Blackout challenge, l'appello della psicologa: «Rischio alto, bambini bombardati»

Sabato 23 Gennaio 2021
Blackout challenge, l'appello della psicologa: «Rischio alto, bambini bombardati»

È allarme per il nuovo «Blackout challenge» - di moda su Tik Tok - che è già costato la vita a una bambina di Palermo. «I bambini sono bombardati e il rischio potenziale è molto alto, è importante essere sempre informati sulle mode del momento, loro non hanno il senso del limite. Mai da soli sul web», questo è l'appello lanciato dalla psicologa e presidente dell'Osservatorio Nazionale Adolescenza Maura Manca. Che poi ha aggiunto: «Le challenge sono delle sfide che si lanciano in rete e che attirano soprattutto i più piccoli. Spesso vengono inviate attraverso le chat o viste nelle piattaforme online. Sono ormai presenti da anni in rete e ciclicamente si rigenerano. Di Blackout challenge per esempio se ne parlava già nel 2012».

La challenge

Non si tratterebbe di una novità, anche se le sfide - come Blackout - tendono a ripetersi ciclicamente. E sono presenti principalmente su Tik Tok perché «è la piattaforma più scaricata al mondo, qualche anno fa erano su YouTube», ricorda Manca. Che aggiunge come «non vanno sottovalutate neanche le chat di messaggistica come Whatsapp attraverso le quali i bambini si mandano tantissimi contenuti non idonei per i minori. Purtroppo all'interno di queste piattaforme, soprattutto su TikTok, navigano troppi bambini che possono entrare in contatto anche con contenuti che non sono in grado di filtrare e di valutare in maniera critica. Il fatto che sappiano usare uno smartphone non significa che abbiano la consapevolezza di quello che stanno facendo», ha proseguito.

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La consapevolezza

Infatti, spesso gli adolescenti «non hanno ancora sviluppato la capacità di discernimento, non hanno un senso del limite e rischiano di imitare qualcosa e di non essere in grado di percepirne la reale pericolosità o di capire quando non ci si deve spingere oltre. Per questo non devono accedere ai social network da soli, nonostante poi il limite di età sia 13 anni. Per loro è divertente, fanno parte di una comunità e quando ci si diverte si abbassa il livello di percezione del pericolo». Una responsabilità, quindi, di cui devono essere consapevoli i genitori: l'appello di Mauri è infatti quello di «non sottovalutare i potenziali rischi».

Spesso infatti i genitori «pensano erroneamente - e anche ingenuamente - che al proprio figlio non possano accadere cose così terribili. Mai abbassare la guardia, bisogna essere sempre informati sulle mode del momento. Oggi i bambini sono bombardati e il rischio potenziale è molto alto. Per questo motivo vanno educati fin da bambini con dei limiti importanti nella navigazione, un monitoraggio continuo delle loro azioni e un'analisi dei contenuti, per portarli a sviluppare una consapevolezza digitale». Quanto alla sicurezza delle piattaforme, la psicologa conclude dicendo che «per una piattaforma online è impossibile riuscire a bloccare tutti i contenuti potenzialmente pericolosi, per quanto soprattutto Tik Tok sia attentissimo soprattutto ai minori», queste le parole di Maura Manca.

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