spostamenti aerei. Per questo molte compagnie, già vessate da due anni di incassi a singhiozzi, hanno preferito scommettere al ribasso e cercare di limitare i costi, mandando a casa molti tra i propri dipendenti. In Gran Bretagna, ad esempio, si stima che la sola British Airways abbia rinunciato a circa 10mila lavoratori tra assistenti di volo e personale aeroportuale in pochi mesi. 

 

L'IMPENNATA
E anche se non c'erano dubbi sul fatto che alla fine ci sarebbe stato il rimbalzo, ossia che i passeggeri avrebbero ripreso a prenotare i voli, la velocità del ritorno dalla domanda ha colto alla sprovvista molte aziende. Già, perché da alcuni mesi a questa parte la richiesta di biglietti si è di fatto impennata. Vuoi per la voglia di molti di tornare alla normalità delle vacanze, vuoi per i rischi delle ultime varianti di Omicron (considerati tutto summato limitati nonostante i numeri ancora allarmanti dei contagi).

Così le compagnie si sono date da fare per cercare di riacchiappare i lavoratori. Che però nel frattempo hanno già trovato altri impieghi, in qualche caso meglio retribuiti o con oorari più regolari. Motivo per cui molti di loro non sono tornati. 

LE COMPAGNIE
Non tutte le compagnie, in ogni caso, se la passano allo stesso modo. Secondo gli esperti alcune, come appunto British Airways, ma anche Wizz Air, easyJet e Turkish Airlines (che da sola ha annullato oltre 4 mila voli), sono più in difficoltà. Mentre Ryanair e Virgin Atlantic starebbero reagendo meglio alla situazione. Che comunque, almeno in Italia, è complicata pure dagli scioperi. Il prossimo, che riguarda tra gli altri il personale di volo e di terra di Ryanair, Easyjet e Volotea, è in programma proprio domani, 17 luglio. 

«Dopo gli scioperi degli scorsi 8 e 25 giugno - sottolineano le organizzazioni sindacali - i lavoratori italiani di Ryanair, Malta Air e Crewlink rivendicano condizioni contrattuali e salariali in linea con il contratto nazionale del trasporto aereo ed inoltre acqua e cibo per gli equipaggi, spesso impossibilitati a scendere dall'aereo anche per 14 ore consecutive e la cancellazione dei tagli ai salari introdotti per fronteggiare un periodo di crisi non più attuale». Insomma, negli aeroporti italiani si annuncia un'altra (l'ennesima) giorna di passione. 
 

QUANDO FINIRA'
Quando finirà? Gli esperti scommettono non prima della fine dell'estate. Quando le compagnie, passato qualche mese, saranno riuscite a rimpolpare i propri organici. E soprattutto quando le vendite di biglietti torneranno sotto al livello "di guardia". Nella speranza che per i prossimi mesi la pianificazione ottenga risultati migliori. 

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