Il Butterfly, ristorante stellato, non trova personale: «Fino a 1900 euro di stipendio, ma nessuno è interessato»

L'offerta, per lavorare solo la sera, è di 1.900 euro al mese per il sommelier e 1.600 euro per il personale di sala «ma nessuno sembra veramente interessato»

Il Butterfly, ristorante stellato, non trova personale: «1900 euro per un sommelier, 1600 per lavoro in sala ma nessuna risposta»
Il Butterfly, ristorante stellato, non trova personale: «1900 euro per un sommelier, 1600 per lavoro in sala ma nessuna risposta»
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Martedì 7 Giugno 2022, 19:45

Da oltre un mese ormai Fabrizio Girasoli, chef e titolare del ristorante Butterfly di Lucca, che può vantare una stella Michelin, pubblica annunci sul suo profilo Facebook per cercare personale. Manca un sommelier e soprattutto non si trova personale di sala. E continua a non presentarsi nessuno. «Ristorante Butterfly Lucca cechiamo personale di sala, inviare CV a info@ristorantebutterfly.it aperti solo la sera», si legge nel post più volte ricondiviso dallo stesso Girasoli. L'offerta, per lavorare solo la sera, è di 1.900 euro al mese per il sommelier e 1.600 euro per il personale di sala. 

L'offerta di lavoro del Butterfly

Al Corriere della Sera Girasoli spiega: «Offriamo un lavoro stabile, assicurato e ben retribuito, ma non ci sta scrivendo nessuno, se non poche persone senza qualifica. Ovvero che non hanno mai lavorato in un ristorante. Stiamo offrendo 1.900 euro al mese per il futuro sommelier del locale e 1.600 euro al personale di sala, ma nessuno sembra veramente interessato». Un cambio di passo, in negativo, rispetto al passato quando il posto in un ristorante di quel livello era richiestissimo. «Fino a pochi anni fa i curriculum piovevano a decine. Poi però qualcosa è cambiato», ha sottolineato.

 



La pandemia e il reddito di cittadinanza

I motivi? Non uno solo, ma una serie di concause che hanno portato a questa penuria di potenziali lavoratori. «In primo luogo - ha afferma Girasoli - credo che incida quella corrente di pensiero secondo la quale i ristoratori sarebbero sfruttatori. Non posso certo parlare a nome di tutti, ma posso affermare con assoluta certezza che sia da noi che nei locali di tanti colleghi che conosco le cose vengono fatte con la massima serietà e totale rispetto delle regole. Certo, ci sarà anche chi non rispetta la legge, ma quello vale per tutti i mestieri».

Uno dei fattori che ha portato a questo cambio di mentalità è senza dubbio la pandemia: «Il modo di pensare di tante persone, giovani e non solo, è cambiato - ha spiegato Girasoli - C’è, chi per scelta e chi per necessità, ha deciso di cambiare completamente stile di vita e oggi sembra non essere più interessato ad intraprendere un percorso professionale serio in un ambito che invece, al contrario, offre importanti margini di crescita per chi abbia competenza». Poi il tema del reddito di cittadinanza, più volte citato dal mondo degli imprenditori: «Quello di sicuro non invoglia le persone a cercare lavoro - ha sostenuto il titolare del Butterfly - In generale, senza voler insegnare niente a nessuno, mi pare che una volta ci fossero giovani disposti a fare la gavetta, mentre oggi si vorrebbe tutto e subito. C’è gente che non vuole lavorare di domenica, altra che non vuol lavorare di sera: da noi un cameriere inizia il turno alle 16 e lo finisce verso mezzanotte. Se uno ha voglia di uscire e andare a ballare avrebbe tutto il tempo che vuole per farlo».

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